La lunga estate delle zanzare
“La disinfestazione non serve”

Parlano Monachesi della Smea e il naturalista Brusaferro

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di Alessandra Pierini

Il calendario indica che l’estate è ormai finita ma non sempre la natura è precisa e regolare come l’uomo vorrebbe.  Così ci ritroviamo con temperature al di sopra della media stagionale e continuiamo a combattere con un fastidioso insetto tipicamente estivo, la zanzara. Molti in questi giorni si meravigliano che lo scomodo animale continui ad infestare le nostre case e a riempire di fastidiose punture i più soggetti. Il fenomeno sembra riguardare indistintamente l’intera provincia, si salvano forse le zone più  interne dove le temperature sono troppo basse e non permettono la sopravvivenza della zanzara. Molti Comuni della nostra Provincia si rivolgono a ditte specializzate per la disinfestazione più o meno diffusa, altri preferiscono lasciare l’incombenza al singolo cittadino. A quanto pare però le zanzare restano.
Il Comune di Macerata affida la disinfestazione alla Smea. “Abbiamo fatto un primo intervento a maggio per colpire le zanzare nello stato larvale – spiega l’amministratore delegato della Smea, stefano Monachesi – poi con le piogge di giugno e luglio il fenomeno è stato dilagante. I successivi interventi sono stati effettuati compatibilmente con il meteo perchè anche la minima pioggia li avrebbe vanificati. In ogni caso abbiamo cercato di contenere gli interventi perchè sono molti i cittadini che protestano e non gradiscono il prodotto chimico. Ora sta accadendo un fenomeno strano: la zanzare è nel suo ciclo finale ma resta una pattuglia residuale che, per l’escursione termica, si rifugia nelle case. Io personalmente non sono favorevole alla disinfestazione che renderà sempre più resistenti le zanzare. Ci sono molte altre soluzioni e quelli che si lamentano sono spesso gli stessi che lasciano l’acqua stagnante nei sottovasi alimentando il fenomeno. I cittadini dovrebbero sviluppare più senso civico e utilizzare pale, zanzariere, gerani e altre piante repellenti. Il Comune, da parte sua, potrebbe informare in maniera corretta sulle misure da prendere. E’ comunque riduttivo pensare che c’è sempre chi risolve i nostri problemi. E’ come quando si trovano le siringhe nei parchi, non si può dare la colpa a chi non pulisce, il problema è per chi scambia i giardini pubblici per luoghi ideali per drogarsi e buttare siringhe a terra.”
Sulla stessa linea l’opinione di Andrea Brusaferro, naturalista di Camerino: “Le zanzare, soprattutto la tigre più fastidiosa èe resistente è ormai ovunque anche a Camerino. Il clima è ancora caldo e umido, quasi tropicale, perciò c’è una sorta di coda d’estate che le tiene ancora in vita. In generale gli animali invasivi hanno una risposta genetica impressionante e ancora di più gli insetti con ciclo annuale e proliferazione incredibile di nuove nascite. E’ famoso ad esempio il caso DDT : in America negli anni 70 irrorarono le campagne di DDt e nel giro di qualche anno nacqueo insetti molto resistenti con pattern biologici sorprendenti. Si chiama selezione naturale e la risposta è nella ricerca scientifica che deve modificare i prodotti rendendoli sempre più adatti agli animali da sconfiggere e tollerabili all’uomo.”

L’alternativa non sembra quindi delle migliori: si può aspettare che le zanzare se ne vadano naturalmente e sopportare ancora qualche puntura o si può decidere di accettare i prodotti chimici nocivi per la nostra salute. Il meteo sembra però essere dalla nostra parte.


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