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Convegno sulla droga
diventa un attacco a Carancini:
«Non ho colpe su Pamela»

MACERATA - L'incontro al teatro della Filarmonica si trasforma in un'arena politica. Il sindaco bersagliato sulle strategie di accoglienza scende dal palco e poi ritorna su richiesta ripetuta del moderatore Iacobone. In collegamento telefonico lo zio della 18enne uccisa Marco Valerio Verni: «E' morta per omicidio, non per overdose». Il questore Pignataro: «Nessun passo indietro sul controllo del territorio». L'avvocato Bommarito: «E' cresciuto il rischio per le nuove generazioni sul fronte dello spaccio»
mercoledì 11 aprile 2018 - Ore 13:27 - caricamento letture
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Il sindaco Romano Carancini scatena i dissapori del pubblico

Romeo Renis, presidente dell’associazione Insieme in Sicurezza

 

di Marco Ribechi

(foto di Fabio Falcioni)

Incontro sulla droga si trasforma in una requisitoria contro il sindaco Romano Carancini che si alza, se ne va e poi ritorna. «Mi state accusando indirettamente della morte di Pamela» sbotta dopo gli attacchi sul tema immigrazione. Confortanti le parole del questore Antonio Pignataro: «Vi prometto un capillare controllo del territorio, nessun passo indietro». Si chiama “Droga: fra politiche di prevenzione e strategie di repressione e recupero” l’appuntamento promosso dall’associazione Insieme in Sicurezza che ieri sera ha visto oltre 200 partecipanti al teatro della Filarmonica di Macerata. L’evento, nato per discutere senza colori politici i problemi emersi prepotentemente dopo i fatti di violenza accaduti in città, si è concluso in un Consiglio comunale aperto con il primo cittadino incalzato dagli interventi dei consiglieri di opposizione e dalla contestazione del pubblico. «Siete venuti con le claque» una delle risposte di Carancini alla platea che protestava e rumoreggiava durante il suo intervento. Eppure le condizioni per articolare un dibattito più costruttivo c’erano tutte e così è stato fino a quando le parole del sindaco non hanno calamitato tutti i dissapori dei presenti. Sul tavolo dei relatori tante autorità capaci di illustrare il problema droga in provincia. Romeo Renis, presidente dell’associazione, Giorgio Iacobone, ex questore di Ancona, Caltanissetta e Trento, Antonio Pignataro, attuale questore di Macerata e l’avvocato Giuseppe Bommarito. In collegamento telefonico Marco Valerio Verni, zio di Pamela Mastropietro, la ragazza uccisa nella casa degli orrori di via Spalato.

Giuseppe Bommarito in collegamento telefonico con Marco Valerio Verni, zio di Pamela Mastropietro

Proprio Verni ha puntualizzato alcuni aspetti sulla morte di Pamela mettendo l’accento sul tema droga, comunità terapeutiche e immigrazione incontrollata: «Pamela si è ritrovata ai giardini Diaz perchè, avendo perso il treno per Roma, voleva prendere un pullman – spiega Verni – ma quello è un luogo di spaccio a cielo aperto. La domanda che ci facciamo è perché Oseghale, un individuo senza nessun permesso, era ancora libero sul territorio. Quello che è successo, pur essendo collegato al mondo della droga, rappresenta un omicidio, non certo una overdose. La responsabilità è anche della comunità terapeutica e della legislazione che le regolano. La fase dell’allontanamento è la più delicata, devono esercitare un controllo maggiore sugli individui che prendono in consegna. Parlare di prevenzione ora che il problema è già in atto è tardivo. La famiglia di Pamela ringrazia Macerata per l’affetto ma critica l’assenza delle istituzioni». Sulla stessa linea l’avvocato Bommarito: «Quella della droga è un’epidemia crescente che vede Marche e Umbria in testa alla triste classifica nazionale dei decessi legati all’uso di sostanze – spiega Bommarito – Siamo uno scalo centrale nel traffico di eroina. I ragazzi sono allo sbaraglio per la crisi della scuola, della famiglia e delle istituzioni formative. Negli ultimi anni abbiamo avuto un aumento del numero di spacciatori e un abbassamento dei prezzi della droga a cui però non si è risposto con un incremento delle forze dell’ordine. Questa tempesta perfetta ha creato le condizioni per i fatti straordinari di Pamela, Oseghale e Traini. Bisogna riportare Macerata a un livello sicuro di gestione».

L’intervento del questore di Macerata

Il questore Pignataro, arrivato in città proprio in seguito all’omicidio della ragazza romana, tenta di rassicurare i presenti: «Non bisogna perdere la speranza – spiega Pignataro – ai fatti straordinari lo Stato ha dato una risposta straordinaria. Ogni parte della provincia è presidiata dalle forze dell’ordine. Le aree critiche sono Macerata in cui lo spaccio è totalmente nelle mani di nigeriani e ghanesi, la costa con l’Hotel House e il River Village dove interveniamo costantemente, e la zona di Camerino, Matelica e Castelraimondo dove invece la vendita di droga è controllata da albanesi. Rafforzeremo sempre più i risultati della lotta alla droga incrementandoli».

E’ a questo punto che anche il sindaco viene invitato sul palco e l’incontro diventa un’arena politica con Giorgio Iacobone in qualità di moderatore impegnato nel tentativo di non far degenerare gli interventi. «Questo momento è un’opportunità per rimettere insieme i cocci e ritrovare una relazione in città – spiega Carancini – bisogna alzare l’asticella dell’impegno pubblico di ognuno. Non siamo all’anno zero della prevenzione, voglio elencarvi tutti i progetti attivi sul territorio». “Progetti fallimentari, chi controlla come vengono usati i nostri soldi?” urlano dalla platea. E il sindaco replica stizzito: «Se dovete attaccare mi alzo e me ne vado». E così fa. Solo l’intervento di Iacobone permette di continuare il dibattito: «Vi prego, lasciatelo parlare».

Carancini risale e prosegue con un lungo intervento intervallato dalle frecciatine della platea. «Tre sono le chiavi per affrontare il tema droga: aumento della consapevolezza nella cittadinanza e nelle famiglie, incremento dell’informazione e maggiore amore che in una comunità significa senso civico». A questo punto lo scontro con il pubblico che aspettava risposte più concrete sul controllo delle politiche di immigrazione è inevitabile. Il convegno si sposta completamente dal piano droga a quello della presenza di stranieri con il sindaco additato come responsabile di una politica di accoglienza fuori controllo nonostante le tante richieste di moderazione arrivate da vari ambiti. «Mi state accusando di essere indirettamente responsabile della morte di Pamela» è una delle ultime risposte di Carancini a una platea agitata da esponenti di opposizione. «Fate domande ai moderatori non attacchi contro il sindaco» le ripetute ammonizioni di Iacobone.

C’è tempo anche per un acceso scontro Carancini – Bommarito, accusato di fare l’uguaglianza immigrazione – droga. «Non ho mai fatto questa affermazione – si difende duramente Bommarito – il sindaco approfitta dei dibattiti per insultare gli interlocutori e fare accuse false e strumentali». Fino al termine i colori della politica monopolizzeranno gli interventi e mentre i botta e risposta si alternano dal palco alla platea, vista la tarda ora, tanti cittadini che fino a quel punto avevano ascoltato interessati iniziano ad andarsene.

Il pubblico presente al teatro della Filarmonica

 

 

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