Il Papa: “Il cristianesimo arricchirà la Cina
come al tempo di Padre Matteo Ricci”
Ottomila fedeli ricevuti in udienza speciale da Benedetto XVI
“Anch’io, come padre Matteo Ricci, esprimo oggi la mia profonda stima al nobile popolo cinese e alla sua cultura millenaria, convinto che un rinnovato incontro con il Cristianesimo apporterà frutti abbondanti di bene, come allora favorì una pacifica convivenza tra i popoli”. Lo ha detto Papa Benedetto XVI ai circa ottomila fedeli delle Diocesi marchigiane – tra cui molti maceratesi – che hanno partecipato oggi all’udienza dedicata a Padre Matteo Ricci nel giorno del quarto centenario della morte. Il gesuita marchigiano è stato il missionario che da Macerata partì per far conoscere la fede cristiana e la cultura dell’Occidente nel Celeste Impero. L’ammirazione per il gesuita, ha aggiunto il papa, non deve “far dimenticare il ruolo e l’influsso dei suoi interlocutori cinesi”.
Dopo aver ricordato la stima di cui Ricci gode ancora oggi in Cina, il pontefice ha detto che nell’opera di questo missionario “non devono essere separati” il suo impegno per “l’inculturazione cinese dell’annuncio evangelico e la presentazione alla Cina della cultura e della scienza occidentali”.
Nel corso dell’udienza, monsignor Claudio Giuliodori, vescovo di Macerata, ha ricordato che Padre Ricci “aprì la strada all’evangelizzazione della Cina, elaborando una metodologia scientifica e una strategia pastorale basate, da una parte, sul rispetto delle sane usanze del luogo che i neofiti cinesi non dovevano abbandonare quando abbracciavano la fede cristiana, e, dall’altra, sulla consapevolezza che la Rivelazione poteva ancor più valorizzarle e completarle”.
“La presenza di tanti marchigiani a questa udienza papale – ha commentato il governatore delle Marche Gian Mario Spacca – testimonia come la figura di Padre Matteo Ricci sia nel cuore dei nostri concittadini, poichè è ormai annoverata tra i grandi figli della nostra terra che hanno dato lustro all’Italia e all’Europa”.
“Con la forza della sua fede – è il parere di Franco Capponi, presidente della Provincia di Macerata -, il Venerabile Ricci seppe utilizzare le scienze per conquistare con la ragione un Paese lontano sino ad allora chiuso in se stesso e farsi accogliere da fratello”.

C’ero. E’ stata davvero una bellissima giornata.
Chi è il Venerabile?
Caro Filippo concordo con te. La giornata è stata una meravigliosa esperienza.
L’intervento del Padre Gesuita è stato stupendo.
Ulderico Lambertucci ci ha fatto sorridere. Con la sua spontaneità e semplicità è stato veramente simpatico.
I Pueri sono stati bravissimi come al solito.
I bambini della San Giuseppe poi sono stati stupendi e commoventi con i loro mille colori e la “professinalità” che hanno dimostrato nel poco tempo loro concesso dal protocollo. C’erano bambini anche di 4 e 5 anni.
Il nostro Vescovo ha fatto un bellissimo discorso.
Unica nota stonata, a mio giudizio, gli interventi delle autorità (solo Carancini almeno era emozionato) evitablissimi.
Anche tutta la lunga sfilata finale di saluti al Santo Padre è stata un po’ stucchevole.