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Credito all’artigianato,
i dati sono preoccupanti:
Marche all’ultimo posto in Italia

Tra i settori, accentuata criticità per le Costruzioni con il -29,7% nell’ultimo anno
martedì 17 aprile 2018 - Ore 12:45 - caricamento letture
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Giorgio Cippitelli

 

Il segretario di Confartigianato Marche, Giorgio Cippitelli, valuta con preoccupazione quanto emerge dall’analisi dei prestiti all’artigianato, resa possibile grazie alla collaborazione con Artigiancassa. «Nelle Marche – evidenzia Cippitelli – a settembre 2017, i prestiti all’artigianato ammontano a 1,7 miliardi di euro in diminuzione di 310 milioni di euro rispetto a settembre 2016. La diminuzione del 15,4% dei prestiti all’artigianato è in peggioramento rispetto alla precedente rilevazione di giugno 2017 (-9,6%) e colloca le Marche al 20° posto in Italia (media nazionale -9,0%). Questi dati – aggiunge il Segretario di Confartigianato Marche – mostrano un contesto particolarmente critico nella nostra regione, molto penalizzata, peraltro, dalle vicende delle principali banche del territorio. La situazione del mercato del credito regionale è, quindi, in evidente contrapposizione con quanto sostenuto dal Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, nella sua Lectio magistralis tenuta il 16 aprile 2018 presso l’Università degli studi di Roma Tor Vergata: “esistono ampie fasce di aziende piccole capaci di competere e con elevate possibilità di crescita. Queste imprese vanno seguite, sostenute, fatte crescere, puntando sulle loro prospettive future ma, in un contesto reso più difficile dalle nuove misure regolamentari sul trattamento dei crediti deteriorati, le banche devono rispondere alla loro domanda di credito e di assistenza finanziaria con procedure di valutazione del merito di credito basate su criteri rigorosi e, per quanto possibile, con il contributo delle nuove tecnologie”.

Renzo Leonori, presidente di Confartigianato imprese Macerata

«A questo proposito, a giugno 2017, considerando il dato relativo alla quota dei crediti deteriorati sui crediti totali, evidenziamo anche che le piccole imprese marchigiane risultano meno rischiose rispetto alla totalità delle imprese con il 27,0% a fronte del 30,5% del totale delle imprese e questo il mondo bancario dovrebbe prenderlo maggiormente in considerazione», conclude Cippitelli. «Il sostegno a queste imprese è imprescindibile – aggiunge Benedetta Principi, responsabile Area Credito di Confartigianato Imprese Marche – visto che il credito concesso all’artigianato è l’8,3% dei prestiti alle imprese, quota che colloca le Marche al 2° posto in Italia (4,8% la media nazionale). Per questo tipo di imprese di piccole dimensioni e già profondamente colpite dalla lunga fase recessiva e dalle conseguenze dirette ed indirette del sisma, il credito bancario continua a rappresentare la fonte principale di finanza esterna e quindi ricopre un ruolo di primaria importanza per consentire loro di riagganciare la ripresa economica. Ciò è a maggior ragione vero per le imprese di micro e piccole dimensioni operanti nel settore delle Costruzioni, che sono impegnate nel processo di ricostruzione post sisma. Queste, se da un lato, devono sottostare al meccanismo innovativo introdotto dalle misure governative che regolano i contributi per la ricostruzione e quindi hanno bisogno di soluzioni tecniche di affidamento per avere la liquidità necessaria per poter avviare i cantieri post-sisma, dall’altro sono quelle che soffrono maggiormente per la mancanza di credito». Infatti, aggiunge Fabiana Screpante, secondo gli ultimi dati sugli impieghi “vivi” alle imprese, a gennaio 2018 rispetto a gennaio 2017 il credito alle costruzioni è in flessione del 29,7%, dinamica peggiore al confronto con gli altri settori (-10,8% i Servizi e +0,8% le Attività Industriali); tale variazione risulta in lieve attenuazione rispetto a quella di dicembre 2017 (-30,0%), la più intensa da giugno 2012 (primo mese da cui si può calcolare la variazione tendenziale).

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