Quel pullman abbandonato
all’Helvia Recina

La lettera di un cittadino
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Il tricolore


Da un lettore, Marco Paolucci, riceviamo e pubblichiamo:

Cara redazione

Invio un piccolo contributo che spero possiate pubblicare nelle vostre/nostre cronache, nella speranza che qualcuno faccia quello che deve fare…

“Era un giovedì di domenica…” così inizia una storiellina che mia zia mi raccontava sempre da piccolo e che continuava con frasi del tipo “…il sole cadeva a larghe falde e la neve, con i suoi raggi luminosi, illuminava tutto l’universo…”, una serie di paradossi proprio come quello che voglio raccontare.
Poco tempo fa sono andato al glorioso stadio Helvia Recina, che ho frequentato assiduamente in passato, per fare un giro insieme alla mia famiglia. Visto il deserto in cui regnava la pista, ho pensato di farvi muovere i primi passi in bici senza rotelle a mia figlia di quattro anni, dopo essermi ulteriormente sincerato che non vi fosse proprio nessuno in allenamento. Non eravamo ancora riusciti ad effettuare dieci metri quando sono stato avvicinato dallo zelante “addetto al traffico” che mi ha fatto notare, giustamente, che lo stadio non è fatto per le biciclette, che ci sono dei regolamenti da rispettare, che occorrono dei permessi per frequentare anche solo per dieci minuti queste attrezzature “pubbliche” e che non è tanto per questo o per quello, ma è una questione di principio e deve essere da tutti rispettata. Ho preso quindi “baracca e burattini” e mi sono avviato all’uscita, quando sbadatamente l’occhio è caduto proprio sul cosiddetto “antistadio”, dove ho notato parcheggiato un pulmino. Visto il posto insolito ed il colore verde delle foglie di cui è ricoperto che spiccano patriotticamente sul bianco e rosso delle lamiere, mi sono avvicinato incuriosito ed ho potuto constatare che l’assicurazione è oramai scaduta dal 2008 e che dal coperchio del serbatoio sbucano beatamente dei rametti.

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Panoramica dello stadio

Ed allora ho iniziato un pò a pensare a quanto accadutomi pochi minuti prima, ai giustissimi discorsi sul rispetto dei regolamenti e sulle questioni di principio. A tal proposito sarei veramente curioso di sapere se l’autista che tre anni fa accompagnò nel suo ultimo viaggio l’ormai compianto MC345350 sia stato informato che non poteva frequentare lo stadio non essendo munito dei regolari permessi e cosa sia stato fatto nei confronti dei proprietari di quell’ammasso di lamiere, oli, benzine e quanto altro di inquinante c’è in un rottame, che malinconicamente staziona solamente da tre anni in un comodo prato verde.
Allora “se la giustizia non può essere uguale per tutti, facciamo che lo sia almeno l’ingiustizia”.

L’MC345350-“appena”-parcheggiato-300x225

L’MC345350 “appena” parcheggiato



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