La tentazione di Adriano Ciaffi:
candidarsi a sindaco di Macerata
Sussurri e grida

di Maurizio Verdenelli
Lungo via Garibaldi, ante Sanctum Julianum, incrocio il vecchio ed illustre amico (anche di mio padre del quale lui, giustamente, una volta rimarcò quanto fosse migliore di me). L’occasione è troppo ghiotta per mancare un’amichevole “provocazione”. Così ad Adriano Ciaffi dico: “Si dice in giro che sarai il nuovo sindaco di Macerata…”. Adriano per la meraviglia strabuzza gli occhi (troppo poco per capirne il reale significato), tuttavia non può rispondermi perché in quel momento sta rispondendo ad una chiamata al cellulare ed io passo oltre velocemente. Così resta senza conferma o smentita la “curiosità” che più gira nei quartieri alti della politica del “si dice” in vista delle elezioni comunali dell’aprile 2010.
Già perché dietro alla lunga teoria di nomi che si fanno in casa Pd –tra autocandidature ed indicazioni neppure troppo velate- ci sarebbe il nome del politico più influente ed autorevole in questi ultimi decenni maceratesi. L’on. Adriano Ciaffi, (nella foto, a destra al fianco del sindaco uscente Giorgio Meschini) deputato, sottosegretario, “padre” della legge sulle autonome locali e già presidente della Regione Marche occupa di diritto un suo posto nella storia dei patres conscripti del capoluogo (in quota dc) insieme con i sen. Elio Ballesi e Rodolfo Tambroni. Chi avrebbe più curriculum di lui, che ha ascritto il proprio nome alla riforma dell’elezione diretta del sindaco, per essere il primo cittadino di Macerata? Accetterebbe tuttavia una tale candidtaura, l’on. Ciaffi?
Anni fa la maggioranza di Camerino, in una crisi analoga a quella maceratese in fatto di uomini e di idee, chiese al suo uomo più rappresentativo, l’avv. Emanuele Grifantini di prendere in mano la guida del comune. Il Granduca (così era definito) fece grosse resistenze prima d’accettare un incarico che la Dc con la sua forza gli garantiva. Poi “regnò” benissimo, avendo al suo fianco il socialista Dario Conti, guarda caso, eletto sindaco a giugno.

Altri tempi, si dirà, anche se le situazioni politiche appaiono simili seppure il voto maceratese appaia un tantino più incerto nel risultato finale. Certamente la presenza di Ciaffi in campo darebbe al Pd una marcia in più nei confronti del centrodestra per il quale sono scesi “in pista” Giulio Conti e Fabio Pistarelli. Il quale dopo alcuni mandati in Regione, sembra orientato sulla poltrona di sindaco rinunciando dunque a correre un’altra volta per Ancona. In direzione della quale sui blocchi di partenza vengono dati l’attuale vicesindaco di Civitanova Marche, Erminio Marinelli, l’altro civitanovese Ottavino Brini ed ancora in quota Pdl il sanginesino Pietro Enrico Parrucci, subentrato in Consiglio regionale a Franco Capponi e il tolentinate Francesco Massi. Considerato infine che Antonio Pettinari non lascerebbe certo la Provincia, chi “correrà” per l’Udc maceratese insieme con l’uscente Leonardo Lippi?
In area Pd tanti sembrano aspirare: con Sara Giannini i nomi nuovi sono quelli di Angelo Sciapichetti, maceratese, e Giorgio Berdini, civitanovese, già candidato sindaco contro Marinelli. Da parte sua pare poco probabile che Giulio Silenzi si ripresenti alle Regionali- pur avendo l’elezione quasi in tasca con i voti personali (14.000)che ha dimostrato d’avere nella recente, seppur perduta, sfida per la Provincia. Una domanda ancora senza risposta è riferita alla posizione dell’attuale assessore al Bilancio, il maceratese Pietro Marcolini, cooptato come tecnico da Spacca e mai toccato dai “rimpasti”di giunta del Governatore.
Ballesi, Conti, Ciaffi… Il futuro candidato a Sindaco di Macerata è un candidato nonno….
L’orizzonte temporale di chi ha 70 anni è sicuramente inferiore (non fosse altro per motivi anagrafici) di coloro che hanno 30-40 anni e quindi immaginare un futuro è un qualcosa che, per semplici motivi di età, più facile a chi è più giovane.
Inoltre non credo sia giusto che coloro che tra 20 anni non ci saranno probabilmente più costruiscano un futuro per chi tra 20 o 30 anni ci sarà probabilmente ancora…
Tra l’altro le nuove sfide, la globalizzazione, i molteplici problemi locali e nazionali, le nuove tecnologie sono un qualcosa che sicuramente saranno più in grado di gestirle coloro che oggi sono giovani piuttosto che coloro che oggi sono vecchi (e qualcuno, politicamente, era vecchio già ieri)…
Insomma non credo sia giusto che i nostri nonni costruiscano un futuro per noi: la loro buona parte di errori l’hanno già fatta… A sbagliare possiamo benissimo far da soli, senza il loro aiuto.
il nuovo che avanza ………….
che tristezza….