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«È lei la mamma di Pamela?»,
poi l’abbraccia in strada

MACERATA - La madre della 18enne uccisa il 30 gennaio oggi è in città per sbrigare i documenti per il funerale della figlia. Incontro casuale con una commerciante a cui dice: «Venga domani all'obitorio per un saluto a mia figlia. Siate vicini alla mia famiglia, voi maceratesi»
giovedì 3 maggio 2018 - Ore 16:21 - caricamento letture
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Alessandra Verni questa mattina alla caserma dei carabinieri (foto Falcioni)

 

di Maurizio Verdenelli

L’incontro è casuale, breve ma intenso questa mattina dopo mezzogiorno in via XX Settembre davanti alla caserma dei carabinieri di Macerata. Quasi si urtano l’un l’altra: da una parte Alessandra Verni, madre di Pamela Mastropietro (ha saputo solo da poco che la figlia prima di morire ha dovuto subire pure violenza sessuale), dall’altra una signora, ex commerciante di corso della Repubblica, ora pensionata, che come tantissime maceratesi vive con partecipazione emotiva questa terribile storia di cronaca che tanto da vicino tocca la propria città Lina Ceselli, 75 anni, due figlie ed altrettanti nipoti. Saluta con affetto Alessandra Verni mentre il fratello, l’avvocato Marco Valerio Verni attende sulla soglia della caserma. «E’ lei la mamma di Pamela?». «Sì, sono io». Le due madri si scambiano d’istinto un abbraccio affettuoso. «Venga domani all’obitorio per un saluto alla mia Pamela. Siate vicini alla mia famiglia, voi maceratesi. Fateci sentire ancora una volta il vostro affetto. Siate numerosi domani all’ospedale prima della nostra partenza per Roma. Vi aspettiamo io, mia madre, mio fratello, con affetto» fa Alessandra. «Ci saremo» promette Lina. «Voglio chiedere a voi maceratesi anche e soprattutto dell’altro: datevi da fare. Il male è ancora qui, non dategli tregua, combattetelo. Non è finita qui con la definitiva uscita di scena di mia figlia da questa città. Mi raccomando, non abbassate la guardia». Lina si commuove, ha il cuore a pezzi mentre vede quella madre in blue jeans che potrebbe essere sua figlia che scompare nell’androne della caserma insieme al fratello avvocato.

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