Vergassola su Rai Tre:
“L’uomo Pd vive a Macerata”
SUSSURRI E GRIDA
di Maurizio Verdenelli
Macerata capoluogo del paradosso e capitale del Paese dei Bastian Contrari? Un primato sul quale pare non tramontare mai il sole. Alla prima definizione appartengono l’ormai celebre affermazione di Ennio Flaiano che proveniente da Pescara da noi qualche anno ci ha vissuto (“E pensare che c’è pure gente che vive ed abita a Macerata!”) e il ‘quiz dell’indimenticabile Mike Buongiorno che proponeva Macerata primatista in fatto di infedeltà coniugali, come se in proposito ci fosse una specie di hit parade nazionale con la città marchigiana al vertice…
Alla seconda definizione appartengono invece i risultati ‘contro’ emersi agli storici referendum sulla monarchia e, più tardi, sul divorzio.
Allo stesso ‘capitolo’ può adesso ascriversi un paradossale aforisma, sotto forma di interrogativo rivolto al professor Giovanni Sartori da Dario Vergassola. E’ accaduto l’altra sera nel corso della popolare trasmissione condotta da Serena Dandini ’Parla con me’ (su Rai 3 va in onda subito dopo ‘Ballarò’). Nella sua prima domanda al Sartori, Vergassola ha introdotto il concetto di habitat naturali argomentando come la salamandra viva unicamente lungo le coste del Giappone, per poi virare decisamente sul clima politico affermando con audace parallelismo: “così come solo a Macerata vive l’uomo Pd”. Il riferimento ai ballottaggi sfavorevoli generalmente al Partito democratico, con l’eccezione maceratese, ha prodotto un’immediata ondata di sorrisi nel pubblico di sinistra della trasmissione.
In effetti anche a Macerata il popolo del Centrodestra si aspettava un risultato vincente, tanto che come nel giugno scorso (“Ha vinto più Capponi o ha perduto più Silenzi?”) il perfido interrogativo è tornato a riemergere sull’analisi del voto che stavolta ha visto sopravanzare di un niente o quasi sul filo di lana Romano Carancini su Fabio Pistarelli. Il quale come Macbeth deve aver visto ad un certo punto sinistramente aleggiare sul suo destino al ballottaggio l’ombra di Banco (e cioè di Anna Menghi).
Era sicuro il Centrodestra di farcela tanto che l’on. Giulio Conti, mio antico amico/nemico –sin dai tempi ruggenti del ’68 perugino- ad un’ora dall’apertura delle urne mi dava per certa la vittoria di Pistarelli, per almeno 700-800 voti. Essendo Giulio politico navigato ed accorto, giunto poi nell’aula consiliare dove veniva registrato l’andamento dello scrutinio – l’uomo del Pdl era schizzato avanti con una percentuale del 53% – rendevo noto quel vaticinio. Provocando un sussulto nel sindaco uscente Giorgio Meschini, che visibilmente affranto prendeva posto tra gli scranni dei consiglieri non distogliendo più lo sguardo dal grande schermo dove, un po’ a fatica, venivano proiettati i risultati sezione per sezione. Solo a metà spoglio, essendo evidente che il testa a testa escludeva comunque una larga vittoria o per l’uno per l’altro, Meschini si risollevava rinfrancato: “Una cosa è certa: per 700-800 voti in ogni caso Pistarelli non vince!”. Più tardi, giunto lo scrutinio faticosamente alla 41. sezione, il volto radioso di Mauro Compagnucci vice sindaco uscente con delega all’Urbanistica, che faceva a quel punto il suo ingresso nell’Aula, confermava il successo del centrosinistra. E di lì a poco, Sciapichetti, sigaro in bocca, riscuoteva sulla soglia consiliare una breve ovazione “Angelo, Angelo!!” da parte della platea quasi tutta di centrosinistra cone le uniche eccezioni di Uliano Salvatori ed Ivano Tacconi che parte sua visionava il suo nuovo scranno dopo 30 anni di militanza consiliare.
Poi l’assalto gioioso al Palazzo d’Inverno da parte del gruppo di Romano Carancini, nel quale spiccavano il nuovissimo assessore regionale (la notizia è di oggi) Sara Giannini e Giulio Silenzi che gettata alle ortiche la grisaglia presidenziale, si godeva dopo giugno un nuovo trionfo targato Pd, portando a cavalluccio il giubilante Alessandro Savi.
PS. Dimenticavo che a proposito di Macerata, capitale dei Bastian Contrari, si deve praticamente ascrivere alla città anche la storica revisione per cui, ai ballottaggi, con affluenza bassa vince sempre il Centrosinistra. Non perché abbia vinto, come noto, il Centrodestra, ma perché questo stava per succedere (secondo la concorde opinione degli osservatori) proprio per gli scarsi elettori. Ma poi il dato dei votanti si è risollevato il lunedì mattina, altrimenti chissà come sarebbe andata a finire…
Concludo con un forte e cordiale ‘bocca al lupo’ a Romano Carancini, ‘mediano’ di razza, che mi ricorda positivamente nel piglio l’energia e il talento amministrativo dell’ex sindaco Cingolani: impressione che ho avuto modo di riferire allo stesso avv. Carlo, che molto se n’è compiaciuto.


Alla redazione di Cronache Maceratesi:l’ex Questore di Macerata La Corte indagato..
Sotto inchiesta Lenzi, Cascavilla e anche l’ex questore La Corte
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LIVORNO. Ecco i venticinque indagati nell’inchiesta. Fabio Tinti (45 anni, sindaco di Castagneto), Giuseppe Doveri (62, Livorno, titolare camping Etruria Marina di Castagneto); Sergio Quilici (43, Livorno); Moreno Fusi (49, Cecina, ufficio tecnico Comune Castagneto); Luciano Lorenzini (64, Cecina, ingegnere); Roberto Cascavilla (62, Livorno, assicuratore), Cristofaro La Corte (67, Messina, ex questore di Livorno), Salvatore Cinelli (63, ex vicequestore di Livorno), Bruno Lenzi (74, Livorno, ex presidente Porto 2000), Giovanni Bello (62, Rosignano, ufficiale finanza), Paolo Mori (53, San Vincenzo, sottufficiale finanza), Giovanni Bernardi (54, Prato), Bruno Raffaele (59, San Miniato, imprenditore), Maria Ciocan (41, rumena, San Vincenzo), Luigi Conti (59, Rieti), Angelo Giori (69, Collesalvetti, responsabile di zona Securpol), Cinzia Guercio (53, Roma, ex funzionario ministero interni), Angelo Menghini (65, Fiumicino, responsabile nazionale Securpol), Fabio Migliorati (48, Roma, ufficiale finanza), Crina Pascalin (33, San Vincenzo, dipendente di un ristorante di Donoratico), Massima Rita Riccardi (52, Roma), Steno Santini (56, Gavorrano, Securpol), Giuseppe Vannucci (73, San Miniato, carrozziere), Lucia Verde (52, Roma, ministero del lavoro), Ferdinando Zullo (56, Donoratico).