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“Immigrazia” e utero in affitto:
il Povia-Amato pensiero si fa show
(Video)

CIVITANOVA - Serata del Popolo della famiglia al ristorante Orso. Nessuna contestazione dopo le minacce sul web, servizio d'ordine rinforzato all'esterno
martedì 13 febbraio 2018 - Ore 16:17 - caricamento letture
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di Laura Boccanera

(foto Federico De Marco)

Nessuna contestazione al concerto show dell’inedita coppia Amato-Povia. Ieri sera al ristorante Orso di Civitanova con un servizio di sicurezza rinforzato si è svolta l’iniziatica organizzata dal Popolo della Famiglia. Una nuova forma di catechesi che attraverso le citazioni, le canzoni di Povia e la dialettica dell’avvocato propone l’Amato pensiero sul concetto di famiglia. E si parte proprio dal problema principale dell’Italia secondo il responsabile nazionale del Pdf, ovvero il calo delle nascite a cui corrisponde «la sostituzione degli italiani con gli immigrati, nel 2050 saranno 40 milioni in Italia».

E Povia ha attaccato il repertorio: si è cominciato con “Invertiamo la rotta” e si è continuato con l’ultimo brano “Immigrazìa”: «L’hanno escluso a Sanremo, chissà perché – dice Povia – dopo “Luca era gay” mi hanno chiuso le porte della musica italiana».  «L’immigrazia è una follia voluta da chi vuole che tu vada via – recita il ritornello – Immigrazia portami via che per mandare avanti il Pil vogliono i nuovi schiavi qui. C’è un disegno molto chiaro, il potere del denaro con la scusa del razzismo vuole fare fuori l’italiano». E dopo l’immigrazione è partito il concetto della famiglia che per Amato è naturale e non culturale e a sostegno di questo mostra la foto di 4 scheletri, un uomo, una donna e due bambini morti abbracciati dalla preistoria. E poi la famiglia nella Torah, in Aristotele e Cicerone che la considerava il nucleo della società. E poi il repertorio già noto su unioni di fatto: «Sono state un flop, per 2800 coppie il Parlamento è rimasto fermo per mesi quando per 14 milioni di coppie sposate in chiesa o in Comune non è stato fatto nulla. Le unioni civili sono costate 130 milioni». E poi ancora il gender, la fecondazione artificiale e la pratica dell’utero in affitto. Circa 150 i presenti alla serata che si è svolta senza alcuna contestazione. Sul web erano apparsi messaggi che il partito ha ritenuto minacciosi (tanto che è stata sporta denuncia) e che ipotizzavano la presenza organizzata all’esterno di detrattori.

 

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