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Il caso Oseghale finisce in assise

DUE INTERROGAZIONI del centrodestra. La prima per fare chiarezza sul percorso di accoglienza dell'uomo accusato dell'omicidio di Pamela Mastropietro, la seconda sul negozio etnico di via Morbiducci che si è trasferito in viale Carradori creando problemi ai residenti
lunedì 12 febbraio 2018 - Ore 12:55 - caricamento letture
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Innocent Oseghale

 

Da dove viene, com’è arrivato a Macerata, chi si è occupato della sua integrazione e perché è stato allontanato dal progetto “Macerata accoglie”. Ma soprattutto chi si è interessato di che fine avrebbe fatto dopo. Il caso di Innocent Oseghale, accusato di omicidio, occultamento e vilipendio di cadavere nella terribile morte di Pamela Mastropietro, finisce in Consiglio comunale. L’uomo, 29enne nigeriano, era stato arrestato nei primi mesi del 2017 per spaccio ai Giardini Diaz e aveva il permesso di soggiorno scaduto. Nonostante questo viveva ancora in città, in via Spalato. L’interrogazione, che aprirà l’assise giovedì prossimo, è firmata da 6 consiglieri di centro destra (Andrea Marchiori, Riccardo Sacchi, Paolo Renna, Maurizio Mosca, Gabriele Mincio e Francesco Luciani). Sempre a firma degli stessi consiglieri (tranne Luciani) anche un’altra interrogazione sul negozio etnico che da via Morbiducci si è trasferito in viale Carradori. Là, com’era successo nella sede precedente, i residenti non si sentono più al sicuro. «Hanno addirittura paura di uscire la sera – dicono i consiglieri nell’interrogazione – Ogni settimana si verificano episodi deprecabili».

I firmatari dell’interrogazione

Le richieste sul caso Oseghale. In primis, chiedono i consiglieri se «risulta che Oseghale sia stato inserito nel progetto Sprar MacerataAccoglie e assegnato al Gus o ad altra associazione operante nel territorio comunale». E poi «in che data ha fatto ingresso in Italia, a seguito di quale percorso è giunto a Macerata ed in che data è stato inserito nel progetto di accoglienza. Sempre in caso di risposta affermativa al primo quesito, in che data è stato escluso e per quali motivazioni, nonché a quali specifiche attività di integrazione ha partecipato. Nel caso in cui sia stato escluso dal progetto di accoglienza o lo abbia terminato, se l’ente titolare del progetto e l’associazione che lo gestisce ha proseguito a interessarsi dell’inclusione del soggetto e in che modo. In ogni caso, quanti soggetti hanno fino a ora beneficiato del protocollo d’intesa tra Comune, Gus e dipartimento di Dipendenze patologiche per la cura dovuta all’abuso o dipendenza da sostanze alcoliche o stupefacenti».

(Fe. Nar.)

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