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Ospedale unico, grillini all’attacco:
«La Pieve è un sito malsano
Inaccettabile chi tenta di sminuire»

SANITA' - Il movimento 5 stelle punta il dito contro il sindaco di Macerata Carancini e il governatore Ceriscioli, dopo le analisi che hanno accertato un inquinamento del terreno dove dovrebbe sorgere la struttura provinciale
mercoledì 16 maggio 2018 - Ore 11:43 - caricamento letture
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Il terreno alla Pieve

 

«Consideriamo inaccettabili le dichiarazioni atte a sminuire la gravità dei fatti, in quanto è noto a tutti che l’ospedale verrà edificato nei pressi di un ex discarica. Già è assurdo parlare di costruzione di una nuova struttura in una situazione sanitaria precaria ed insoddisfacente come la nostra, figurarsi edificarla in un sito malsano come la Pieve». Sono le parole del Movimento 5 stelle di Macerata, Tolentino, Civitanova, Recanati, Potenza Picena, Matelica, San Severino e dei simpatizzanti di Pollenza, Montecosaro, Mogliano, Corridonia, Morrovalle, Caldarola, Colmurano e Camerino. In pratica i grillini di buona parte della provincia puntano il dito contro la realizzazione dell’ospedale unico alla Pieve di Macerata e sopratutto contro chi cerca di minimizzare quanto emerso dalle analisi, secondo cui il terreno dove dovrebbe sorgere è inquinato. «In questi giorni – aggiungono i grillini – leggiamo dichiarazioni francamente fuori da ogni logica ambientale, sanitaria e politica da parte di alcuni amministratori come il sindaco di Macerata, Carancini, circa l’inquinamento di una porzione di terreno dove sorgerà l’ospedale. Ha dichiarato che esso riguarda solo una ridotta superficie del terreno, ma le sue parole sono in contrasto con quelle del presidente della Provincia Pettinari che invece ipotizza un reato ambientale».

Carancini in consiglio comunale

Il movimento si riferisce a quanto detto da Carancini durante l’ultimo consiglio comunale di Macerata.  «Riteniamo irrispettoso verso l’intelligenza dei cittadini – continuano i grillini – le sue affermazioni del tipo: “Prendendo in esame i parametri per zone commerciali ed industriali non sforerebbero nemmeno” (riferendosi alle diossine e metalli pesanti). Quella frazione, La Pieve, non è zona commerciale ed industriale, non vi sono industrie, ma, terreni agricoli ed abitazioni, quindi, i parametri di cui parla non sono consoni.  Infine troviamo irricevibili le promesse di bonificare quel terreno, con soldi pubblici, soldi dei cittadini. Nel nostro ordinamento giuridico, vige una legge in base alla quale “chi inquina paga”. Ci si aspetta da un sindaco e da chiunque rivesta un ruolo istituzionale, la dichiarazione di un impegno nella ricerca dei responsabili del reato. Le norme impongono all’amministrazione l’obbligo di individuazione del soggetto responsabile dell’inquinamento e l’emanazione della conseguente ordinanza di diffida alla bonifica. Constatato ad oggi l’inquinamento di una parte di terreno (e l’altra parte in corso di accertamento),questa area andrebbe comunque bonificata, al di là della costruzione o meno dell’ospedale unico. Non si può lasciare un’area contaminata e pensare di bonificarla “solo se”. Una volta purificata e resa idonea, dovrebbe essere restituita ai cittadini». Per concludere l’affondo sul presidente della Regione.  «Che dire infine di Cerescioli  – concludono – anche lui con la convinzione che se la zona inquinata è minima, andranno avanti con il progetto dell’ospedale della Pieve. Un presidente di Regione, che non risponde nemmeno alle domande di chiarimento di un consigliere regionale del suo partito, circa l’identità del proprietario dell’area sito del nuovo ospedale e del costo di acquisto di essa.  Come Movimento 5 Stelle, non vogliamo entrare nella logica partitica e campanilista, che risulta essere l’unico interesse che anima la diatriba della collocazione dell’ospedale unico, ma ci teniamo a puntare l’attenzione sull’ambiente e sulla salute, uniche, vere priorità per il bene comune e per il miglioramento della qualità di vita dei cittadini».

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