Macerata deve battersi
per lo Sferisterio
L'intervento
di Bruno Mandrelli *
La discussione cui ci invita Cronache Maceratesi conferma che lo Sferisterio è argomento che suscita dibattito anche appassionato.
Ciò è un bene e credo si possa concordare su di un paio di punti: il primo, ormai canonico, che non è utile che ognuno di noi assuma la veste di “allenatore” per proporre plurime ipotesi di formazione (in altre parole i direttori artistici vengono assunti proprio per fare gli “allenatori”, tempo per tempo e costruire la “squadra”, alias il cartellone ed il progetto artistico sottostante). Il secondo che è metodologicamente inappropriato guardare il passato, ormai neanche più tanto prossimo, sempre e solo con gli occhiali rosa dimenticando quanto di buono è stato fatto in periodi successivi: anche qui, in altre parole, bene ricordare le figure dei padri fondatori e di direttori artistici di grande spessore come Perucci,altrettanto bene ricordare che a Macerata abbiamo avuto collaborazioni di forte prestigio quali Italo Gomez, Giancarlo Del Monaco, Francesco Canessa e via citando sino a Claudio Orazi.
Ma, più che del passato, credo oggi utile una riflessione sul futuro dello Sferisterio e provo quindi a sintetizzare il mio pensiero (ammetto in via preliminare che esso può essere viziato dall’essere chi scrive un ex amministratore della materia) anche se solo per cenni.
1) Teniamo sempre a mente che lo Sferisterio non è solo belcanto ma è anche uno strumento di ricaduta economica sul territorio e nella nostra città. Se ciò non è compreso sarà sempre possibile pensare, sbagliando tuttavia, che ogni euro investito nella stagione lirica sia uno spreco. In effetti non è così, ogni euro speso per la stagione lirica da parte del comune e della provincia ne mette in moto molti altri. Se non ci fosse la stagione lirica, ad esempio, non ci sarebbero i contributi di stato e regione, non ci sarebbero sponsorizzazioni e contributi della Fondazione bancaria, non vi sarebbe la ricaduta in termini di spesa che porta con sè l’afflusso di pubblico certamente in maggioranza non cittadino. Tempo addietro vennero elaborati studi approfonditi sulla materia che riterrei opportuno rinfrescare ed aggiornare al fine di avere tutti la piena consapevolezza della portata dell’evento estivo.
2) Il 2011 sarà un anno terribile anche in ragione della forte diminuzione dei finanziamenti da parte dello stato e della regione e, presumibilmente, delle maggiori difficoltà che avranno anche comune e provincia per improntare la abituale quota di compartecipazione alle spese. E’ comprensibile che da tale situazione derivi, in prima e pressochè obbligata battuta, la necessità di ridimensionare il cartellone per contenerne i costi. Tuttavia, nel medio e lungo periodo, un ridimensionamento che vada a consolidarsi porterà come conseguenza proprio una diminuzione di quel pubblico che dovremmo cercare di aumentare per far crescere in parallelo la ricaduta economica e finanziaria sul territorio.
3) Utile appare quindi l’avviata riflessione sulla modifica dello statuto dell’associazione che oggi governa la lirica, cercando di adeguarlo alle nuove necessità ed alle nuove opportunità: abbiamo bisogno di un maggior coinvolgimento dei privati nella contribuzione – ma direi meglio nella partnership – ed il modernizzare (sia pur moderatamente) lo strumento di governo della stagione lirica in senso anche meno politico e più tecnico potrebbe aiutare: certamente male non farà. Peraltro la discussione è risalente in quanto proposte di modifica dello statuto, fatte proprie dall’associazione, risalgono all’anno 2005.Naturalmente il controllo politico è bene che rimanga ben saldo in capo agli enti pubblici territoriali: lo Sferisterio, peraltro, è senza dubbio un bene pubblico.
4) La pagina dei risparmi è altrettanto importante: risparmi e sinergie, direi, accogliendo l’invito in tal senso che la regione Marche ha fatto nelle scorse settimane. Lavoriamo per individuare tutto ciò che può fare sistema ed ottimizzare i costi, nel presupposto indefettibile che l’autonomia dello Sferisterio non deve essere messa in discussione e che l’interscambio con altri soggetti o la centralizzazione di taluni servizi dovrà comunque tener conto del fatto che le eccellenze delle Marche sono effettivamente due: con diversi profili ma comunque due, Pesaro e Macerata, momenti culturali e di spettacolo ormai da tempo patrimonio dell’intera comunità regionale. I contributi da erogarsi da parte dello stato e della regione è auspoicabile che di ciò tengano conto, tanto nell’attualità (più difficile con la legislazione ingessata del FUS) quanto in prospettiva nel contesto di auspicabili modifiche lehislative.
