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Chili di droga spariti,
sequestrato e picchiato:
carte alla Dda di Ancona

RECANATI - Un marocchino era ritenuto da due suoi connazionali il responsabile della sparizione di un ingente quantitativo di hashish. Il Tribunale di Macerata ha stralciato la posizione dei due magrebini dopo la modifica da parte del pm del reato contestato: si parla di sequestro di persona a scopo di estorsione ed è materia della Distrettuale antimafia
lunedì 16 aprile 2018 - Ore 20:52 - caricamento letture
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Alcuni chili di droga spariti dal nascondiglio e un 31enne che viene accusato di essere stato lui a portarli via (invece li aveva sequestrati la Guardia di finanza) e poi picchiato e sequestrato per ottenere indietro lo stupefacente. In sintesi questa la contestazione per due marocchini che sono imputati al tribunale di Macerata dove oggi l’accusa ha riformulato la contestazione: da sequestro di persona e tentata estorsione a sequestro di persona a fine di estorsione. Da qui la decisione dei giudici di inviare, per competenza, il fascicolo alla distrettuale antimafia di Ancona.

L’avvocato Domenico Biasco

Il sequestro a fine di estorsione è infatti materia della Dda e il processo di svolge in corte di assise. Stralciate dunque le posizioni due imputati, si proseguirà per il terzo, Reddad Boulahya, 45 anni, marocchino, residente a Mogliano cui viene contestato di aver importato e trasportato 7,9 chili di hashish (era stato poi fermato, il 3 gennaio 2014, a Genova). Per Mohamed El Bekkachi, detto “Baghera”, 39, marocchino, e Badr Mourai, 30, marocchino, residente a Potenza Picena le carte passano ad Ancona (anche se poi il processo si svolgerà comunque, ma in Corte d’assise, a Macerata). I due marocchini sono accusati di aver sequestrato un connazionale 31enne per un paio d’ore (tra le 21 e le 23 del 22 gennaio 2014), di averlo picchiato con una mazza da baseball e di averlo fatto salire in auto, portato sulla spiaggia di Porto Potenza e lì costretto a entrare nel bagagliaio di una seconda vettura. Il giovane era poi riuscito a fuggire. Il tutto perché pensavano fosse stato lui a far sparire dal loro nascondiglio, in un terreno in contrada Saletta, a Recanati, circa 3 chili di hashish. Che invece aveva preso la Guardia di finanza dopo averla trovata nel corso di una indagine. I due marocchini sono inoltre accusati di aver tentato di estorcere alla zia del 31enne soldi (6.600 euro) o di restituire la droga sparita, in cambio della liberazione del nipote. A El Bekkachi viene anche contestato il possesso di quasi 5 chili di hashish che avrebbe nascosto occultandoli in buche scavate nel terreno in località Saletta di Recanati.Gli imputati sono assistiti dagli avvocati Domenico Biasco, Luca Froldi, Giancarlo Giulianelli, Giovanni Galeota.

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