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Osteoporosi nelle donne:
un percorso per diagnosticarla in tempo

SANITA' - Presentato il nuovo servizio dell'Area Vasta 3 che prende in carico le pazienti a rischio dopo l'assunzione di farmaci salvavita nella lotta contro il tumore al seno. In arrivo anche nuovi mammografi. Uno a Tolentino nell'ex farmacia, che, dice il direttore Maccioni, «sarà completata a giorni»
martedì 13 febbraio 2018 - Ore 17:51 - caricamento letture
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Da sinistra Massimo Palazzo, Alessandro Maccioni, Roberto Catalini, Giorgio Caraffa, Luigi Taccari, Nicola Battelli e Claudio Fiorani

 

di Federica Nardi

(foto di Fabio Falcioni)

Farmaci salvavita che provocano l’osteoporosi. È questo il problema di molte donne operate di tumore al seno che dopo il calvario della terapia si trovano a fare i conti anche con le ossa a rischio frattura. Ma adesso, grazie al percorso ideato dall’Area vasta 3, queste donne non solo potranno diagnosticare in tempo l’osteoporosi grazie a un macchinario all’avanguardia ma saranno prese direttamente in carico dai medici curanti, risparmiandosi telefonate e file al cup.

Presentato questa mattina, Amos, (acronimo che indica l’Ambulatorio maceratese osteoporosi) è frutto di un lavoro di squadra che va ad aggiungere un tassello alla Breast unit dell’ospedale di Macerata. Un team che unisce chirurgia, radiologia, riabilitazione e oncologia. Ecco come funziona: la paziente, dopo l’operazione, in caso debba utilizzare farmaci cosiddetti inibitori dell’aromatasi (che sono quelli che aumentano la possibilità di sopravvivere, ma anche il rischio di osteoporosi), viene presa in carico dall’oncologo che prescrive direttamente gli esami necessari. A rendere possibile la prevenzione dell’osteoporosi è un macchinario chiamato Dexa, in dotazione nell’ex ospedale di Treia, che rivoluziona la diagnosi di una malattia che non dà sintomi finché non si manifesta con una frattura. Questo apparecchio invece riesce a capire, tempo prima, se la malattia si sta manifestando.

Ma non è l’unica novità per un settore che a Macerata accoglie donne anche da fuori regione. «Stiamo rinnovando tutti i mammografi – aggiunge il direttore d’Area vasta 3 Alessandro Maccioni -. Ogni struttura ne avrà uno nuovo: Macerata, Civitanova, Tolentino (nell’ex farmacia che sarà completata a giorni), San Severino». Insomma quell’idea di sanità «che parte dal territorio – prosegue Maccioni – e che non si concentra solo sulla medicina per acuti in ospedale». In arrivo a Macerata anche la tomosintesi. Un apparecchio che, spiega il direttore di oncologia Nicola Battelli, «permette di effettuare scansioni tipo tac, in grado di individuare anche piccoli tumori». Il direttore sanitario Massimo Palazzo spiega inoltre che è già a disposizione un tavolo stereotassico. «Un tavolo speciale che rende più facile l’accesso al punto per l’esame istologico».

Alla presentazione di questa mattina anche Roberto Catalini, primario di Medicina, Giorgio Caraffa, responsabile della Riabilitazione (che ha sede a Treia), Luigi Taccari, primario di Radiologia, Claudio Fiorani, responsabile del percorso di riabilitazione e Maria Donata Mancinelli, delle cure intermedie di Treia.

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