Una proposta di legge
per tutelare i locali storici

La presenterà Marangoni (Lega Nord): "Osterie, taverne e spacci di campagna rischiano di scomparire in un settore invaso da ristoranti cinesi, Mc Donald e kebab"
- caricamento letture
osterie

Gabor Bonifazi, Enzo Marangoni e Fabrizio Lorenzotti

di Alessandra Pierini

Una legge regionale per il sostegno e la promozione di osterie, locande, taverne, botteghe e spacci di campagna storici è stata presentata questa mattina in una conferenza stampa che si è svolta nei locali de “Lu spaccittu” sorto proprio dove in passato si trovava uno di questi locali storici. Sarà Enzo Marangoni, consigliere regionale Lega Nord, a proporla all’assemblea legislativa delle Marche. «L’idea di questa legge nasce dal mio contratto elettorale – spiega Marangoni – nel mio programma avevo infatti inserito la tutela della nostra identità alimentare in un settore ormai invaso da ristoranti cinesi, Mc Donald e kebab. La proposta era stata presentata in precedenza dal consigliere Lippi che non è stato rieletto. Io l’ho ripresa anche sollecitato da Gabor Bonifazi che ha scritto un libro sulle osterie del maceratese. La proposta di legge, firmata da esponenti di tutti i partiti,  ha la finalità di valorizzare e conservare esercizi e locali pubblici, in attività da almeno 50 anni, testimonianza della tradizione marchigiana. Nella legge è richiesta la collaborazione dei Comuni  che sono chiamati ad identificare questi luoghi di interesse e segnalarli per istituire un censimento, un elenco regionale e una guida dei luoghi storici, oltre ad un sito internet.» Marangoni presenterà anche una mozione per chiedere un testo unico regionale per la tutela della cultura dell’identità alimentare.

OstessaMorichetti

Ersilia Morichetti della Cantina d'Arsì

Il testo “L’osteria dei Pettorossi”  è unico nel panorama regionale ed è corredato da foto, modi di dire e testimonianze, illustrate dall’autore Gabor Bonifazi: «In passato si diceva  “Se casca un signore s’è sbisciatu, se casca un purittu s’è mbriacatu”. Questo detto porta a far confusione anche nel mondo delle osterie. L’osteria non è la cantina, non è il luogo in cui si beve ma è il luogo con cui si ospita. Questi locali storici, ne sono rimasti una ventina nella nostra provincia e non più di 100 in tutte le Marche erano in passato molto diffuse ma con gli anni sono scomparse, in primo luogo a causa dell’introduzione di un nuovo sistema fiscale, poi con l’avvento dei registratori di cassa e per finire con il terremoto.»
Le osterie sorgevano spesso a ridosso delle poste e, in un’epoca in cui si viaggiava a cavallo, erano attrezzate per le esigenze dei cavalieri ma anche i residenti vi trovavano la loro dimensione ideale: «Nell’elenco dei giochi vietati, che si facevano comunque all’interno dell’osteria, c’era anche la passatella che prevedeva delle penitenze in bevute per cui spesso al termine tutti i giocatori erano ubriachi. Tipica dell’osteria è la fojetta, contenitore in vetro che aveva una capienza di mezzo litro di vino  ed è stata introdotta per evitare che l’oste riempisse i contenitori, prima in coccio, per una misura inferiore rispetto alla loro capacità. E fu il Papa Castiglioni di Cingoli a far abbattere i cancelli che il suo predecessore Pio VIII aveva fatto mettere alle osterie che potevano servire da bere ai clienti solo fuori dai cancelli. »

2.-La-cantina-de-Cicci%C3%B2-300x215

La cantina Cicciò di Macerata

Il consulente tecnico nella stesura della proposta di legge è stato Fabrizio Lorenzotti, docente dell’Università di Camerino: «La legge è composta di 7 articoli, in particolare l’articolo 2 prevede  un censimento ed un elenco regionale dei locali storici, il terzo invece regola l’attribuzione di un logo  da apporre nel locale che sarà inserito in una guida regionale nella quale saranno indicati fatti storici, presenza di personaggi illustri e caratteristiche dell’esercizio. Nell’articolo numero 4 sono stati invece inseriti dei finanziamenti a fondo perduto di 25.000 euro per il recupero e la valorizzazione dei locali.»
Uno dei problemi più gravi dei locali storici è infatti il passaggio generazionale, come sottolineato dal sindaco di Cupramontana presente alla conferenza: «La regione Marche è spesso maestra a incartarsi con le proprie mani. Ci sono dei vincoli assurdi che non permettono a questi locali di mantenere la loro destinazione d’uso in virtù di norme di igiene e sicurezza. I Comuni sono perciò costretti ad operare con continue deroghe ma bisognerebbe trovare il modo di agevolare il passaggio, come accade in molte altre regioni italiane.»
Nelle osterie non può mancare il cibo e l’incontro non poteva che concludersi con la merenda dell’osteria a base di polenta, paccheri, lumache di terra, nervetti, fagioli, stoccafisso e trippa, piatti poveri della tradizione che sono oggi diventati un’eccezione nell’alimentazione tipo.

httpv://www.youtube.com/watch?v=kovGuBlCQy4

p.-62-Quintilia-300x225 osteria1-300x225 DSCN1558-300x225 12a.-Ersilia-Morichetti-300x225



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
-





Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Matteo Zallocco Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X
		Tolentino = 
Civitanova = 
Elezioni =