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Protesta dei terremotati
alla cerimonia per la nuova scuola:
«Non siamo degli abusivi» (foto)

CALDAROLA - Oggi la posa della prima pietra. Assente il commissario De Micheli per un impegno improvviso. Il comitato "La terra trema, noi no" lamenta che con il caso delle casette provvisorie dal primo febbraio 1.200 non sono in regola. Il sindaco Giuseppetti invece ha sottolineato che va ridotto il cratere
venerdì 2 febbraio 2018 - Ore 19:06 - caricamento letture
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La protesta al momento della consegna delle casette

 

di Monia Orazi

Alla posa della prima pietra simbolica per la nuova scuola di Caldarola, dono dei soci Coop e di tredici associazioni consumatori, il commissario alla ricostruzione Paola De Micheli non si è presentata, ma i terremotati hanno manifestato con cartelli e striscioni “Non siamo abusivi siamo terremotati. Terremotati sì, perseguitati no”, all’interno della sala polivalente Tonelli. Chiaro il riferimento al caso delle casette provvisorie, che dal primo febbraio hanno fatto diventare abusive 1.200 persone. «Mi ha chiamato dicendo di avere avuto all’ultimo minuto una chiamata istituzionale – ha detto il sindaco di Caldarola, Luca Maria Giuseppetti -, questa non può essere la giornata degli sfoghi, è una giornata di festa, un giorno diverso in cui parliamo del nostro patrimonio più prezioso, i giovani. De Micheli è responsabile di quello che fa, se non è voluta venire o altro chiedete a lei. Voglio che la nuova scuola sia pronta entro fine luglio per poter iniziare il nuovo anno scolastico, se entro settembre ancora non c’è, faccio come Napoleone a Waterloo: non torno indietro. Ho protestato, chiedo di restringere il cratere e dirottare fondi sui comuni più danneggiati, sennò non ripartono». 

A seguire in rappresentanza dei terremotati ha preso la parola Diego Camillozzi dell’associazione La terra trema noi no: «Ogni volta che si inaugurano le casette sorridete tutti contenti, invece le cose non vanno bene, i sindaci devono essere parte attiva della nostra protesta. Non volevamo rovinare la festa a nessuno, aspetteremo il commissario in altro luogo. C’è un’esigenza concreta ed il governo deve prenderne atto, già a settembre abbiamo chiesto una proroga». Sono stati i bambini della quinta elementare a cantare in coro “Benvenuta nuova scuola”, dopo aver letto un messaggio in cui parlano dei ricordi e delle emozioni vissute tra le vecchie mura sbriciolate dal terremoto, la speranza di vedere presto il nuovo edificio colorato, bello, spazioso e sicuro. Grazie alla donazione della Legacoop e dei consumatori sono stati raccolti due milioni e 750mila euro, per un edificio che sorgerà al posto della vecchia struttura, vecchia di un secolo, ormai demolita. La nuova avrà un cuore d’acciaio, ospiterà 250 alunni, tre classi di materna al piano terra, due della primaria al pianterreno e altre tre al primo piano, sarà antisismica, riscaldamento e ventilazione sotto al pavimento, per 1.700 metri quadrati di superficie. Ci saranno auditorium da cento posti, spazi di connessione con grandi vetrate, aula informatica e grafica, biblioteca. Il progetto è dello Iuav di Venezia. Sarà intitolata a Simone De Magistris, come la vecchia sede.

«La scuola è il cuore del futuro di un paese, gli studenti di oggi faranno il sindaco, la mamma, i manifestanti, per questo abbiamo dato priorità alle scuole, fanno ripartire il futuro di una comunità», ha detto Luca Ceriscioli, presidente della Regione accompagnato dall’assessore Angelo Sciapichetti. Il cantiere per la costruzione è già operativo, la scuola sarà costruita dal consorzio Integra. Al termine dell’incontro il commissario De Micheli ha fatto sapere che incontrerà una delegazione di terremotati il prossimo 7 febbraio alle 15 a Roma. In una nota il sindaco di Camerino, Gianluca Pasqui, che sarebbe dovuto intervenire con altri alla manifestazione, ha reso nota la risposta della De Micheli, che oltre a ribadire che il parlamento è sciolto afferma che non è stata mai «proposta l’idea di introdurre per i manufatti precari una deroga indiscriminata alle vigenti normative urbanistiche. Questo soprattutto tenendo conto dei tempi prevedibilmente non brevi della eventuale permanenza in loco di edifici privi dei requisiti minimi di sicurezza (con gli intuibili rischi in caso di nuove scosse) nonché inadeguati dal punto di vista igienico-sanitario (il che, a tacer d’altro, non gioverebbe al decoro e al rilancio dei territori interessati». Alla conferenza stampa sono intervenuti per Legacoop Gianfranco Alleruzzo, Dora Iacobelli, Enrico Quarella, Adriana Zagarese di Integra. Per i terremotati ha aggiunto Leonardo Craglia: «Qualcuno ha detto che siamo aggressivi ed è stato fatto un tam tam sui social, ma non è così, c’è gente che non ha più nulla e non sa dove andare, noi chiediamo una proroga».

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