Caterina Meschini,
orgoglio maceratese
ai Giochi Europei Paralimpici

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NUOTO – La quindicenne è stata l’unica marchigiana alla massima competizione continentale che si è svolta a Genova, collezionando un quarto e due ottavi posti nelle gare a cui ha partecipato, nonostante un cambio di categoria proprio due giorni prima dell’inizio della manifestazione: “Le cerimonie di apertura e chiusura sono stati i momenti più belli”

 

 

di Michele Carbonari

Si sono conclusi con un po’ di rammarico i Giochi Europei Paralimpici Giovanili della maceratese Caterina Meschini. La 15enne nuotatrice ha infatti chiuso la sua esperienza internazionale con due ottavi posti ed un quarto piazzamento. La delusione deriva dal fatto che Caterina, due giorni prima dell’inizio della manifestazione, è stata inserita nella categoria S6 anziché la sua solita S5. Quindi ha dovuto confrontarsi con atlete con una disabilità inferiore alla sua. In più, ha gareggiato nei 100 dorso, 100 stile e 400 stile, invece dei 50 dorso, 50 stile e 200, le sue discipline. Il tutto deciso dalle commissioni a poche ore dalle gare, senza allenamento specifico. La manifestazione si è svolta a Genova dall’11 al 14 ottobre. «In queste competizioni non vincono le atlete che ottengono il miglior tempo. Quest’ultimo infatti, deve essere moltiplicato per un coefficiente, determinato dalla categoria di ogni atleta», spiega lo lo zio Giorgio Meschini, ex sindaco di Macerata. Nelle sue gare l’atleta classe 2002 si è confrontata con ragazze S8, S9 ed S10. Nei 100 stile Caterina ha ottenuto il tempo di 1:44.14 e ha chiuso ottava (su undici iscritte) con 705 punti. Nei 100 dorso, che non mai fatto, ha conseguito il tempo di 1:58.70, concludendo anche in questo caso all’ottavo posto, con 695 punti, tra i dieci partecipanti. Nei 400 stile ha realizzato il tempo di 7:55.89 raggiungendo la quarta posizione finale (501 punti), tra le sette in gara.

 

Nella disciplina meno accreditata, l’unica marchigiana ai Giochi Europei è andata più vicina alla medaglia tanto sognata alla sua prima partecipazione ad una manifestazione di alto livello. È proprio da questo aspetto che Caterina racconta la sua esperienza. «Sono un po’ rammaricata, visti i tempi degli altri S5 avrei potuto lottare per una medaglia, come nei 50 dorso. Il giorno prima della verifica della commissione mi avevano accennato che potevo passare S6. Subito non sono stata contenta perché non avrei raggiunto il mio obiettivo: conquistare una medaglia, anche un bronzo, in almeno una delle tre gare – afferma sorridente Caterina Meschini -. Poi ho detto che l’importante è divertirsi, ci saranno altri Europei, visto che si ripetono ogni due anni e dalla prossima stagione dovrebbero cambiare i criteri di assegnazione delle categorie. Rivedendo le classifiche me la posso giocare. Il giorno della gara invece ero arrabbiata e la cosa è stata positiva perché mi ha dato più energia. Infatti ho abbassato tutti i miei tempi, di ciò sono molto contenta. Con un allenamento specifico, attualmente di tutti i giorni per due ore, ce la potevo fare. È comunque un gioia essere stata convocata – sottolinea – Mi hanno regalato il costume di allenamento, la cuffia, la tuta e le magliette. Siccome lo sponsor della federazione non riusciva a farmi il costume da gara su misura, me lo ha fornito l’Arena – spiega l’atleta della Polisportiva Mirasole di Fabriano (anche se lei si allena alla Blugallery di San Severino, dove lavora l’allenatrice Stefania Giuliani, ex pallanuotista di Serie A e della nazionale) -. I due momenti più belli sono state le cerimonie, d’apertura e di chiusura.

 

Nella prima, abbiamo sfilato per ultimi perché eravamo la nazione ospitante. In piazza c’era tanta gente che ci acclamava. Quella conclusiva è stata bellissima. Si è svolta nell’hotel in cui pernottavamo, insieme a tutte le altre nazioni. Inizialmente sono stati premiati gli atleti, di tutti gli sport, che hanno conquistato le medaglie. Poi è stata premiata la Germania, prima nel medagliere con 54 metalli (l’Italia si è piazzata seconda con 38). Durante le gare non abbiamo legato molto con i tedeschi, c’era competizione per il medagliere. L’ultimo giorno invece ci siamo riavvicinati e abbiamo fatto amicizia – conclude la studentessa del secondo anno del liceo artistico di Macerata -. Non vedo l’ora di rivedere i miei compagni perché è stata un’esperienza bellissima, in cui ho fatto amicizia anche con atleti di altre nazioni».

 

 

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