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Pamela, lo scempio sul terrazzo
Fissate le udienze di convalida

ORRORE A MACERATA - Cinque ore di sopralluogo dei Ris. La posizione del quarto indagato sarebbe al vaglio ma gli inquirenti sarebbero propensi ad escluderne coinvolgimenti nel delitto della 18enne romana. Domani nuovi accertamenti
lunedì 12 febbraio 2018 - Ore 20:18 - caricamento letture
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I Ris dopo i rilievi nella casa di via Spalato

di Gianluca Ginella

Le orribili mutilazioni sul corpo di Pamela sarebbero state fatte sul terrazzo della casa di via Spalato. Questo emerge dagli accertamenti dei Ris di Roma svolti nell’appartamento dove viveva uno degli indagati, Innocent Oseghale. Trovate tracce ematiche (con il luminol) anche sotto ad un divano. Sul quarto indagato emerge che la sua posizione sarebbe semplicemente al vaglio ma al momento gli investigatori tenderebbero ad escludere un suo coinvolgimento nell’omicidio.

Una terrazza di 40 metri quadrati al riparo dagli sguardi: è lì che sarebbe stato fatto a pezzi il corpo di Pamela Mastropietro, la 18enne di Roma che il 29 gennaio scorso si era allontanata dalla comunità Pars di Corridonia, in base alla quantità di tracce ematiche rilevate grazie al luminol. Chi ha agito lo ha fatto sapendo che nessuno poteva vedere perché intorno non ci sono finestre. Nel terrazzo ci sono un tombino, al centro, e un sifone con la pompa che sarebbe stato usato per pulire il sangue durante le orribili mutilazioni praticate dalla mano di una persona esperta sul corpo della 18enne. Che sia stato fatto tutto lì emerge dai rilievi del Ris di Roma che oggi è tornato per raccogliere altre impronte digitali, in punti dove non erano state prese, impronte plantari (possibile che chi ha fatto a pezzi la ragazza abbia lasciato un’orma nel sangue), campioni biologici.

Diverse tracce ematiche sono state trovate nel soggiorno di casa, anche sotto ad un divano, e pure nella lavatrice dove sarebbero stati lavati i vestiti sporchi di sangue. Gli accertamenti sono iniziati alle 11,30 e proseguiti sino alle 16,30. Presenti anche i legali dei tre fermati: gli avvocati Giuseppe Lupi, Gianfranco Borgani e Elisa Ciciriello (in sostituzione di Monia Fabiani, arrivata in un secondo momento). «Secondo la perizia quello fatto sul corpo della ragazza è opera di un macabro chirurgo e non trova riscontro nel profilo del mio assistito – dice l’avvocato Borgani che difende Desmond Lucky, 22 anni, che in Nigeria faceva il fabbro –, anzi penso che chi ha fatto questo potrebbe essere ancora libero». Oggi è emerso che c’è un quarto nigeriano indagato. Ma al momento sembra che gli inquirenti tendano ad escludere che sia coinvolto nell’omicidio, vogliono svolgere un accertamento plantare, che sarà fatto domani alle 14. A connetterlo con gli atri 3 indagati (l’ultimo è Lucky Awelima, 27) ci sarebbero i tabulati telefonici. La sua iscrizione nel registro degli indagati è un atto dovuto per poter svolgere gli accertamenti.

Domani proseguono le indagini anche sugli altri 3 indagati. Al carcere di Montacuto di Ancona, alle 14, si svolgeranno le udienze di convalida dei fermi di Lucky e Awelima, alle 9 invece rilievi sulla Opel Meriva del camerunense che ha portato Oseghale a Casette Verdini di Pollenza con i trolley. Poi alle 12 conferimento di incarico a Luca Russo per ulteriori analisi sui cellulari degli indagati. Alle 14 sarà rilevata l’impronta plantare del quarto indagato, alle 17 medesimo rilievo sarà fatto per Desmond Lucky.

(Nelle foto di Fabio Falcioni i rilievi effettuati oggi dai Ris in via Spalato)

 

L’avvocato Elisa Ciciriello

 

L’avvocato Gianfranco Borgani

Lucky Awelima

Innocent Oseghale

Desmond Lucky

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