Undicimila volumi, una nuova casa:
ecco la biblioteca del liceo Classico

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MACERATA – Cerimonia nell’aula Confucio e taglio del nastro con il presidente della Provincia Antonio Pettinari, il vicesindaca Stefania Monteverde e il vescovo Nazzareno Marconi 

Il taglio del nastro

 

di Maurizio Verdenelli

(foto di Simona Del Medico)

«Diego? Fino a tre anni d’età, voleva fare il netturbino. Ora che ne cinque è indeciso. Scrittore? No, troppe presentazioni di libri», racconta divertita la madre, la scrittrice Simona Sparaco, romana con radici anconetane e zia ad Appignano («mi ospita quando vengo da queste parti») che ieri sera era in prima fila all’inaugurazione della biblioteca del Liceo Classico e Linguistico ‘Giacomo Leopardi’ con la nipote madrina e testimonial. Diego “intelligentissimo, vivace e fantasioso” è figlio di Simona e Massimo, grande scrittore e da quest’anno vicedirettore del ‘Corriere della Sera’ dopo una ‘vita’, lui torinese, a ‘La Stampa’. Parliamo di Gramellini che con ‘Fai bei sogni’ ha scalato le vette delle vendite in libreria. Anche lui c’entra ‘qualcosa’ con Macerata, essendo l’ex marito di Maria Laura Rodotà, figlia di Stefano che proprio all’università cittadina, un giorno pieno di neve (raccontò lui qualche anno fa) iniziò la sua splendida carriera di docente, poi di parlamentare.

 

Già, bei sogni per gli studenti del ‘Leopardi’ che da lunedì potranno accedere alla bella ed attrezzata biblioteca curata ‘in primis’ dalle professoresse Patrizia Zega e Maria Rita Pistelli con il contributo di altre docenti, tra le quali la prof Ortensi. Questo ‘granaio dell’anima’, per parafrasare la Yourcenar, vede catalogati quattromila titoli, in attesa di altri settemila volumi che sono nei magazzini dell’istituto, specifica il vicepreside Adriano Menchi. Tra i primi ci sono anche le cento pubblicazioni che i ragazzi maceratesi ‘si sono portati a casa’ vincitori in una nota trasmissione di RaiTre: “Per un pugno di libri”. Undicimila non sono soltanto ‘un pugno’: tra questi previsto anche uno speciale fondo con tutte le sue opere –ha promesso la Sparaco che ha raccontato pure l’odissea ferroviaria vissuta da Roma a Macerata (ma non sapeva della nuova superstrada? No, pare di no).

La cerimonia, per par condicio, si è svolta nell’aula Confucio, al piano superiore con il presidente della Provincia, Antonio Pettinari, la vicesindaca Stefania Monteverde; il vescovo Nazzareno Marconi  e naturalmente Simona Sparaco ‘incalzata’ sul tema ‘Le paure dei nostri tempi’ da Emanuela Corvatta (associazione ‘L’Arca senza Noè’) che a Macerata ‘ha portato‘ l’amica Chiara Gamberale e Susanna Tamaro. Per Pettinari, ex del Classico (pare che in classe ci fosse pure il senatore Carlo Ballesi) come il fratello Giuseppe la figlia Ludovica, un ritorno atteso dopo il ‘chiacchierato’ forfait di ottobre: «Vorrei, ma talvolta a causa del cumulo degli impegni, non riesco ad esserci alle cerimonie che contano. Tuttavia all’inaugurazione di questa biblioteca ci tenevo: un progetto prezioso del liceo che ha trovato la Provincia pronta. La situazione post sisma dell’edilizia scolastica è naturalmente difficile, ma il Classico si trova meglio rispetto ad altre situazioni». Anche per la Monteverde un ‘ritorno a casa’ aprendo finalmente ‘la porta sempre chiusa’ dove si trovavano quei libri che ora possono essere fruiti. Sul suo discorso, politicamente scorretto (da lui stesso definito) relativo alla pubblicistica islamica e cristiana, il vescovo ha chiesto riservatezza alla stampa locale. Che noi religiosamente osserviamo. Ricordando come la città natale di monsignor Marconi, Citerna, in provincia di Perugia, abbia avuto per 10 anni (dal ’65 al 75) come primo sindaco donna la scrittrice Flora Volpini. Alla memoria di lei, compagna di Guido Piovene (sua la celebre definizione delle Marche ‘un plurale’) il piccolo centro al confine con la Toscana ha intitolato la biblioteca comunale: un riconoscimento dovuto ad una personalità della letteratura e dell’arte post guerra che chi scrive ha avuto l’onore d’intervistare a Citerna nel settembre del ’70 dirigendo la redazione de ‘La Nazione’ di Città di Castello.

Il presidente della Provincia Pettinari

Poi tutti quanti – autorità, prof e studenti- al piano terra per il taglio del nastro e l’apertura dei locali: un box rigorosamente white and red (il colore delle poltroncine) e dai contenuti altamente tecnologici – ai tavoli numerosi, modernissimi micro pc. Letture di Simona Sparaco e degli studenti con brani classici scelti dalla profesoressa Francesca Pagnanelli (sorella della giornalista Paola). Al flauto traverso Antonio Zampa, alla chitarra Luca Paolucci. Un pomeriggio diverso, anche meteo: pieno di pioggia rispetto a quello soleggiato di ottobre quando si è celebrata l’apertura dell’anno scolastico. Ma che al contrario del fluire delle stagioni, il disgelo fosse avvenuto tra la dirigente del Classico Marcoantonelli e il presidente della Provincia fosse avvenuto era testimoniato da un fitto colloquio, cordialissimo, tra i due in un’aula adiacente. «Pace? Quale pace?! Nessun bisogno: mai fatta la guerra….fuori piove» era stata poco prima in ascensore la (non) risposta di Pettinari alla provocazione (feconda) di chi scrive. Stesso riscontro da parte della preside, mentre il vescovo presente, interdetto faceva sorridente pendant alla scontata battuta del vostro cronista ‘…piove, governo ladro’: «Se così fosse, prepariamoci al diluvio universale!».

 

L’assessore Stefania Monteverde



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