L’editoria per ragazzi
ha conquistato Macerata

di Francesco Ciccarelli
Il numero di ragazzini che iniziano a scrivere ed a pubblicare libri in tenera età (in modo particolare tra gli 11 ed i 12 anni), è in costante aumento. Attraverso questa inchiesta abbiamo cercato di capirne i motivi ascoltando le voci di alcuni esperti come: Matia Letizia Capparucci pedagogista, Maria Stefania Gelsomini collaboratrice della casa editrice “Liberi Libri” di Macerata, Monia Ciminari poetessa, il giornalista della RAI regionale delle Marche, nonché scrittore che si è occupato di infanzia negata, Giancarlo Trapanese e Lara Lucaccioni, poetessa e dipendente di una libreria di Macerata. Ecco di seguito quel che hanno dichiarato quanto segue.
Dottoressa Maria Letizia Capparucci
(Pedagogista)
“Al piacere della lettura e della scrittura si giunge attraverso l’esperienza dell’ascolto. Progetti come quello di “Nati per Leggere” che il Comune di Macerata ha incentivato anche in questi giorni con le iniziative di lettura per bambini non ancora in età scolare, ne è un esempio. Educare al racconto attraverso l’animazione della voce dell’adulto, e soprattutto dare il modello di un adulto che diverte a leggere e raccontare, è un percorso formativo importante che apre la mente del bambino alla curiosità intellettuale attraverso la relazione con l’altro e grazie al benessere emotivo-affetivo che ne trae. I tanti progetti in corso nelle nostre scuole sulla lettura vanno di pari passo con la scoperta della scrittura come espressione di sè, a partire da percorsi ludici di radice rodariana che da tempo arricchiscono itinerari interdisciplinari e curricoli delle scuole. Il progetto “Ragazzi all’opera” svolto da Daniela Meschini presso il tecnico industriale di Macerata è un esempio notevole della capacità educativa e didattica di intrecciare, saperi e competenze con la promozione della conoscenza e dell’espressione di sè, fattore di crescita consapevole essenziale ai giovani adolescenti di oggi che, presi dal giro dei social network e da una certa cultura del pensiero corto, non hanno a volte adeguate occasioni per riflettere su sè stessi”.
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Maria Stefania Gelsomini
(Giornalista e collaboratrice della casa editrice “Liberi Libri”)

“Persino il tema della 25ª Biennale Internazionale dell’Umorismo nell’Arte 2009 di Tolentino inaugurata sabato scorso, che ha per direttore artistico Maurizio Costanzo e presidente di giuria Giorgio Forattini, è “I bambini ci guardano”. Sottotitolo: “e ridono di noi”. Ciò sta a dimostrare quanto alta sia l’attenzione del mondo adulto nei confronti dell’infanzia, un’infanzia che nel XXI secolo sa imporsi e sa comunicare anche attraverso la scrittura, il racconto, il disegno, molto più che in ogni altra epoca. E che soprattutto, ora più che mai, conosce gli strumenti per poterlo fare. Sono sempre di più i bambini e i ragazzi che hanno voglia di scrivere e che pubblicano i loro scritti. Il dato sorprendente e incoraggiante è il proliferare, in tutta Italia, di premi e concorsi letterari per l’infanzia, promossi da associazioni culturali, da enti pubblici come Comuni e Province, e naturalmente dalle scuole di ogni ordine e grado (sin dalle elementari) che promuovono attività individuali, di classe o di gruppo. Così piccoli scrittori crescono, attraverso la partecipazione a corsi di scrittura creativa, a laboratori didattici, all’iscrizione a siti internet dedicati. Si leggono sul web o sulla “vecchia” carta stampata favole, racconti, poesie di “baby autori” che fanno sorridere, sorprendono, spesso anche commuovono. È un mondo parallelo ricco di fermento questo della letteratura minore (ma solo per l’età), che ha una sua dignità e merita la giusta considerazione. Avendo a disposizione uno strumento come internet oggi è facile, anche per scrittori giovanissimi, pubblicare subito e gratis le proprie composizioni. Oppure basta recarsi in una delle numerose case editrici print on demand, dove si stampa in breve tempo (ma stavolta euro alla mano) il numero di copie voluto della propria fatica letteraria. È importante, anzi importantissimo, educare i bambini alla scrittura e incoraggiarne la fantasia e la creatività, purché ciò avvenga sempre sotto l’esperta guida di un insegnante e con l’attenta supervisione dei genitori”.
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“Progetto in Fabula”
Negli ultimi anni, particolarmente nella nostra regione, si è riscontrato un piacevole proliferare di numerose pubblicazioni di fiabe e racconti per bambini che i nostri stessi piccoli compositori realizzano con entusiasmo e maestria.
Monia Ciminari, poetessa, scrittrice e pedagogista che da tempo collabora con la Legambiante di Civitanova Marche nell’educazione ambientale nelle scuole e fra non molto pubblicherà anche un libricino di sue simpatiche fiabe dal titolo “Progetto in Fabula”, in proposito sostiene: «La fiaba aiuta il fanciullo e in generale il bambino che è in ognuno di noi, a trovare equilibrio e sviluppo nella propria identità, suggerendone i passaggi fondamentali. In linea di massima il messaggio che si vuole trasmettere è che la vita è gratificante sebbene gli ostacoli sono tanti, l’importante è superarli, andare avanti e lottare insieme. L’utilità per il bambino e per l’adulto di ascoltare e comporre delle fiabe coinvolge vari aspetti: intellettivo, relazionale e morale. Il bambino prova piacere nell’ascoltare la voce dell’adulto ed inoltre facendo parlare i sentimenti viene interrotta la rigidità generazionale. Ascoltando il racconto di una fiaba si contribuisce a sviluppare nell’individuo la capacità di ascoltare l’altro per meglio comprendere e agire nella quotidianità. Si crea così un importante punto di incontro tra adulto e bambino in cui le emozioni circolano liberamente e l’atmosfera diventa magica perché ogni fiaba insegna sempre qualcosa a qualcuno in un dialogo continuo che ci coinvolge nel circolo della vita».
