Aggressione al vu cumprà bengalese
Le indagini confermano l’episodio

I carabinieri di Civitanova hanno raccolto diverse testimonianze
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La spiaggia di Civitanova (foto Vives)

di Laura Boccanera

L’aggressione verbale e fisica ai danni del venditore ambulante bengalese è vera. A fare luce sulla vicenda e a dipanare i commenti e le polemiche sorte nell’ultima settimana dopo il tam tam mediatico sono i carabinieri della Compagnia di Civitanova che hanno aperto un’indagine e convocato le famiglie dei ragazzini definiti baby gang. Dopo una settimana di mobilitazione da parte dei bagnanti che riferivano di non aver visto nulla e meditavano di sporgere querela contro la giornalista autrice del lancio di agenzia, i carabinieri sono risaliti agli autori del fatto. Convocate in caserma, tre famiglie dicono di aver effettivamente visto quanto successo, ma rispetto alla versione della cronista ridimensionano l’accaduto. Dalle testimonianze è emerso che quel giorno un venditore ambulante si era effettivamente soffermato, con la sua merce, nel tratto di spiaggia in concessione allo stabilimento balneare Golden beach. Cinque bambini, tutti sotto i 14 anni, fra cui due femmine, attirati dai prodotti in vendita avrebbero iniziato un «giocoso mercanteggiare» – come definito dai genitori. I loro volti «sorridenti», compreso quello dell’immigrato, non avrebbe inizialmente preoccupato i genitori. Poi, «qualche parola di troppo, frasi del tipo qui non puoi stare, e un calcetto verso la tela del lettino su cui sedeva il venditore», hanno allertato la mamma di una delle bimbe, che ha ammonito i ragazzini e li richiamati verso l’ombrellone dei genitori. L’uomo sarebbe rimasto lì ancora alcuni minuti, senza lamentarsi per il comportamento dei bambini, per poi ripartire. La completa ricostruzione dei fatti, per i quali non è stata presentata alcuna querela, sarà oggetto di un dettagliato rapporto che verrà fornito alla magistratura.

Intanto suscita molte polemiche anche la “trovata” del sindaco Massimo Mobili, illustrata al Corriere della Sera che propone di imbandire una tavola per dimostrare l’accoglienza della cittadina marchigiana e chiamare come camerieri proprio ragazzini di 9-10 anni, un contrappasso simbolico che secondo il sindaco dovrebbe ri equilibrare quanto accaduto. Una polemica che però è diventata anche politica, soprattutto a seguito dell’intervento di Ivo Costamagna che addebita ai valori della città sbilanciati verso il profitto il comportamento dei ragazzini. E una risposta politica alle 4 domande del segretario provinciale del Psi la fornisce l’assessore ai servizi sociali Fabrizio Ciarapica: <<Caro Ivo, non avevo intenzione di risponderti perché, ne sono certo, a te non interesserebbe il contenuto della risposta, ma una qualsiasi risposta sarebbe un valido pretesto per ritornare sul giornale, nel tentativo di avere la visibilità che i civitanovesi ti hanno tolto con il voto. In merito al discorso sugli “accattoni”, purtroppo hai fatto un grosso scivolone nel tirarli in ballo, come se si trattasse della stessa questione riguardante gli extra-comunitari; non vedo infatti quale nesso ci possa essere con gli extra comunitari. Per quanto riguarda storie dolorose della nostra città che hai voluto, in maniera inopportuna, citare nuovamente, ti consiglio di documentarti per avere un quadro di tutto quello che proprio i Servizi Sociali avevano fatto per aiutare quanti si trovano in difficoltà, compreso il caso specifico dello sfratto, oltre all’impegno a favore della costruzione di case popolari che, al contrario di quanto sostieni, è stato sempre prioritario per questa Amministrazione>>.



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