Dare un senso ai fatti di Macerata,
dibattito al liceo

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RECANATI – Il comitato studentesco ha deciso di affrontare il tema della violenza sociale con i sindaci Fiordomo e Carancini, il questore Pignataro e il ricercatore Casulli

Ospiti i sindaci Fiordomo e Carancini, il questore Pignataro e il ricercatore Casulli

“La violenza sociale e la sua percezione nell’opinione pubblica” a partire dai “fatti” di Macerata: questo il tema scelto dal comitato studentesco e affrontato ieri mattina nell’Aula Magna del Liceo Classico “G. Leopardi” di Recanati, l’assemblea di istituto del Triennio degli Indirizzi Classico e Scienze Umane.
L’omicidio di Pamela Mastropietro, la sparatoria di Luca Traini sono stati ricostruiti nella prima parte dell’assemblea con audiovisivi e supporti multimediali, alla presenza di ospiti che hanno accompagnato gli studenti e le studentesse nella ricerca di un percorso di senso nelle vicende accadute e soprattutto nelle risposte della comunità ai crimini che hanno interessato la città di Macerata nello scorso febbraio.
Alla presenza del dirigente Scolastico Claudio Bernacchia, si sono avvicendati nel dibattito il sindaco di Recanati, Francesco Fiordomo, il Sindaco di Macerata, Romano Carancini, il Questore di Macerata, Antonio Pignataro e il ricercatore universitario e promotore del Movimento “10 febbraio”, Stefano Casulli. Ciascuno per la sua parte ha sottolineato l’importanza dell’informazione adeguata e precisa su simili fatti, per evitare la strumentalizzazioni degli eventi, nonché la necessità di un coinvolgimento delle comunità, maceratese e in generale del territorio, per riappropriarsi di quegli spazi di libertà democratica e di partecipazione che questi episodi hanno messo a dura prova.
Anche per questo l’attività della rappresentante di istituto Beatrice Ciarrocchi e del comitato studentesco, nonché la partecipazione attenta e interessata degli studenti e delle studentesse sono state sottolineate come importante punto di ri-partenza da tutti gli ospiti. Quest’assemblea si è configurata, infatti, come uno dei pochi momenti di dialogo e dibattito che hanno coinvolto tanti soggetti istituzionali da una parte e tanti studenti e studentesse dall’altra, nell’ottica di una necessaria e stretta collaborazione tra istituzioni e scuola per conoscere, approfondire e superare tante difficoltà di convivenza civile che emergono nel nostro tessuto sociale.



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