Macerata celebra il patrono San Giuliano
con la solenne concelebrazione in Cattedrale

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La città di Macerata celebra, il Patrono San Giuliano Ospitaliere e anche quest’anno il programma religioso si profila denso di appuntamenti. Nella giornata di oggi (lunedì,) infatti, sono previste le S. Messe in Cattedrale alle ore 7, 8, 9, 10, 11 e 12.15, mentre alle ore 18 si svolgerà la Solenne Concelebrazione Eucaristica presieduta da S.E. mons. Claudio Giuliodori (nella foto), Vescovo della Diocesi di Macerata – Tolentino – Recanati – Cingoli – Treia. Alle ore 19 seguirà la Processione per la Città con l’insigne reliquia del braccio di S. Giuliano.

Come è ormai consuetudine, in occasione della festa del Patrono della Città, il Vescovo Giuliodori si rivolgerà nell’omelia alle autorità presenti e alla cittadinanza affrontando alcuni temi di attualità della vita sociale, culturale e spirituale di Macerata. Con questo intervento il vescovo intende offrire un contributo, ispirato dalla fede, al dibattito sulle principali questioni che segnano la vita della città.

L’origine del culto di San Giuliano nella “Civitas Mariae” si fonde con le origini della città stessa con la costruzione dell’antica Pieve, fra l’VIII e il IX secolo, diventata poi cattedrale nel 1320. La prima menzione di San Giuliano l’Ospitaliere è contenuta nel «Martirologio» di Usuardo, un monaco francese vissuto nel IX secolo, che ricorda il suo dies natalis al 31 agosto: la leggenda giunta fino a noi, tuttavia, risale al XII secolo, scritta in Francia da Vincenzo de Beauvais e riproposta in Italia da Jacopo da Varagine nella «Leggenda aurea». Anche l’origine del santo risulta comunque controversa: secondo alcuni nacque in Spagna, secondo altri in Belgio, e fu proprio quest’ultima versione a diffondersi a Roma e in Italia. La storia locale vuole invece che Giuliano e sua moglie fondarono un ospizio sulle rive del fiume Potenza, dando assistenza e traghettando i pellegrini, per espiare la colpa dell’uccisone dei genitori da parte dello stesso Giuliano (evento che gli era stato predetto in gioventù da un cervo durante una battuta di caccia). Il suo corpo fu portato verso il 740 in Belgio da san Bonifacio, Vescovo di Magonza, il quale lasciò nella Cattedrale soltanto le reliquie del braccio sinistro. I resti delle stesse si persero durante l’assedio di Macerata del 1337, e vennero miracolosamente ritrovate durante la messa pontificale celebrata dal vescovo Nicolò dell’Aste su indicazione di un certo Filippo Di Nicola il 6 gennaio 1442. In memoria di tale ritrovamento, i cittadini maceratesi innalzarono così una luminosa stella all’interno del Duomo: da qui la tradizione – ripristinata nel 2001 – di innalzare la stella in Piazza della Libertà durante le celebrazioni del «San Julià d’inverno», in onore di un santo patrono da sempre ricordato come esempio di ospitalità.


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