Giovanni Block vince Musicultura
mentre la stella di De Andrè
brilla sul cielo dello Sferisterio

Gran finale per il Festival della canzone popolare e d'autore

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giovanni block musicultura

di Matteo Zallocco

L’Aquilone vola sullo Sferisterio. La canzone di Giovanni Block (nella foto mentre ritira il premio di 20.000 euro assegnato dalla Banca Popolare di Ancona) vince la 20esima edizione di Musicultura. Il giovane cantautore napoletano dopo aver ringraziato San Gennaro sul palco entra in sala stampa poco prima delle 2 e inizia a cantare (e far cantare) Bocca di Rosa rendendo così anche lui omaggio a Fabrizio De Andrè, a cui è stata dedicata questa terza e ultima serata di un Musicultura Festival che – grazie anche al tempo clemente – ha festeggiato il suo ventesimo compleanno nel migliore dei modi.
“Non pensavo di vincere – ha confessato Giovanni Block – perché la mia canzone può lasciare l’amaro in bocca per la sua struttura e per l’assenza di un ritornello. Questo pubblico è stato straordinario perché mi ha permesso di vincere con una canzone semplice e abbiamo dimostrato che si può passare un’estate anche senza ritornelli”.
Piero Cesanelli, patron di Musicultura, ha speso subito parole d’elogio per il vincitore: “Ha il vantaggio di essere una persona riservata e di parlare poco in pubblico, è l’erede perfetto per la canzone d’autore”.

Divertente il siparietto tra Cesanelli e il neo-eletto presidente della Provincia Franco Capponi: “Non lo conoscevo ma mi ha fatto molto piacere vederlo sempre presente in questi giorni”, ha commentato il direttore artistico di Musicultura, aggiungendo: “Ve lo sta dicendo uno che non l’ha votato”.

sferisterio pubblico musicultura

“Io lavoro proprio per quelli che non mi votano. Sono venuto a tutte le serate perché la prima erano arrivati i fischi, poi la situazione è migliorata”, ha risposto con ironia Capponi: “Ora faremo tutto il possibile per sostenere Musicultura”.
“Bisogna intervenire e collaborare fin da subito per garantire convenzioni e poter avviare bene la macchina organizzativa a settembre” ha sottolineato Massimiliano Sport Bianchini, assessore alla cultura di Macerata, indicando anche la via di una collaborazione con Recanati (il nuovo sindaco Francesco Fiordomo era in prima fila).

Tante parole d’elogio per il Festival anche dall’assessore regionale alla cultura Vittoriano Solazzi e dal presentatore di queste tre serate, Fabrizio Frizzi: “E’ stata un’esperienza diversa dalle altre, c’è stato uno straordinario gioco di squadra che non avevo mai visto prima. Così come non è facile vedere in giro un pubblico così competente, educato ed affettuoso”.
Il sindaco di Macerata, Giorgio Meschini, era intervenuto nel corso della serata ringraziando in primis il tempo, poi l’assessore Bianchini che nel 2005 ha fortemente voluto questa manifestazione a Macerata (così come l’intera Giunta e il consiglio comunale”) e anche l’ormai ex presidente della Provincia, Giulio Silenzi (“Ha appoggiato in ogni modo questa rassegna”).

pfm-de andrè
A brillare all’interno di uno Sferisterio tutto esaurito è stato il ricordo di Fabrizio De Andrè. Il pubblico è rimasto emozionato quando il figlio, Cristiano De Andrè, ha cantato le sue canzoni. Nel finale, dopo le applauditissime esibizioni di Matthew Lee e Alice, anche la Pfm, un pezzo della storia del rock italiano, ha ricordato l’esperienza vissuta nel tour con Fabrizio De Andrè del 1979: “Trenta anni fa con lui abbiamo avverato un sogno, l’abbraccio tra il rock e la poesia”.

Tutto il pubblico ha cantato con la Premiata Forneria Marconi “Bocca di Rosa” e gli altri indimenticabili successi di Faber. E poi… “All’ombra dell’ultimo sole / s’era assopito un pescatore / e aveva un solco lungo il viso /come una specie di sorriso…” Così, con “Il Pescatore”, la Pfm e Cristiano De Andrè hanno ricordato insieme quello che – tra le tante altre cose – è stato uno dei primi a credere e contribuire alla valorizzazione di Musicultura.
In questa domenica di giugno allo Sferisterio non poteva proprio piovere. In cielo doveva brillare la stella di Fabrizio De Andrè.


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