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Assalto coi kalashnikov al portavalori:
chiuse le indagini sul commando

OTTO PERSONE sono finite in manette per la rapina in A14 del 30 settembre 2015. Tutte del Maceratese le guardie giurate. Il colpo aveva fruttato quasi 5 milioni di euro. Quattro criminali erano già stati arrestati lo scorso agosto su disposizione del gip di Pisa, dove c'era stato un colpo riconducibile alla stessa banda (Video)
lunedì 14 maggio 2018 - Ore 14:38 - caricamento letture
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Uno dei furgoni assaltati in A14

 

Il 30 settembre 2015 erano stati protagonisti di un assalto in A14 ai danni di due portavalori della Fitist su cui viaggiavano cinque guardie giurate, tutte della provincia di Macerata (leggi l’intervista a uno dei feriti). Tra sparatorie con kalashnikov e incendi appiccati, i banditi si erano accaparrati 4 milioni e 700mila euro in contanti, i soldi destinati agli istituti di credito in vista della riscossione della pensioni. Dopo quasi tre anni di indagini, la Squadra Mobile anconetana ha chiuso il cerchio, dando nome e cognome ai rapinatori. Quelli individuati dalle indagini sono otto, tutti pugliesi gravitanti nella zona di Cerignola. Per tutto il sodalizio è arrivata la notifica della conclusione delle indagini da parte della procura dorica. Parte della banda era stata arrestata lo scorso agosto attraverso l’emissione di una misura cautelare disposta dal gip di Pisa, comune dove il commando aveva colpito un anno dopo l’assalto tra i caselli di Ancona Sud e Loreto. Nella fase conclusiva dell’inchiesta, il pm Irene Bilotta, titolare del fascicolo, ha disposto 8 perquisizioni domiciliari in provincia di Foggia a carico degli indagati ritenuti gli esecutori materiali della rapina. I blitz sono stati eseguiti dalle Squadre Mobili di Ancona e Foggia, coordinate dal Servizio centrale operativo della polizia.  Degli otto indagati per la rapina del 30 settembre 2015, in quattro si trovavano già in carcere perchè arrestati  il 30 agosto 2017, insieme ad altri 4 rapinatori (in tutto 8 arresti), perché ritenuti responsabili di un’altra rapina ai portavalori avvenuta a Pisa il 30 settembre 2016 (stesso giorno di un anno dopo rispetto a quella marchigiana). Il capo del sodalizio criminale, Paolo Sorbo, originario di Cerignola e pluripregiudicato, era già stato arrestato il 7 giugno 2016  dalla Squadra Mobile dorica  mentre si trovava in una casa colonica nella periferia di Cerignola. In quel periodo, l’uomo era latitante, perché destinatario di una condanna definitiva a 17 anni di reclusione (che ora sta scontando) per aver commesso altre rapine sia in banca (consumate nelle Marche), sia ad altri furgoni portavalori (tra cui una rapina a Bologna commessa nel 2008). Durante l’arresto del pregiudicato,  la polizia aveva sequestrato in un casolare diverse bande chiodate, seghe a motore per il taglio dei tettucci dei portavalori, due auto rubate, lampeggianti simili a quelli utilizzati dalla polizia, palette di segnalazione e documenti falsi.

 

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