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Immigrazione, Marchiori:
«Da quattro anni denunciamo,
non ascoltarci errore imperdonabile»

MACERATA - Il consigliere di Forza Italia mette in fila gli interventi sui progetti di accoglienza, dal 2014: «Sindaco e maggioranza tendono a lavarsi la coscienza politica anziché confessare, con un pizzico di umiltà, che si poteva fare meglio»
sabato 12 maggio 2018 - Ore 17:00 - caricamento letture
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Andrea Marchiori

«Il fenomeno dell’immigrazione poteva e doveva essere gestito meglio e che rifiutarsi di ascoltare l’opposizione è stato un errore imperdonabile». Andrea Marchiori, consigliere di Forza Italia, interviene sul tema che ha acceso l’ultimo Consiglio comunale, teatro di un rimpallo di responsabilità e colpe per il fatto che l’accoglienza, a Macerata, non ha funzionato al meglio. «Il sindaco e la maggioranza – dice Marchiori – stanno elaborando il teorema secondo cui loro hanno tempestivamente rilevato i problemi legati all’immigrazione in città, sia per numero che per gestione, e stanno ponendo efficaci strumenti di contenimento mentre l’opposizione non ha fatto nulla. La misura è colma ed anche l’umana sopportazione non ci consente più di tollerare altre simili affermazioni che tendono a lavarsi la coscienza politica anziché confessare, con un pizzico di umiltà, che si poteva fare meglio». Marchiori fa poi riferimento a una serie di accuse piovute dalla maggioranza per cui «hanno alzato il tiro giungendo perfino a sostenere che solo dopo i fatti di Macerata l’opposizione ha strumentalmente affrontato il problema» e mette in fila i suoi interventi, dal 2014, sul tema.

«Era il 4 luglio del 2014 (sei mesi prima del caso di “Roma capitale”) quando, da privato cittadino, sulle pagine di Cronache Maceratesi ponevo l’attenzione su diverse questioni legate al progetto Sprar affidato al Gus, sia sul modello associativo che sulla trasparenza finanziaria (leggi l’articolo).  Un intervento che, a distanza di quattro anni, è più che mai attuale dato che per volontà del sindaco sono triplicati gli ospiti assegnati al progetto ed i bilanci della onlus sono quintuplicati. Così anche nella conferenza stampa del 2 ottobre 2014 quando venivano affrontate le questioni legate al nuovo bando Sprar che prevedeva l’incremento degli ospiti fino a 50 unità, oltre 15 soggetti aggiuntivi (leggi l’articolo). In quella occasione si discusse del crescente rapporto tra cittadini ed extracomunitari passato dal 2% al 12%, dell’assegnazione delle case popolari per oltre il 50% agli immigrati, dell’accattonaggio molesto e di come gli immigrati trascorrevano le loro giornate, visto che molti di questi erano dediti a frequentare le sale adibite al gioco d’azzardo. Ci chiedevamo con quali proventi potessero condurre tale stile di vita. Con una nota in riscontro a tale conferenza stampa il Comune precisava che nel triennio 2014-2016 sarebbero arrivati 390 immigrati e che se il Comune non avesse aderito al progetto la città avrebbe perso l’opportunità di attingere ai finanziamenti ministeriali per circa 2 milioni di euro. Oggi i numeri parlano di 110 richiedenti asilo e oltre 5 milioni di euro di contributi per il solo Sprar di Macerata. Poi il 1 novembre 2014, sempre prima che fossero scoppiati gli scandali nazionali sulle gestione dei progetti di accoglienza, veniva denunciata la situazione del capoluogo in cui non vi era più il minimo controllo degli arrivi e la città era diventata nella sostanza un centro di prima accoglienza dato che gli immigrati provenienti da ogni parte giungevano nel modo più disparato senza alcun canale di controllo (leggi l’articolo).
Qualche giorno dopo tale intervento la Prefettura chiese al Comune la predisposizione di idonee strutture per svolgere le procedure di prima accoglienza ed anche in tale contesto veniva sollecitato da parte nostra un ripensamento del progetto MacerataAccoglie (leggi l’articolo). E, poi, il 28 settembre 2015 quando un gruppo di immigrati manifestarono i propri disagi bloccando via Cavour (leggi l’articolo) e, a seguire, la denuncia dell’opposizione sul mancato controllo delle case in cui erano sistemati gli immigrati (leggi l’articolo) per passare, poi, alla mozione, respinta dalla maggioranza, con la quale nel novembre 2015 si chiedeva maggiore trasparenza nei bilanci del progetto MacerataAccoglie (leggi l’articolo)».

Marchiori ricorda poi «due anni densi di mozioni, ordini del giorno, interrogazioni, interpellanze ed interventi pubblici in cui denunciavamo situazioni di mala gestione del progetto e del fenomeno complessivo dell’immigrazione che. Tra le tante, ne ricordo una, che per la prima volta affrontava il problema con i numeri veri della presenza degli immigrati, quelli ufficiali a cui dovevano però aggiungersi quelli dei fantasmi, che è stata presenta con il suggestivo titolo “il grande inganno dell’accoglienza” (leggi l’articolo). Tutti questi argomenti sono precedenti i tragici fatti che hanno sconvolto la città e danno la misura di come l’opposizione ha affrontato le varie questioni e di come l’amministrazione le ha ignorate. Una ulteriore osservazione va, però, fatta sulla marcia indietro della giunta che il 28 marzo 2018 deliberava di voler applicare la cosiddetta “clausola di salvaguardia”, la quale, a detta del sindaco è stata una iniziativa autonoma, illuminata e non sollecitata dall’esterno. Anche qui, per fortuna, i fatti possono essere smentiti perché sono documentati (leggi l’articolo) ed è evidente che tale decisione è stata fortemente sollecitata da chi si è sempre preoccupato del fenomeno e che ha sempre tenuta alta l’attenzione anche sulle decisioni prese dall’amministrazione (leggi l’articolo). Il centro sinistra – conclude Marchiori – può continuare a raccontare la sua “nuova storia”, può cercare di riscriverla a proprio gradimento, può auto assolversi da ogni ipotesi di responsabilità, ma convincere i cittadini che tutto ciò corrisponda alla vita reale sarà arduo. Noi continueremo ad offrire il nostro contributo di idee correndo il rischio di essere ancora una volta accusati di razzismo ed intolleranza, unico argomento ormai rimasto a chi ha voluto mettere la testa sotto terra».

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