Indagini della Corte dei Conti
Silenzi: “Nessuna spesa privata”

Nel mirino della Finanza i bilanci della Provincia durante la passata gestione

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La Finanza fa i conti in Provincia. Dopo aver fatto tutte le verifiche sui documenti relativi agli anni della giunta Silenzi, i finanzieri avrebbero individuato un gruppo di spese ritenute ingiustificate, per un totale di 30mila euro. Di questi, la maggior parte, cioè 25 mila euro, sarebbero stati spesi per l’acquisto di articoli in pelle, abbigliamento, cassette di vino e dolci, ricariche telefoniche. La notizia è apparsa oggi sul Resto del Carlino. Dopo aver rilevato queste anomalie, a fine dicembre la Finanza di Macerata ha inviato un dettagliato dossier alla Corte dei Conti, e ora tutto il materiale è all’esame della procura contabile di Ancona. Sotto inchiesta, oltre all’ex presidente, sono finiti anche il suo ex capo di gabinetto e Carla Scipioni, all’epoca dirigente del settore risorse finanziarie.

Voglio evidenziare due aspetti – scrive Giulio Silenzi –  Il primo è che ad ogni segnalazione, anche anonima, la Corte dei Conti apre un’indagine, ed è giusto che rispetto ad affermazioni o valutazioni ci sia il chiarimento dovuto. Il secondo aspetto è che le spese private non esistono e nessuno, mai, me le ha contestate. L’esposto riguardava le spese di rappresentanza sostenute nel mandato di Presidente della Provincia dal giugno 2004. Dei 25.000 mila euro, circa 10.000 sono stati utilizzati per l’acquisto, di anno in anno, di agende, agendine e calendari dell’Ente Parco nazionale dei Monti Sibillini e circa 1.500 euro per calendari e materiale dell’ Unicef. I restanti 13.500 riguardano per lo più prodotti di oggettistica, vini (600 euro)  e cioccolatini (800 euro) di ditte locali consegnati in occasione delle centinaia di incontri pubblici e ufficiali. La restante somma, sempre riferita ai 5 anni di amministrazione, riguarda per lo più oggettistica delle ditte Nazzareno Gabrielli e Frau (portafogli, portamonete, portachiavi, portapenne ecc.). “Le giacche di pelle” riportate dall’articolo non esistono, non ce n’è nemmeno l’ombra. Si tratta di spese solo di modesta entità per doni di valore simbolico destinati a personalità esterne, delegazioni e ospiti e consegnate anche nell’ambito di rapporti ufficiali interistituzionali anche con lo scopo di valorizzare i prodotti e aziende della nostra Provincia. Un’ attività di  accoglienza e di rappresentanza. Per quanto riguarda i 3.000 euro spesi per l’acquisto di apparecchiatura informatica ed elettronica voglio precisare che le stesse sono servite per dotare una postazione di lavoro utilizzata da una dipendente Task distaccata all’ufficio di presidenza con contratto di servizio con la Task stessa che non prevedeva apparecchiature e strumentazioni. Le stesse sono state riconsegnate dalla dipendente alla Provincia a fine mandato. Non capisco cosa c’entri alludere, che mi sarei avvalso di altre società di servizi. Evidenzio inoltre che l’Ente non ha subito costi  per spese telefoniche estranee all’amministrazione”.


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