La notte di San Giovanni
L’alba di Porto Recanati

La ricorrenza del 24 giugno
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Sandrino col serraglio

di Gabor Bonifazi

Porto Recanati, si sa, è una cittadina dove sopravvive ancora una tradizione viva particolarmente legata al mare e quindi all’acqua che origina la vita.

E anche quest’anno non saranno pochi quelli che, all’alba del giorno di San Giovanni, andranno in spiaggia a bagnarsi i piedi per il rito del “mollà e via”: un’abluzione propiziatrice che dà il via al primo bagno quasi a voler ringraziarsi il mare che, con la buona stagione, sarà clemente e generoso. Questo è un rito secolare che richiama il battesimo come pure la Massoneria speculativa nata nel 1717. Le donne di mare, soprattutto le anziane vedove perennemente vestite di nero, fisseranno l’orizzonte e come prefiche invocheranno pesche “miracolose”, come quella manna del 2005, quando oltre cento quintali di cefali rimasero imprigionati nelle retine di Andrea Cittadini e Giacometta Castellani.

Sempre a Porto Recanati era costume che le donne in età da marito, alla vigilia di San Giovanni, mettessero sul davanzale della finestra una bottiglia d’acqua con una chiara d’uovo, e all’alba del 24, secondo le forme cristalline che aveva assunto il miscuglio (che andava letto con non poca fantasia), si credeva di poter predire il futuro: sicuramente brutto se nella bottiglia si vedevano le “streghe” e bello se la chiara aveva creato forme goticizzanti tali da sembrare il Duomo di Milano. E quindi si sarebbe celebrato il matrimonio dentro l’anno, magari proprio a Milano.

Il maestro Emilio Gardini, compianto studioso delle tradizioni popolari e soprattutto del dialetto di Porto Recanati, tanti anni fa ci raccontò del “Comparato” che avveniva con quella spighetta di lavanda che si conserva tra la biancheria: “Scambio di spighe/ compare e comare/ prendete ‘sto fiore/ che è pegno d’amore/ ma amore non è”. Una strofetta che richiama eufemisticamente alla fertilità che tutti invocavano il giorno di San Giovanni. E Gardini giurava che erano ancora tante le donne che ripetevano la rima dello scambio della spiga. Di lavanda naturalmente.

 

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