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Una folla al funerale di Pamela
La mamma: «Hai meritato il paradiso,
mi manchi da morire»

L'ULTIMO SALUTO nella chiesa di Ognissanti. Alessandra Verni: «Ti amo, Pamy. Quello che ti hanno fatto è disumano. L'aldilà esiste e so che tu ci proteggi. Anche se ti hanno fatto un male atroce tu sei viva». Le amiche: «Sarai sempre con noi»
sabato 5 maggio 2018 - Ore 14:55 - caricamento letture
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da Roma

Giovanni De Franceschi

«Ti amo Pamy, un giorno ci rincontreremo e sarà per sempre». Alessandra Verni chiude con queste parole il ricordo per la figlia Pamela Mastropietro nel giorno del funerale della 18enne a Roma nella chiesa di Ognissanti.

La mamma per tutta la notte ha vegliato il corpo della figlia. Almeno cinquecento persone hanno partecipato alla funzione che si è svolta alla 11 di questa mattina. La chiesa ha iniziato a riempirsi già verso le 9. Presenti anche tanti amici di Pamela con due tipi di magliette. Su di una c’era scritto «Io sono Pamela» con il tricolore, sull’altra la foto della 18enne con la corona e scritto «Da qui (con il simbolo del cuore) nessuno ti potrà mai portare via». La mamma portava questa stessa maglietta, ma di colore rosa. Al braccio aveva un nastro bianco. Tanti gli striscioni appesi davanti alla chiesa: «Infinitamente manchi ma ci sei», sull’altro «Io sono Pamela» messi dagli amici di Pamela. Appesi fuori dalla chiesa tanti palloncini bianchi che sono stati fatti volare in cielo. In chiesa sul feretro una foto di Pamela, un palloncino a forma di cuore, di colore rosa con scritto “Ciao Pamela”, e i mazzi di fiori di genitori e nonna e di fronte verso le navate anche il mazzo di Luca Traini. In mezzo a tutto questo le parole della mamma, Alessandra, alla fine della cerimonia funebre.

«Ciao amore mio, mi manchi da morire. Quello che ti hanno fatto è disumano. Dolore atroce, lama che si conficca nel cuore e te lo squarcia a metà. Macigno nello stomaco, in gola, difficoltà a deglutire, gambe che tremano e cedono. Ma poi arrivi tu e con i tuoi segni mi ricordi che ci sei anche se non ci possiamo più abbracciare. L’aldilà esiste e so che tu ci proteggi. Non tutti si sono meritati il paradiso, tu sì. Anche se ti hanno fatto un male atroce tu sei viva alla faccia di tutte quelle persone che ti hanno massacrata. Un giorno ci rincontreremo e sarà per sempre. Ti amo Pamy». «Ciao Pam, in queste situazioni è difficile trovare parole – ha detto un’amica della 18enne uccisa a Macerata –. Eri una persona speciale, forte, testarda che lottava per quello in cui credeva. Sarai sempre con me, sei solo nella stanza accanto. Mi manchi tanto».

Un’altra amica ha detto «Pamy, sei sempre nel mio cuore con le tue stranezze e le tue fissazioni, con la voglia di vivere, il sorriso, gli abbracci e le insicurezze. Comunque sempre con la forza che trasmettevi. Sarai sempre dentro di me. Mi manchi. Ciao amore mio». Il sacerdote: «Alcuni di noi hanno magliette col volto di Pamela, ma sono sicuro che il volto di Pamela è stampato nel cuore di ciascuno. Ciascuno ha un ricordo, un motivo per portarla sempre con sé nel proprio cuore. Quello che deve sostenere la nostra vita in questo momento è la speranza, la speranza della vita eterna». Al funerale anche i sindaci di Roma, Virginia Raggi e Macerata Romano Carancini che hanno avuto modo di incontrarsi all’interno della chiesa prima della funzione. Raggi arrivando in chiesa, ha abbracciato a lungo la mamma di Pamela. Tra gli esponenti politici arrivati in chiesa Giorgia Meloni, Maurizio Gasparri, Domenico Gramazio e Stefano Fassina. Presenti anche il vice ambasciatore nigeriano e il presidente della comunità nigeriana di Roma, Prince China Ibezim «siamo qui per solidarietà verso Pamela, vogliamo vivere in pace e insieme e condanniamo quello che è successo».

Pamela Mastropietro

Lo zio di Pamela, Marco Valerio Verni, prima del funerale ha detto: «Lotteremo fino in fondo affinché questa ragazza di 18 anni, questa bambina uccisa con delle coltellate, fatta a pezzi e messa in due trolley trovi giustizia». Sulla presenza del vice ambasciatore nigeriano e del presidente della comunità nigeriana dice: «Bella la vicinanza, la solidarietà, le parole i fiori (la comunità ha portato un mazzo per la 18enne, ndr) ma servono fatti concreti. Abbiamo chiesto di sensibilizzare la comunità nigeriana di Macerata, affinché chi sa qualcosa parli». 

Di fronte alla chiesa anche la corona inviata dalla comunità Pars di Corridonia, quella da dove la 18enne si era allontanata il 29 gennaio scorso. 

(ultimo aggiornamento 16,30)

A destra la corona della Pars

 

Carancini con Virginia Raggi

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