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Giancarlo Trapanese
Giornalista e Scrittore
Negli ultimi anni è aumentata parecchio la pubblicazione di libri di bambini molto piccoli (dagli 11 anni in su) solitamente. Si può confermare questo dato?
”Si, c’è una positiva riscoperta della letteratura per ragazzi, ma direi che è un ritorno ( penso a Salgari, Verne, Dumas ) dopo un lungo periodo di distrazione forse dovuto alla tv”.
Spesso i ragazzini molto piccoli, quando pubblicano qualcosa lo fanno utilizzando racconti e poesie, come si può spiegare questo fenomeno?
”Mi sembra ovvio. Racconti e poesie istintive sono le cose più alla portata dei ragazzi. La struttura del romanzo è più articolata e complessa”.
Internet ha soppiantato il cosiddetto diario segreto?
“Il diario è il momento di confidenza con sè stesso, di analisi, di riflessione, di ragionamento. Quindi va bene il diario come l’amico immaginario o il file word del pc o il file segreto o l ‘amico o amica di internet, etc etc… L’importante è il momento che si vive con sè stessi e le proprie valutazioni”.
Quanto influiscono i genitori sui ragazzini che iniziano a scrivere?
”Ovviamente il ragazzo fa quello che deve fare: se i genitori leggono giornali, guardano telegiornali e scrivono qualcosa, il ragazzo tende a farlo. Quindi, in tal senso, molto”.
Ci sono molte manifestazioni nel nostro territorio che si occupano di letteratura per ragazzi. Quali sono le più interessanti?
”Stanno proliferando le manifestazioni e guardo il fenomeno con piacere. Per motivi di lavoro difficilmente posso seguirne qualcuna come vorrei, ma sotto il profilo dell’informazione provo a seguirle e a farle seguire”.
Il TG3 regionale delle Marche promuove la lettura per ragazzi?
”No, al momento abbiamo una rubrica dedicata alla lettura, ma non specificatamente a quella per ragazzi”.
Quale consiglio darebbe ad un ragazzino che vuole iniziare a scrivere?
”Di farlo senza pensare che qualcuno poi potrebbe leggere. Di scrivere ciò che sente e solo per sè stesso. Il tempo della comunicazione scritta poi verrà…”
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Lara Lucaccioni
Poetessa e dipendente di una libreria
Il suo rapporto con la poesia nacque fin dall’infanzia?
“No, ho cominciato a scrivere poesia molto tardi, dopo essermi avvicinata a molte altre forme d’arte. Di sicuro ho un’innata esigenza ad esprimermi, ma probabilmente, prima di incontrare la poesia, sono andata un po’ alla cieca, senza trovare bene una mia via. Con la poesia, invece, mi sono trovata molto bene ed ho avuto la fortuna di incontrare un gruppo di scrittori a Macerata, il gruppo di “Licenze poetiche”, col quale crescere e confrontarmi”.
Che tipo di interesse c’è nei ragazzi verso la poesia e il genere letterario tutto, almeno secondo le sue esperienze vissute con loro a scuola?
“I ragazzi collegano la poesia a qualcosa di morto, che è nei libri e che è passato. Quando si accorgono che, invece, la poesia è viva e vitale, che può essere considerata come un mezzo di comunicazione anche efficace, si stupiscono molto e si appassionano. E’ molto interessante comprendere come cambia il loro punto di vista dopo l’incontro con me e dopo le sessioni laboratoriali in cui sono spinti a confrontarsi loro stessi con la scrittura”.
Poeti e scrittori si nasce o si diventa?
“Bel dilemma. Il talento è tale, è innato. Si può individuare e spingere a coltivarlo, quando lo si nota, però credo che scrittori si nasca”.
Quale consiglio si può dare ad un ragazzino che volesse iniziare a scrivere?
“Gli direi di osservare molto tutto ciò che gli sta intorno. Gli consiglierei di leggere molta poesia, anche di autori giovani e vivi, di scrivere molto, ovviamente, e di trovare qualcuno di cui si fida, un “maestro”, anche se è bene non abusare di questo termine, e sottoporgli quello che scrive. E di confrontarsi, anche. Il confronto con altre persone che scrivono è fondamentale e costruttivo”.
I libri per ragazzi sono di nicchia o interessano una larga parte dei lettori?
”I libri per ragazzi stanno attraversando un momento molto interessante. Primo perché sono sempre più curati, sia per la parte testuale, sia per quella che riguarda l’illustrazione. E poi perché sta convergendo su questo tipo di editoria un interesse sempre crescente. Forse si sta capendo sempre di più che se un ragazzino è abituato fin dalla tenera età ad avere familiarità con l’oggetto libro, questo legame continuerà anche dopo.
Noi ogni anno organizziamo degli incontri in libreria coi ragazzi delle scuole dell’infanzia e primaria, nei quali illustriamo come è organizzata la libreria dei ragazzi, quali sono le varie tipologie di libri e per quale età sono adatte.
Siamo ancora lontani, però, da un interesse generalizzato da parte di tutti i lettori”.