Internet “uccide” Bruno Pizzul

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pizzul

(rainews24.it)

Il telecronista Bruno Pizzul ‘muore’, ma solo per la Rete.

La falsa notizia e’ circolata soprattutto in Friuli, dove Pizzul e’ nato e dove trascorre molto del suo tempo libero, ma e’ stata rapidamente smentita dai fatti e dallo stesso Pizzul. “Ho dovuto spegnere il telefonino – ha riferito Pizzul – per la quantita’ di chiamate che ho ricevuto. Stavo facendo la mia consueta partita a scopa al mattino e mi distraevano continuando a chiedermi notizie”.

Mentre centinaia di telefonate lo raggiungono lui, tranquillo e vegeto, sta facendo la sua consueta partitina a scopa, costringedolo a chiudere il telefonino “per evitare di distrarsi”.

“Ridiamoci su”, e’ il commento di Pizzul alla falsa notizia della sua morte che stamani, nel giro di pochi minuti, e’ rimbalzata da un sito Internet all’altro, fino ad arrivare su Wikipedia, l’enciclopedia libera dove l’errore e’ stato corretto rapidamente, e Facebook, dove gli ammiratori del telecronista hanno subito cominciato a rimpiargerlo.

Pizzul ha detto di non avere “la piu’ pallida idea di chi possa aver messo in rete questa notizia, ma – ha concluso con l’ironia e il garbo di sempre – ridiamoci su!”.


Falsa la notizia, veri i testimoni

Bruno Pizzul, 71 anni, nato a Udine l’8 marzo 1938 e morto – ma solo per alcuni siti Internet – il 14 ottobre 2009, anche se non si sa bene se a Milano, dove vive da anni, a Udine o a Cormons (Gorizia), dove trascorre gran parte del suo tempo libero.

Per la Rete e i suoi appassionati non mancano i particolari: e’ stato colpito da un infarto. Spuntano i testimoni: una ragazza afferma addirittura di aver visto un’ambulanza fermarsi sotto la sua abitazione.

Il telecronista non ha nascosto di essersi anche divertito per la ‘bufala’ della sua morte, soprattutto per il tono serio, compunto e un po’ imbarazzato, di chi, al telefono, chiedeva notizie a sua moglie che, invece, “rispondeva con voce squillante e argentina, tranquillizzando subito amici e conoscenti”.

Su Facebook era stato creato in fretta e furia un gruppo, “Addio Bruno Pizzul”, con tanto di commenti, interventi, ricordi e qualche dubbio (“Ma che dite…”). Poi la scoperta che era tutto falso, dall’ambulanza all’infarto.



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