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Il bacino del basso Chienti
tra i siti più inquinanti in Italia

Lo rivela l’Associazione italiana di epidemiologia. Cittàverde denuncia: "Nessuno studio sull'incidenza dei tumori negli ultimi 40 anni"
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di Laura Boccanera

Tra i 44 siti in Italia maggiormente inquinanti e a rischio tumore c’è anche il bacino del basso Chienti. Lo rivela uno studio scientifico pubblicato dall’Associazione italiana di epidemiologia sulla rivista “Epidemiologia e Prevenzione” a cui hanno lavorato esperti dell’Istituto superiore di sanità, della sede di Roma, dell’Organizzazione mondiale della sanità e dell’Università La Sapienza.

Sulla base di questa indagine Maria Grazia Pierluca di Cittàverde ha diffuso una lettera aperta ai sindaci di Civitanova Marche, Morrovalle, Porto Sant’Elpidio, Sant’Elpidio a Mare e al Presidente della Regione Marche e di provincia di Macerata e Fermo. Copia della missiva è stata inviata anche a Ministero dell’Ambiente ed Arpam. Alla base della denuncia pubblica la situazione di immobilità delle istituzioni nei confronti di un problema ambientale che va avanti da anni: <<siamo rimasti come eravamo negli anni 70 – si legge nel comunicato diffuso anche alla stampa – ma anche da noi si continua a morire per le esalazioni di prodotti chimici.  Il nostro territorio è disseminato da  fabbriche che producono gomma e fondi per calzature. Queste aziende che producono materiali in poliuretano,in P.V.C, in P.U., E.V.A. T.R. usano solventi, isocianati, usavano e alcuni usano Percloroetano,tricloroetano,Tuolene. Il Ministero dell’Ambiente nel progetto di tutela ambientale in atto con il Sito Nazionale del Basso Chienti ha posto paletti rigorosi per controllare e bonificare la falda idrica inquinata. Una decisione ancor più importante è stata adottata circa quattro anni fa quando nella Conferenza dei Servizi al Ministero dell’Ambiente si proponeva la verifica del reale impatto sulla salute dei cittadini e dei lavoratori. Occorreva un’ “Indagine Epimediologica” sul nostro territorio. Ma nonostante i solleciti nulla è stato fatto. Una vera e propria omissione, un’ operazione di oscuramento delle responsabilità e di  cosa è accaduto realmente alla popolazione del nostro distretto della gomma per Calzature>>. Il pesante attacco si conclude con un interrogativo: <<Perchè la sanità Regionale e quella locale non si sono mai attivate e non hanno prodotto documenti e studi? Perché la Provincia di Macerata e di Fermo che pure hanno un ruolo  hanno non si sono mai attivate? Eppure conoscere quali sono stati gli effetti  sulla salute dei residenti in quello che possiamo chiamare il Triangolo delle morti silenziose,delle malattie oncologiche che va da Civitanova fino a Trodica passando per Montecosaro Scalo che si spinge aldilà del Chienti fino a zona Brancadoro per finire a Porto Sant’Elpidio è facile. Basta farsi un giro a piane di Chienti di Civitanova,  e raccogliere testimonianze, si scoprirà un mondo di dolore e di morti sospette e mai chiarite>>.

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