Folk al Cassero di Castelraimondo: “li munelli” con i ragazzi polacchi

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FolkCastelraimondodi Maurizio Verdenelli

La data é quella del 1. dicembre 1311, appena settecento anni fa. E’ quella in calce ad un’autorizzazione di acquisto di un terreno dove si pensava, in epoche dove il numero delle roccaforti era ‘contingentato’ nel potente ducato dei Varano, di poter erigere una torre. Alla fine l’…abuso edilizio fu possibile tanto che da sette secoli o quasi possiamo ammirare il ‘Cassero’ di Castelraimondo, alle porte quasi di Camerino. “Un ulteriore spunto di speranza per il paese, per la Provincia, per l’Italia che festeggia i suoi primi 150 anni” dice l’assessore Elisabetta Torregiani. “Un anniversario così andava festeggiato anche dal nostro 21. festival internazionale del folklore. Tra gli ospiti d’onore i ragazzi polacchi, compresi dagli 8  ai 15 anni, invitati dai nostri “Li munelli de lu Cassero” e gli stornellatori di Fabriano” dice Luca Barbini, presidente del gruppo folk di Castelraimondo (uno dei più antichi in provincia: fondato nel 1932) e direttore del museo nazionale del Costume folcloristico. Barbini, l’assessore provinciale Leonardo Lippi; l’assessore alla Cultura di Castelraimondo, Elisabetta Torregiani; la presidente dell’Ugfm (Unione gruppi folkloristici marchigiani) Donatella Bastari e Marco Ciciani, presidente del gruppo ragazzi e responsabile dell’organizzazione hanno presentato questa mattina nella sala consiliare, tra giovani e bambini in costume, il festival inserito all’interno del percorso estivo che dalla provincia di Macerata s’irradia su tre regioni. “E’ Macerata lo zoccolo duro del folklore marchigiano -ha dichiarato Donatella Bastari- il grande bacino di un movimento che vanta 24 gruppi sul territorio regionale, ed anche la fonte di nuove leve, indispensabile perché la cultura delle tradizioni sopravviva”. “Mia madre mi ha insegnato il saltarello -dice Barbini- ed io ho potuto insegnarlo a mio figlio: un filo che così non si perde e che non si spezza grazie a questo amore per il passato proiettato nel futuro. Per rendere possibile questo abbiamo pensato con la collaborazione dell’autorità scolastica a corsi di saltarello a Castelraimondo, Camerino, San Severino Marche e Pievetorina”. Un filo robusto, dunque intessuto dalla passione per le proprie radici, ma insieme comprensibilmente fragile. Ecco dunque spiegata la necessità di lanciare un ponte verso le nuove generazioni e l’idea di un festival Ragazzi a Matelica, ha spiegato la presidente dell’Ugfm. Un testimone che Castelraimondo riceve con entusiasmo ospitando i giovanissimi del gruppo “Powisloki” di Opole Lubelskie che si esibiscono nella “riproduzione” delle tradizioni popolari del loro Paese a Castelraimondo sabato 6 e a Fiastra lunedì 8. Insieme con loro, un’autentica, preziosa novità -peraltro quasi estinta, con rarissime eccezioni, nelle Marche dove quest’arte era fiorentissima. Parliamo dello stornello e cioè dei “Callafredda”, un termine conosciutissimo dalla civiltà contadina ma ormai vaghissimo ricordo terminologico negli ultimi ‘contadini’ sopravvissuti al rapido tramonto di un epoca bimillenaria. La Callafredda indicava semplicemente una situazione atmosferica dominata dall’ozono emanato dal terreno dopo un temporale estivo. In questa circostanza è sconsigliata l’aratura ed altri tipi di lavorazione del terreno. Quindi, per metafora, quella dei ‘Callafredda’ fabrianesi è un satira pungente seppure affettuosa, nella tradizione appunto dello stornello marchigiano. I ragazzi polacchi, i loro coetanei “munelli de lu cassero”, il gruppo folk di Castelraimondo e gli stornellatori saranno dunque in scena a Castelraimondo, sabato (ore 21, piazza della repubblica) e a Fiastra, lunedì. “Organizzare quest’anno, in tempo di restrizioni economiche, a Castelraimondo ci sono 60 associazioni che reclamano ciascuno la propria parte, è stato difficile ma la passione di tanti, volontari e sponsor, hanno fatto il miracolo” dicono Ciciani e Barbini. Da parte sua l’assessore Lippi, nel portare i saluti del presidente Pettinari, ha assicurato la “vicinanza” della Provincia all’intero movimento folk “come geloso custode delle tradizioni autentiche di una terra ricchissima di cultura e fermenti autentici”. Castelraimondo è anche sede di un’istituzione unica in Italia: Il museo nazionale del Costume folcloristico, fondato nel 2009 ed ospitato all’interno del Palazzo comunale. “Abbiamo avuto migliaia di visitatori. L’afflusso è particolarmente alto nei giorni dell’Infiorata” afferma il direttore Barbini. “Vengono non solo dalle altre regioni ma pure dal Nord Europa con particolare riferimento dall’Austria, Svizzera e Germania. Numerose sono le visite organizzate dalle scuole. Ci sono tutti i costumi italiani, selezionati dai rispettivi comitati regionali di provenienza. Di recente la Lucania ha provveduto ad un ‘aggiornamento’ a dimostrazione del valore e della stima che il Museo ha saputo acquisire in appena due anni di fondazione. C’é a disposizione una Stanza delle sensazioni dove lo studente, l’esperto, l’appassionato può toccare con mano i vari strumenti, spesso musicali, del grande folk italiano. Provare per credere. Vi aspettiamo”.



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