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Mussolini a Macerata, l’Anpi:
«Ringrazi i partigiani
se ha diritto di parola»

IL PRESIDENTE provinciale Lorenzo Marconi: «Loro hanno conquistato la libertà che permette anche a lei di esprimersi». La sezione locale dell'associazione critica la messinscena degli Antifa con il fantoccio del duce preso a bastonate dai bambini: «Iniziativa inaccettabile»
venerdì 27 aprile 2018 - Ore 18:01 - caricamento letture
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Lorenzo Marconi

 

di Federica Nardi

«Che ne penso della Mussolini a Macerata? Ho saputo che è arrivata, e che ha parlato. Spero che abbia ringraziato i partigiani. Perché loro hanno conquistato la libertà che permette anche a lei di parlare». Lorenzo Marconi, presidente provinciale dell’Anpi, non ha altro da aggiungere alla visita dell’europarlamentare Alessandra Mussolini in città. Arrivata stamattina verso le 12 con una scatola piena di vermi destinati all’assessore alla Cultura Stefania Monteverde, la rabbia della nipote del duce è dovuta al fantoccio di Benito Mussolini, appeso dal movimento Antifa della città il 25 aprile in piazza Cesare Battisti come gioco da far colpire ai bambini.

Alessandra Mussolini a Macerata con la scatola dei vermi che avrebbe voluto lanciare all’assessore Monteverde

Il presidente Anpi Lucrezia Boari

 

Un’iniziativa che ha trovato condanne bipartisan, in primis quella dell’amministrazione in cui Monteverde, oltre che assessore, è vice sindaco. Anche quella degli stessi movimenti antifascisti (decine i commenti sotto alla replica degli Antifa pubblicata sulla loro pagina Facebook, poi rimossi dagli amministratori). Critiche anche al centro sociale Sisma e alla palestra Popolare, messi in mezzo dal Comune perché la richiesta di occupazione di suolo pubblico era arrivata da loro. Si unisce ora alle critiche la sezione Anpi di Macerata, tra le sigle coinvolte nelle manifestazioni per il 25 aprile, per voce della presidente Lucrezia Boari. «L’iniziativa “Piñata antifascista” organizzata da Antifa Macerata si è svolta con modalità che la nostra associazione ritiene inaccettabili – dice Boari -. Non è con una iniziativa di questo genere che si educano i bambini all’antifascismo o che si ricorda agli adulti (attraverso lo “spettacolo” offerto involontariamente da bambini inconsapevoli) che la Resistenza e la Liberazione “non sono state una partita a bocce”. In occasione del 25 Aprile si è ricordato in tutto il nostro territorio, con numerose iniziative di tutt’altro genere, che per resistere e liberarsi da una dittatura bisogna affrontare persecuzione, carcere, sofferenze, morte e utilizzare una violenza che non è mai fine a se stessa ma necessaria a combattere un’altra violenza ancora più terribile. Della Resistenza e della Liberazione vogliamo valorizzare la lotta vittoriosa contro il nemico nazifascista, non il vilipendio del nemico ormai sconfitto e morto. Vilipendio che peraltro fu interrotto, quel 28 aprile 1945 a Milano, proprio da un partigiano chiamato Sandro Pertini».

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