Il Comune non ha i soldi?
E allora sono andata io
a tagliare l’erba a Borgo Santa Croce

Tamara Moroni ha raccolto l'appello di Fabio Massimo Conti: "Ecco la politica dei fatti"
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PRIMA...

di Tamara Moroni

” La poesia è nei fatti. ” Nichi Vendola, il solo leader di sinistra in cui mi riconosco, la mia stella polare in questa notte buia , esprime così la sua visione della politica. Ma che c’entra la poesia con la politica ? C’entra. Certo non è uno slogan immediatamente afferrabile come ” meno tasse per tutti “ o ” un milione di posti di lavoro” e infatti non è uno slogan, ma un concetto, dietro il quale si sostanzia un modo diverso di concepire l’mpegno politico,che fa da spartiacque tra chi sente di appartenere alla ” politica del fare” e chi ” al fare politica”.
L’esempio che nasce da questo “modus operandi” è anche nelle immagini che seguono e che documentano che non le parole cambiano la realtà, ma i fatti che traggono linfa da qualcosa che supera la politica dei politicanti e che appunto noi di Vendola, riconosciamo come “ poesia del fare”. E quanta se n’è tratta ieri, nel fare così poco! Quanta.
Peggio per chi ancora è nel recinto della tradizione politichese; Peggio per chi è intrappolato nelle sabbie mobili dei partiti che li sovrasta, che dettano regole e stili di comportamento formattati sganciati dalla realtà, seppure in cambio concedono onori e privilegi di casta.
Anche a Macerata dal 21 giugno scorso è sorta una delle tante ” Fabbriche di Nichi”, che continuano a crescere come funghi in tutt’ Italia, ed io ne faccio parte. La mia libera interpretazione di essere “operaio” in questo laboratorio politico, mi ha portata a fare quello che ho fatto e cioè raccogliere prontamente l’appello su CM di Fabio Massimo Conti, consigliere
d’opposizione nell’attuale governo cittadino e provvedere a risolvere una questione che altrimenti non so se e quando si sarebbe normalizzata
.

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...E DOPO

Ognuno fa quel che può. Il Comune di Macerata, sollecitato dalla segnalazione del giovane consigliere Conti a dare una risposta tempestiva e concreta al problema, non si è sottratto ai suoi doveri e infatti si è subito presentato ai residenti delle case popolari di Borgo Santa Croce per la questione dei giardinetti e del verde trascurati, fornendo una motivazione perentoria e ineludibile ” non ci sono fondi sufficienti per fare la manutenzione per tutto il verde pubblico” . Questo almeno, mi è stato riferito dai diretti interessati dai quali sono andata di mia sponte a chiedere quale fosse il reale problema della segnalazione che hanno inoltrato al Comune. Detto fatto: se Conti scrive ” bisogna tagliare l’erba a Macerata ed ha ragione a dirlo, il Comune non lo fa, eccomi, se bisogna…bisogna. Sarebbe interessante scoprire se dinanzi al mancato pagamento di un tributo allo stesso Comune, che so i rifiuti urbani, lo stesso residente  cui è stato negato un diritto dalla sua Amministrazione, potesse essere altrettanto schivo nei suoi doveri, rispondendo alla stessa maniera ” non c’ho i soldi per pagarti”. Ma non consiglio a nessuno di provarci.
Dal dire al fare dunque dicevo. E il fare è una malattia contagiosa, quando è operoso. ” Sono venuta per tagliare l’erba” ho detto alla prima signora del posto che ho incontrato” , ” Signore te ne ringrazio!” ha esclamato come si conviene a noi maceratesi, ma quel “sono” è diventato presto un “siamo” . Ho iniziato a lavorare che ero sola, poi sono arrivate le donne del quartiere, poi i loro uomini, poi i passanti incuriositi e quindi ognuno ha iniziato a darsi da fare come poteva, senza guardare che ora fosse e che caldo facesse.

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C’era da fare, facciamo. A chi mi diceva…” cocca …ma chi te lo fa fa’ a fa ‘sta sudata? rispondevo con un sorriso mentre rispondevo a me stessa ” nessuno, sinceramente nessuno. Allora le signore portano da bere, scope, utensili e quanto servito per dare una ripulita. Riusciamo pure dopo aver fatto l’essenziale, a risolvere un problema da poco ma di non poco conto: ridare valenza al cartello dei divieti che alberga da un lato dell’ingresso dei giardinetti, liberandolo da un ramo che lo aveva coperto e reso completamente invisibile col risultato scontato che appunto, non poteva per questo essere rispettato. Qualcun altro intanto si allunga su sé stesso da un’altra parte del giardino, per accorciare qualche ramo secco basso delle piante lì presenti, che si era fatto pericoloso per chi ci fosse passato sotto sopra pensiero.
Gli ultimi ad arrivare a metà pomeriggio, sono stati i bambini tornati subito a riprendersi i loro degni spazi di giochi all’aperto sottocasa e con loro, anche la gioia di tutti noi che ci abbiamo lavorato per restituirglieli.

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Una signora residente a Borgo Santa Croce ringrazia per il bel gesto

Per me questa è poesia.

Ora, io che non mi aspetto mai niente da nessuno, mi aspetto però che arrivi qualcuno e scriva che ho strumentalizzato la cosa, pubblicando il mio sabato a borgo Ficana quale risposta all’appello di Conti : lo aspetto a braccia aperte. Anticipo solo in parte l’eventuale replica. Io non mi sento affatto una suffragetta, il mio è stato un preciso atto politico che vorrei non venisse emulato, nè vorrei replicare, perchè al contrario non vorrei dare alcun cattivo esempio facendo sì che la politica di mestiere si deresponsabilizzi di fronte a una forma di volontariato quale potrebbe essere sembrata la mia. Per me il volontariato pur con tutti i suoi meriti, non dovrebbe esistere nell’ambito statale, perchè ha un risvolto negativo devastante ovvero, la diseducazione civica dei nostri governanti. I “supplenti suppliscono”, ma non sono titolari di cattedra e con questa di oneri e onori che ne derivano.

***

L’appello di Fabio Massimo Conti:

https://www.cronachemaceratesi.it/?p=31695

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Tamara Moroni

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