A Pollenza il più grande allevamento
di bovini razza marchigiana

BATTESIMO PER LA NUOVA AZIENDA - Paolo Petrini, vicepresidente della Regione, elogia il coraggio imprenditoriale: "La famiglia Marcolini, con ‘Morica’ ci ha dato un insegnamento prezioso, è un'impresa memorabile"
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di Maurizio Verdenelli

In un paesaggio mozzafiato che dalle assolate colline di Pollenza spazia dominando lo sguardo all’infinito sulla valle del Chienti (e, purtroppo anche sul camino del Cosmari) sino alle alture fermane, questa volta su terreni fertilissimi non è planato il solito megaimpianto fotovoltaico, ma un allevamento modello di bovini di pura razza marchigiana.

La nuova azienda agricola, la più grande del settore, si chiama Morica, da una notissima contrada ai confini del centro abitato di Macerata dove abita la famiglia Marcolini che, per amore, solo per amore, ha dato vita a questa impresa “all’epoca della crisi”. Duecento ettari (130 di proprietà), estesissime coperture, 250 capi IGT, stalle modello, fienili, strutture comuni sorte quasi per incanto dall’aprile scorso ad oggi, giorno dell’inaugurazione. Per un investimento di euro…? “Questo non lo diciamo –dicono i fratelli Irene, 31 anni, ed Andrea Marcolini, 27- teniamo solo a dire che non c’è un euro di contributi pubblici, né tantomeno di provvidenze statali o comunitarie…”. Perché? “Perché, noi in famiglia all’intervento pubblico non crediamo”. Pare certo che non sia stato acceso neppure uno straccio di mutuo, che dunque le banche non siano state interessate alla nascita di questa Azienda-agricola-Morica-1-300x300importante azienda agricola, voluta dalla passione e dall’amore di Ilario, 58 anni e Sandra (nata Santori), 55, i genitori di Irene ed Andrea. “Di mestiere facciamo veramente un’altra cosa –dice Andrea- per la precisione metanodotti per la Snam (la famiglia è titolare dell’azienda ‘Romana Costruzioni’ con sede a Corridonia ndr). Papà e mamma nutrivano questo progetto da tempo ed hanno deciso di attuarlo ed ora sono là felici come due bambini…”.

Da voci di esperti raccolte all’inaugurazione, sembra che l’investimento completamente finanziato dalla famiglia non sia minore ad un milione e mezzo di euro. Un avvenimento importante, pertanto, questo attuato dall’imprenditoria maceratese che è stato celebrato da una grande festa ‘contadina’ su una modernissima aia dove si sono esibiti ballerini di tango ed un corpo di danza in stile spagnolo con un’orchestra in stile ‘andaluso-romantico’.

Ad un evento così non poteva in ogni caso mancare la pubblica amministrazione. Se a tagliare il nastro è stato il sindaco di Pollenza, Luigi Monti, e a benedire l’allevamento l’assistente spirituale marchigiano di Coldiretti don Giuseppe Branchesi, le personalità intervenute sono state di spicco: il vice presidente della giunta regionale delle Marche, Paolo Petrini e il presidente della Provincia, Antonio Pettinari.

Petrini ha consegnato ad Ilario Marcolini l’omaggio (una scultura raffigurante un toro marchigiano) dell’associazione allevatori, presente con il suo direttore regionale Dino Mosca.

Azienda-agricola-Morica-2-300x272Di spessore le parole del vice del governatore Spacca: “ In questi tempi di crisi si è perso il gusto del rischio, questi sono giorni attraversati dal sentimento di perdita che ingenera per reazione l’impegno strenuo e spesso sterile volto alla difesa e al mantenimento dell’esistente. La famiglia Marcolini, con ‘Morica’ ci ha dato un insegnamento prezioso in controtendenza, un messaggio di coraggio e di speranza per tutti. Ilario e Sandra hanno gettato il cuore oltre l’ostacolo impegnando per di piu’ risorse proprie, credendo fermamente in un progetto che è teso inoltre a valorizzare una grande eccellenza zootecnica marchigiana. Questa famiglia d’imprenditori è stata davvero artefice di un’impresa memorabile: tecnologia, know how d’avanguardia ma soprattutto passione e forte fiducia nella propria terra”.

Nel bel depliant dell’azienda agricola c’è questa frase a compendio del ‘credo’ che l’ha originata: “Attività mossa da una passione di lontane origini dei titolari, coltivata ed approfondita nel tempo. L’adozione delle più moderne tecnologie unita alla tradizione ci permette la salvaguardia costante del benessere animale. Accurato impegno nella scelta dei capi per il mantenimento della razza”.

Nel deplianti, anche il celebre aforisma di Oscar Wilde a sottolineare la ‘filosofia’ che ha animato l’iniziativa di dare vita ad allevamento della pregiata razza bovina marchigiana: “ Ho dei gusti semplicissimi, mi accontento sempre del meglio”.

Azienda-agricola-Morica-3-300x133“Una tradizione agricola –ha detto da parte sua il presidente della Provincia, Pettinari- che si coniuga con un’innovazione altissima. E se sull’aia moderna di ‘Morica’ vediamo oggi ballare il tango, il pensiero vola allo scartocciu di una volta. Nulla è cambiato. Ma grazie alla passione e la qualità tutto si evolve in nuove opportunità di reddito economico: occupazione, rilancio dell’agricoltura, turismo”. E rivolto a Marcolini, Pettinari ha detto: “Grazie, Ilario per il tuo coraggio. Appena sono arrivato qui tra queste colline, mi è mancato il fiato per la bellezza del posto e per il perfetto inserimento ecologico di questa azienda. Qui tutto parla in termini armonici. La Provincia sarà sempre vicina ad iniziative come queste che aprono la strada ad un concetto di cui l’ente pubblico si farà portavoce: valorizzazione delle potenzialità locali che in agricoltura sono tutte comprese nella qualità. In questo siamo e saremo sempre irraggiungibili sul mercato”.

Azienda-agricola-MoricaAll’inaugurazione presente anche il vertice di Copagri. Dice il presidente regionale, Giovanni Bernardini: “Allevamenti come questi guardano verso il futuro, anche e soprattutto europeo, in modo chiarissimo e rappresentano un grande vantaggio anche per l’intero comparto dell’agricoltura. Perché la zootecnia torna naturalmente (basta pensare al letame) ad arricchire di sostanze organiche i terreni impoveriti dalle precedenti colture”. Presente anche il presidente di Copagri della provincia di Macerata, Andrea Passacantando: “Agricoltura vuol dire anche welfare personale, mangiar bene, turismo, salute che inizia proprio dalla buona tavola e dalla buona carne bovina. Tutto questo vuol dire l’inaugurazione di oggi ed anche la voglia e la necessità, nel comparto agricolo, di non stare più ostinatamente isolati, ma di fare rete, di fare ‘squadra’”.

E, al pranzo finale per centinaia di persone, la buona carne marchigiana è stata servita, a cura del catering Tartari, con il seguente menù: “Manzo affumicato con mandorle e pachino. Sfera di caprino con amarena. Rosa di prosciutto con fichi e pane carasau. Trofie con verdurine e speck. Tagliatelle con ragù di vitello. Pera in bellavista e grigliata di vitello”

Dulci in fundo, gran torta bianca con la scritta rossa: Morica. Una fetta buona della Macerata che produce bene e nel silenzio nel cuore delle colline marchigiane. Una tradizione antica, un cuore che batte semprea che torna innovando con coraggio sfidando ‘l’epoca della crisi’.



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