5) La politica deve fare la propria parte, spero anche in consiglio comunale a Macerata: se è vero che le polemiche sono in una qualche misura connaturate alla materia è altrettanto vero che spingere per un governo più tecnico dell’associazione potrebbe essere terreno d’incontro perchè una volontà corale di rilancio emerga. E’ la città nel suo complesso che deve battersi per il proprio teatro, non dimenticando che i tagli del momento sono quasi completamete riconducibili a scelte nazionali. Se possibile, quindi, ragioniamo in positivo.
6) Ultimo, ma non ultimo: riprendiamo un ragionamento di valorizzazione delle risorse interne, in tutti i campi. Le collaborazioni con gli Istituti di Alta Cultura quale l’Accademia di Belle Arti, talune realtà imprenditoriali, possono consentirci di ricreare a Macerata una classe di professionisti del teatro idonea a sviluppare capacità ed occupazione. Nel passato abbiamo avuto ottimi risultati e credo che ci si debba lavorare anche per il futuro.
Gli argomenti, mi rendo conto, potrebbero non terminare mai ma mi fermo qui ritenendo di aver sottratto già troppo spazio alla discussione e troppo tempo al lettore.
* Consigliere comunale del Pd, già assessore alla cultura del Comune di Macerata

Condivido il taglio e la proposta di Bruno Mandrelli, più in particolare al punto 5, laddove si auspica un dibattito e una presa di posizione al Comune. Come ho già scritto altrove, dirò di più e vado oltre le giuste argomentazioni di Mandrelli. Il “centro” della sua proposta parte, anche, da una considerazione: le ristrettezze finanziarie, vuoi la crisi economica generale, vuoi i necessari tagli della Finanziaria. Ebbene, io sono convinto che, supponendo addirittura una “ricchezza” in ordine alla disponibilità di fondi, il privato dovrebbe, comunque, essere invocato ( non come sponsor, ho scritto altrove, ma copme cogestore). Risulta a me obsoleta e inefficace, a prescindere dalla questione “monetaria”, l’Associazione così come è e il suo Statuto. Qaucle amico mi ha scritto dicendo: ” ma tu appartieni alla maggioranza di centro sinistra che, in genere, “esorcizza” il privato”. Ma non siamo, credo, e posso dimostrare, nella paleografia o luogo comune della sinistra o di una sinistra che “gurda” “sinistramente” il rpivatpo. Io non faccio distinzioni, in questo, tra destra e sinistra.Sulle cose da fare e che non possono che giovare alla città è la Ragione che veve prevalere. In questo senso ritengo che il Consiglio comunale sia “maturo” per affrontare un “oggetto” al quale non si deve dare colore.Non lo fa Berlusconi con Gheddafi o Puntin, chiedersi, cioè, se in quei paesi regni la “democrazia” e dovremmo farlo noi, forse, nell’affrontare un “tema” ( lo Sferisterio) che davvero non può che unire? La politica intelligente, di buon senso, pragmatica, non può e non deve tener conto dei colori.
Concordo totalmente con Guido, purché i privati siano affiancati da nominati competenti e non politico/partitici. Elogio inoltre la sottolineatura dell’amico Mandrelli a proposito del coinvolgimento dell’Accademia di Belle Arti (quella vera).
Per chi non capisse a cosa si riferisca Filippo con il suo “quella vera”, preciso: da qualche mese c’è una nuova associazione di artisti a Macerata che, sul modello nord europeo, ha deciso di chiamarsi Accademia delle Arti.
Effettivamente si può confondere con l’Accademia di Belle Arti, ma credo che alla fine la differenza non sfugga a chi è dotato di intelletto e decide di non perdere tempo in piccole polemiche provinciali.
Ah, dimenticavo: sono vere entrambe, sia l’Accademia di Belle Arti, sia l’Accademia delle Arti, il cui sito, per chi è interessato alle varie iniziative, è http://www.adamaccademia.com