“George Clone colpisce ancora”
Panorama racconta la truffa del finto Clooney

La bufala dell'estate

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di Alessandra Pierini

La vicenda Clooney non è nè una beffa divertente architettata da un burlone, nè una geniale trovata per rilanciare le nostre zone ma una truffa vera e propria sulla quale indaga la Guardia di Finanza di Milano. Le foto delle lettere pubblicate ieri da Cronache Maceratesi sono le prove del fatto che il sedicente George Clooney non è altro che un impostore. Già in passato il divo holliwoodiano è stato legato ad un caso giudiziario: la venditrice on line Vanja Goffi è stata rinviata a giudizio dal Tribunale di Milano  per aver usato il nome del divo per griffare una linea di abbigliamento . E’ qui che entra in gioco il Clone di Clooney il quale difende i tre rinviati a giudizio con denunce e carte bollate. Il Clone si è rifatto vivo proprio in questi giorni nelle Marche dove ha convinto molti, media, rappresentanti istituzionali e cittadinanza di un imminente arrivo in visita e dell’acquisto di un’abitazione in zona. L’unico a non esserci cascato è Emanuele Fagioli (nella foto in basso), direttore del Residence “Le Spighe” che pur ricevendo un fax ingannevole firmato da Clooney ed agente non rinuncia ai suoi affezionati clienti olandesi per vantare l’arrivo di una star. Una lettera è arrivata anche al Comune di Porto Recanati dove avrebbe dovuto essere situata la Villa a cui era interessato il bel George. Ce lo aveva assicurata lo stesso Sindaco Rosalba Ubaldi, la quale cautamente sperava nell’arrivo della star ma già il ritardo di ben 10 giorni le aveva dato modo di sospettare.Ben più convinto era il Sindaco Luciani di Pievebovigliana che ha già in passato ha ospitato divi di Hollywood nel memorabile matrimonio di Claire Forlani, accanto a Brad Pitt nel film “Vi presento Joe Black”. Intanto il vero George si dedica alla sua vita affettiva con un’italiana, anch’essa molto nota: Elisabetta Canalis.

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Anche il settimanale Panorama ha pubblicato ha dedicato nel numero uscito oggi due pagine alla vicenda. Proponiamo di seguito l’articolo del noto settimanale a firma di Giacomo Amadori dal titolo: “George Clone colpisce ancora”.
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La trama echeggia la saga cinematografica dedicata a Ocean, rapinatore gentiluomo, o forse la sua parodia: in Italia, sul Lago di Como, sbarca una star hllywoodiana; il nuovo arrivato ispira una manciata di truffatori, stile “Soliti ignoti”, specializzati nel contraffare timbri e firme autenticate. La banda crea un alter ego virtuale dell’attore con documenti fasulli da sfruttare per qualche colpo. Per rendere la stroia più credibile viene incaricato di rappresnetare la star un avvocato di provincia che non parla una parola d’inglese. L’ologramma si firma George Timothy Clooney, ma non è lui. E’ un sosia invisibile che non appare mai e che battezzeremo George Clone. Comunica con il mondo solo per posta o via fax e nei giorni scorsi era annunciato nelle Marche a caccia di affari immobiliari. Ovviamente non si è materializzato. Qualcuno ha ipotizzato un cambio di programma improvviso, magari causato dal nuovo prresunto love-affair con Elisabetta Canalis…
Qui però la faccenda non è sentimentale, è giudiziaria. Nel 2008 l’affascinante venditrice online Vanja Goffi è stata rinviata a giudizio dal tribunale di Milano (insieme con altre due persone) per associazione a delinquere, truffa, utilizzo di marchio mendace e sostituzione di persona: avrebbe usato il nome di Clooney, ignaro di tutto, per griffare una linea di abbigliamento. Il divo, quello, vero, nella sua unica apparizione in questo copione ha dichiarato agli uomi della Guardia di finanza di non avere niente da spartire con la signora. Ma non appena Goffi è finita alla sbarra, è apparso sulla scena George Clone che, in un’escalation di carte bollate, è andato all’attacco dell’inchiesta e ha preso le difese di Goffi. La recita, però, non è all’altezza di “Michael Clayton”, i documenti dei “Soliti Ignoti” sono scritti in un inglese improbabile e le fiamme gialle riprendono a monitorare la situazione.
L’ultimo capitolo della vicenda inizia l’11 giugno, quando un’agenzia di stampa annuncia l’interesse di Clooney per una villa a Porto Recanati (Macerata). L’indiscrezione è gustosa e cita come fonte una rivista inglese specializzata in case di lusso. In realtà Oltremanica nulla risulta. Forse perché la casa più che a Clooney interessa a George Clone.

