Il maestro venuto da Occidente
L’esposizione su Matteo Ricci a Macao
CULTURA
di Filippo Mignini
La mostra su Matteo Ricci, inaugurata a Macao il 7 agosto, conclude, da un lato, l’itinerario avviato il 6 febbraio 2010 al Capital Museum di Pechino, proseguito allo Shanghai Museum e, terza tappa, al Nanjing Provincial Museum di Nanchino; dall’altro offre una nuova edizione, aggiornata nel titolo e nella sezione cinese, e arricchita con due importanti novità, corredate da una appendice dedicata alla presenza della cultura cristiana a Macao dopo Ricci fino alla soglie del Novecento.
Macao ha costituito, nell’esperienza della Compagnia di Gesù in Cina e in particolare in quella di Ricci, non soltanto il punto di approdo all’”altro mondo della Cina”, ma anche il baricentro e una sorta di ombelico della missione cinese. Con l’arrivo dei Gesuiti a Macao (1556, 1561 e 1562), la città divenne gradualmente il centro di maggiore diffusione della cultura europea nell’estremo Oriente, con particolare riguardo alla Cina. All’arrivo di Ricci a Macao (7 agosto 1582), una piccola comunità di mercanti portoghesi garantiva da circa tre decenni la base logistica ed economica dell’impresa, fino a quel momento dimostratasi impossibile. La prima sede della Compagnia vi era stata aperta nel 1565, divenendo in seguito il Collegio di San Paolo; a Macao giunse il visitatore Alessandro Valignano nel 1578, seguito l’anno successivo da Michele Ruggeri, chiamato a tentare un nuovo metodo di avvicinamento alla Cina. Nel 1594 il Collegio di San Paolo sarà trasformato nella prima Università europea dell’estremo Oriente, nella quale si insegneranno Cinese e Latino, Teologia, Filosofia, Matematica, Astronomia, Fisica, Medicina, Retorica e Musica.
La città svolse un ruolo importante anche nella diffusione delle arti europee in Cina e in Giappone, con particolare riguardo alla pittura e all’architettura. Quanto alla pittura, dobbiamo ricordare la prima scuola occidentale fondata da Giovanni Cola, detto anche Nicolao (1560-1626), giunto a Macao nel 1582 insieme a Ricci. Nel 1583 Nicolao fu mandato in Giappone, dove fondò una seconda scuola, rimanendovi fino al 1614. Tornato a Macao, continuò a lavorarvi fino al 1626, anno della sua morte. Tra i discepoli di Giovanni Cola, ricordiamo Giacomo Niva, alias Ni Yicheng, nato in Giappone da padre cinese e madre giapponese. Nel 1601 si trovava a Macao, dove eseguì opere per le chiese locali. Dal 1602 al 1608 risiedette a Pechino con Ricci, dove eseguì numerose opere, una delle quali offerta nel 1603 da Ricci all’imperatore Wanli. I gesuiti introdussero anche l’architettura occidentale a Macao nella costruzione di diverse chiese (S. Lazzaro, S. Giuseppe, Nostra Signora della Protezione) e specialmente in quella di San Paolo (1602-1627), la cui facciata costituisce il primo nitido esempio di barocco europeo introdotto in Oriente.
Di questi aspetti, e di altro ancora, l’edizione della mostra di Macao cerca di dar conto con l’introduzione di nuovi documenti specifici. Le novità di assoluto rilievo presenti nell’esposizione sono, come dicevamo, due. La prima è costituita dall’esposizione, in prima assoluta, di uno dei due originali del più grande mappamondo di Ricci, conservato nel Museo provinciale di Shenyang e mai prima d’ora uscito da questa sede (Si veda, sul mappamondo, la scheda specifica). La seconda novità è costituita da un “blocco” di documenti in lingua cinese, per lo più calligrafie, risalenti a 18 autori coevi di Ricci, 13 dei quali, stando alle conoscenze in nostro possesso, hanno avuto rapporti di intensa e precisa collaborazione scientifica e umana con il gesuita maceratese. Alcuni di questi documenti sono inseriti nel percorso della sezione cinese; altri possono essere osservati in un’appendice alla mostra. L’importanza straordinaria di questi documenti, provenienti da una collezione privata di Taiwan e al di là della loro rilevanza specifica, sta nel fatto che essi dimostrano con evidenza che esiste ancora un tesoro sommerso di documenti cinesi, concernenti l’esperienza complessiva di Ricci, che attende di essere portato alla luce. Questo è stato, sin dall’inizio, uno degli obiettivi della mostra indicati dal curatore, prof. Filippo Mignini. Che sia stato possibile, grazie alla collaborazione del Museo delle arti di Macao, giungere all’individuazione di questo gruppo di documenti nel corso dell’itinerario espositivo, è un risultato di grande rilievo e di sicuro incoraggiamento.

Quella che segue è una lettera inviata al Sindaco di Macerata, al Presidente del Comitato delle Manifestazioni Ricciane e al Commissario Straordinario della Provincia.
Lettera corredata da un CD dove, in pdf, si potevano trovare immagni e campioni descritti nella lettera.
Nessuno si è degnato di rispondere a dimostrazione, a nostro avviso, che le strategie per il turismo “incoming” della Provincia e della città sono ancora ferme all’anno zero
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L’occasione unica che si presenta, con le celebrazioni dei 400 anni della nascita di Padre Matteo Ricci, di poter pubblicizzare la città di Macerata e la su Provincia è una strada che sarebbe errato non percorrere.
Grazie alla figura del grande sacerdote vi è la possibilità, indiretta, di pubblicizzare il nostro meraviglioso territorio.
