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Psico-setta macrobiotica, un ex seguace:
«Alcuni cibi erano banditi
perché potevano rendere omosessuali»

INCHIESTA - Il programma di Rai 3 "Chi l'ha visto?" è tornato sullo scandalo e sull'indagine che ha travolto il mondo di Mario Pianesi, fondatore e guru dell'associazione "Upm"
giovedì 12 aprile 2018 - Ore 17:53 - caricamento letture
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Marco Pianesi, figlio di Mario

 

«Diceva che l’assunzione di cibi da femmina poteva rendere omosessuali». A parlare, davanti alle telecamere del programma di Rai 3 “Chi l’ha visto?” è un vecchio seguace di Mario Pianesi, guru e fondatore dell’associazione “Un punto macrobiotico”. Il 74enne è finito al centro di un’inchiesta con accuse pesantissime che arrivano fino alla riduzione in schiavitù, con lui sono indagati la moglie Loredana Volpi e i due più stretti collaboratori Giovanni Bargnesi e  Karl Xaver Wolfsgruber. Secondo gli inquirenti  Upm sarebbe una “pisco-setta” in grado di manipolare e controllare gli adepti con l’alimentazione. Il rigido stile di vita imposto attraverso le cosiddette diete Ma. Pi., (dallo stesso nome di Pianesi), divise in 5 classi (gradualmente sempre più ristrette e severe) e le lunghe “conferenze” da lui tenute, durante le quali si parlava per ore della forza salvifica della sua dottrina alimentare, erano volte a plasmare un asservimento totale delle vittime.

Mario Pianesi con la moglie Loredana Volpi

Tutta la loro vita era gestita dal maestro Pianesi, che si avvaleva dei suoi collaboratori prescelti, facenti parte della “segreteria” e dei “capizona” e “capicentri”, dislocati in varie parti d’Italia, all’interno dei “Punti Macrobiotici”. Gli adepti venivano convinti ad abbandonare il loro lavoro e in genere ad abiurare la precedente vita e a “lavorare” per l’associazione quale ringraziamento per il messaggio salvifico ricevuto, di fatto si trattava di sfruttamento. «Diceva che i cibi erano yin o yang e l’assunzione di cibi yin, ovvero da femmina – ha raccontato il vecchio seguace a Rai 3 – poteva rendere le persone omosessuali. Le donne dovevano mangiare soprattutto verdure, i maschi potevano mangiare un po’ di carne per avere aggressività. La donna doveva stare a sinistra dell’uomo e doveva pulire la casa e accudire i bambini, tutto quello che era il retaggio arcaico della nostra cultura. Era sbagliatissimo poi apparecchiare con le forchette rivolte verso l’alto perché attirava energia negativa verso le persone».

Un caso di malnutrizione legato al caso Pianesi

La giornalista di Rai 3 ha poi intervistato una delle prima ragazze che si è rivolta alla polizia, ridotta a pelle e ossa. «Non mi rendevo conto di quella condizione – ha raccontato la ragazza -. Rivedermi dopo è stato un duro colpo per me. Anche nella torta del mio compleanno non c’era zucchero o panna, ma solo cereali e verdure». Niente più medicine per farle passare l’artrite reumatoide di cui era affetta da quando era bambina. «Un giorno mi misi a piangere dicendo che volevo andare all’ospedale – aggiunge la giovane -. In quel periodo una ragazza ci è venuta a trovare per controllare la situazione e ci diceva di non andare in ospedale perché sarei morta. Ogni giorno ancora oggi non è facile dimenticare, perché incontro difficoltà fisiche anche quando mi devo pettinare o devo raccogliere qualcosa per terra».  Rai 3 ha cercato Mario Pianesi a Tolentino in una delle sue residenze. Hanno trovato il figlio Mario, che però all’inizio faceva finta di non conoscerlo. Non ha voluto parlare e se ne è andato dicendo solo: «Siete malinformati».

 

La giornalista di Chi l’ha visto parla al telefono con una delle ex seguaci di Pianesi

Pianesi in un convegno del 1993

Paolo Florio, legale di alcune parti offese

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