Confindustria, allarme piccole imprese: un milione di aziende sono a rischio

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(repubblica.it)

MANTOVA – “Oltre un milione di piccole imprese sono a rischio” chiusura nei prossimi sei mesi. E’ lo scenario indicato dal presidente della Piccola industria di Confindustria, Giuseppe Morandini, in occasione dell’XI Forum che si è aperto oggi pomeriggio a Mantova. “Non ci sono ordini”, ha aggiunto, “viviamo in una situazione di straordinaria difficoltà”. La ripresa “non chiedetemi quando ci sarà, ma come e dove” ha detto ancora Morandini, sostenendo che “ragionerà per medie e sarà lontana”, verso i mercati di Cina, India e Brasile.

Con l’Università di Perugia, ha inoltre spiegato Morandini, “abbiamo fatto una rapida indagine sui bilanci di alcune aziende del nostro manifatturiero tradizionale. Dal campione è emerso che un terzo delle imprese che sta andando bene, un terzo è in mezzo al guado, un terzo sta soffrendo”.

Le Pmi rappresentano la stragrande maggioranza dei 4,4 milioni di imprese italiane. Infatti, ricorda Morandini, “più di 9 imprese su 10 sono di piccola dimensione, più di 8 posti di lavoro su 10 sono nella piccola industria che produce più del 60% dell’export”. Per piccola dimensione, spiega l’ultima indagine Istat, s’intende meno di dieci addetti: le microimprese rappresentano infatti il 94,8% del totale.

Il convegno che oggi e domani si tiene a Mantova è l’occasione per lanciare un progetto di rilancio e di salvaguardia dell’occupazione delle Pmi. Si tratta di ‘T-Holding’, “dove T sta per Tutela”. Nel dettaglio il progetto T-holding prevede 4 passaggi: l’imprenditore conferisce la proprietà della sua azienda alla holding e ne diventa socio, tutelando il valore patrimoniale (“senza mangiarsi la casa”) e liberandosi dalle garanzie personali. Poi parte un fondo a capitale pubblico-privato con 2 miliardi di euro di disponibilità che investe solo ed esclusivamente in queste operazioni di aggregazione tra Pmi. La holding può contare sulle agevolazioni fiscali previste dalla norma sulle aggregazioni (il cosiddetto bonus aggregazioni) che adesso però va rafforzata con la rivalutazione gratuita senza tetti dei cespiti dell’azienda e sul bonus patrimonializzazione raddoppiando il coefficiente del 3% (attualmente fissato come rendimento presunto del capitale escluso da imposizione) e prorogando l’agevolazione almeno a tutto il 2010. Infine la holding ha accesso diretto al Fondo di garanzia centrale. Le banche devono avere un trattamento fiscale agevolato sulle eventuali partecipazioni al capitale delle T-holding.
Morandini ha mostrato apprezzamento per l’annuncio della riduzione dell’Irap, ma ha aggiunto: “Voglio vedere cammello”. “Vediamo – ha aggiunto – se l’annuncio diventa una decisione concreta che incide sui nostri bilanci”. Per rilanciare l’economia, inoltre, non basta tagliare le imposte: “Oltre alla riduzione dell’Irap, ci sono altre due cose da fare: il rilancio della domanda e dei consumi”.



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