La fortuna di avere, partendo da Macerata, il mare e la montagna a soli 30 Km rende il capoluogo il punto di partenza ideale per scoprire il nostro territorio, le sue molteplici diversità, i suoi antichi borghi e le sue straordinarie genti.
Grazie alle celebrazioni di Padre Matteo Ricci abbiamo, per i prossimi mesi, una vetrina importantissima pubblicitaria che sarebbe sciocco lasciare in gran parte vuota.
Per quanto riguarda le celebrazioni tutta la perfetta macchina organizzativa si sta muovendo per promuovere mostre, incontri, convegni attorno alla figura dell’importante Gesuita e questo accende indubbiamente l’interesse di molti, in Italia e all’Estero, che “vogliono saperne di più” sulla vita e sull’opera di evangelizzazione del maceratese in Cina.
Però fino ad oggi è mancato, a nostro modesto avviso, tutto l’aspetto del merchandising che riguarda i piccoli oggetti, i gadget, i ricordi che il turista in visita nella nostra Provincia potrebbe essere interessato a riportare a casa.
In tutte le grandi città non solo europee, nelle città d’arte, in ogni centro che ha visto la nascita di “personaggi celebri” c’è sempre un importante settore economico che ruota attorno ai souvenir.
Dalla maglietta da portare per ricordo al parente, al posacenere, alla penna non c’è città che non si sia organizzata al fine di poter offrire al turista passaggio qualcosa che ricordasse la sua visita.
Questo aspetto del merchandising e, indirettamente, una fonte di ricaduta per la città.
La maglietta viene indossata, la penna viene indossata, ecc. ed indirettamente altri vengono a conoscenza della città, del personaggio celebre, della ricorrenza…
A caduta c’è un, indiretto, moltiplicatore di pubblicità poiché chi vede ed utilizza i gadget acquistati per una ricorrenza, a sua volta, recepisce il “messaggio turistico” e magari l’anno successivo pur senza manifestazioni e ricorrenze potrebbe essere portato a visitare la città, i luoghi che, l’anno precedente, l’amico o il parente ha visitato portandosi come ricordo la tazza da caffè, la maglietta, la penna UBS, ecc.
Da oramai 40 anni Liverpool viene pubblicizzata, indirettamente, a livello planetario come città di nascita dei Beatles (sebbene da quasi 35 anni nessuno dei componenti vivesse più li).
Graceland è il nome della maestosa tenuta di Elvis Presley che si trova a Memphis, nel Tennessee, dove il cantante ed attore visse a lungo e dove è sepolto:; e Memphis è diventata tutta essa una città turistica dove ci sono centinaia di gadget che pubblicizzano le canzoni, la storia, le stravaganze di Presley.
Nelle botteghe, nelle bancarelle, nei negozi, di Londra, Parigi, Roma, New York, Firenze, Jaipur ed altre 1.000 città nel mondo esiste oramai da decenni un fiorente “mercato” rivolto al turista fatto di spillette, abiti, radioline, canovacci, apribottiglie, cinte, portachiavi che pubblicizzano la città, le opere d’arte, i Maestri, i personaggi storici, i monumenti, ecc.
Nonostante l’impegno profuso, in questo ultimo anno, per le Ricorrenze Ricciane con incontri, discussioni, pubblicazioni di libri e quant’altro di notevolissimo spessore storico e cultuale si è tralasciato a nostro avviso l’aspetto più diretto e più semplice (nella fase di realizzazione) della pubblicità, cioè quello del merchandising.
A questo scopo ci permettiamo di proporre e portare alla vs. cortese attenzione una serie di articoli, oggettistica varia che potrebbero essere facilmente realizzati e venduti nel territorio maceratese allo scopo di portare, indirettamente, pubblicità non solo all’evento ma anche al nostro territorio.
Restiamo pertanto in attesa di un vostro cortese invito per illustrare, nei dettagli, la proposta presentata nel CD allegato.
Cogliamo l’occasione per inviare cordiali saluti
Macerata, 7 luglio 2010
Chi è il presidente del Comitato delle Manifestazioni Ricciane??? Ha un nome?
Chi è il Commissario Straordinario della Provincia??? Ha un nome?
Il Commissario Straordinario della Provincia è il dott. Calvosa
Del Comitato Ricciano, come appare dal sito del “Comitato Promotore Celebrazioni”, fanno parte il Comune di Macerata, la Regione Marche, la Provincia di Macerata, la Diocesi di Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia , l’Università degli studi di Macerata ed il presidente è l’on. Ciaffi
Nello specifico il Comitato Manifestazioni Ricciane è così composto:
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Enti promotori
Diocesi di Macerata,Tolentino, Recanati, Cingoli, Treia
mons. Claudio Giuliodori, Vescovo
Comune di Macerata
avv. Romano Carancini, Sindaco
Regione Marche
dott. Gian Mario Spacca, Presidente
Provincia di Macerata
dott. Franco Capponi, Presidente (non so se è decaduto dopo il commissariamento della Provincia)
Università degli Studi di Macerata
prof. Roberto Sani, Rettore
Enti aderenti
Camera di Commercio Industria Artigianato Agricoltura di Macerata
dott. Giuliano Bianchi, Presidente
Istituto Matteo Ricci per le relazioni con L’Oriente di Macerata
prof. Filippo Mignini, Direttore
Fondazione Vaticana Giovanni Paolo II per la Gioventù
dott. Marcello Bedeschi, Presidente
Gesuiti d’Italia
p. Giuseppe Bellucci sj, Responsabile ufficio stampa della Compagnia di Gesù, provincia d’Italia
Presidente
avv. Adriano Ciaffi.
Segretario/Tesoriere
dott. Roberto Oreficini Rosi.
Ah CIAFFI, quel CIAFFI? ^_^