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Il 22 giugno, nel municipio di Porto Recanati, arriva un fax indirizzato alla “direzione del comune”. La carta è intestata “CreativeArtistsAgency (Caa) e porta la firma di Bryan Lourd, “agente ufficiale” del “signor Clooney George Tomothy”. Lourd segnala l’interesse del suo cliente per un villone anni Novanta costruito in collina, annuncia una visita a metà luglio e domanda, parafrasando la supercazzola di “Amici Miei”, se potrebbero esserci delle problematiche demografiche-estetiche a ricoprire l’intero perimetro esterno oscurandolo completamente per la privacy.
A Porto Recanati esplode la Clooney mania. E inizia il pellegrinaggio alla villa puntata dall’attore. A ben vederla non ha nulla di specialee, anzi è offuscata dalla vicinanza di due storiche dimore patrizie. Sulla storia si interroga pure Libero Gambelli, 63 anni, muratore in pensione, l’uomo che l’ha costruita e cche deve trovarle un compratore: “Sono sei anni che il proprietario prova a venderla inutilmente  eora spunta quello lì…”. Ovviamente Libero non ha mai visto Clooney nè lo vedrà. Come i suoi concittadini, almeno per ora, nonostante gli annunci.
Infatti Lourd, sempre via fax, interpella a nome del suo assistito un paio di hotel nei paraggi. Quindi prenota una sistemazione confortevole, ma non da star hollywoodiana. I cronisti riempiono pagine di inchiostro, i paparazzi si appostano. Clooney-Clone non si presenta.
L’avvocato Carlo Taormina, ex difensore di Goffi, non si stupisce: “Sapevo che la storia non era finita”. Infatti nei mesi scorsi aveva ricevuto una nomina dal Clooney fasullo, insieme con altri documenti, “carte che, vista la palese falsità, ho messo a disposizione dell’autorità giudiziaria.”. Ma la decisione scatena l’attaco del clone. Che per difendere il proprio onore mette in campo l’arma  che non ti aspetti: un avvocato poco conosciuto e digiuno della lingua di William Shakespeare. Il legale, Maurizio Incontri, di Castelfidardo (Ancona), per nulla intimorito dall’impresa scrive a Taormina “che il singor George Timothy Clooney di Los Angeles mi ha fatto pervenire e mi ha incaricato di depositare presso la procura della Repubblica di Roma una denuncia- querela nei suoi confronti”. Taormina replica di non avere “mai visto e conosciuto il Suo cliente” e di non comprendere “pertanto l’iniziativa”. Anche se forse ne individua il mandante.
Tanto che pochi giorni dopo rinuncia alla difesa di Goffi e lo comunica alla procura di Ancona. Infatti pure la venditrice risiede nelle Marche, epicentro dell’affaire. Incontri al telefono non crede al complotto: “Non conosco Goffi”, sostiene. Certo la genesi dell’incarico è singolare: “Il manndato l’ho ricevuto per posta e non ho mai incontraato Clooney. Con lui comunico solo via fax da quasi un anno: sa, io non parlo inglese e lui non parla italiana”.
E perchè Clooney avrebbe dovuto affidarsi a lei? “Incontri non difetta di autostima: “Mi ha scritto che il mio nome gli era stato indicato dal marito di una mia vecchia cliente”. Versione che Incontri non ha verificato con il diretto interessato. Senza farsi troppe domande ha accettato la nomina e ha querelato Taormina e un ufficiale delle fiamme gialle… “Ah, non sapevo si trattasse di un finanziere”. Ho ricevuto le denunce già confenzionate con una prcura speciale a depositarle. Ho fatto solo il passacarte. Un lavoro per cui sono stato pagato in modo congruo con bonifici all’estero”.
L’avvocato non intende subire un interrogatorio e gira la lampada: “Se fosse una truffa a chi gioverebbe? Chi ci guadagna?” L’obiezione è accolta. Manca la risposta. E quando incontrerà Clooney? “Mi ha invitato via fax nella sua villa di Laglio. Ci posso andare quando voglio, devo solo trovare il tempo”. Clooney era annunciato nelle Marche… “Mi ha chiesto un elenco di hotel tra cui scegliere. Poi ha rinunciato per la troppa pubblicità”.
Ma il sindaco neoletto di Porto Recanati, la bionda Rosalba Ubaldi, non ha perso il buon umore: “Certo, il vero Clooney avrebbe favorito la promozione turistica e tutte le mie amiche erano in fibrillazione. Però avevo capito che c’era qualcosa che non tornava, e per accoglierlo, non ero andata neppure dal parrucchiere”. No Clooney, no shampo.


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