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Sondaggio collegi Camera:
testa a testa in tutta la regione

VOTO - La simulazione fatta da Repubblica fotografa una situazione di incertezza al via della campagna elettorale
giovedì 1 febbraio 2018 - Ore 15:28 - caricamento letture
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La simulazione di Repubblica

 

Sarebbero tutti contendibili i sei collegi uninominale per la Camera in vista delle elezioni politiche del 4 marzo. Lo evidenzia un sondaggio pubblicato oggi su “Repubblica” in cui è il centrodestra che prevarrebbe in 3 di questi mentre alla colazione guidata dal Pd andrebbero gli altri con il M5s al terzo posto ma distante pochi punti percentuali. Nel dettaglio il collegio maceratese nella elaborazione fatta dal quotidiano romano vede in testa il candidato della Lega Tullio Patassini stimato al 33%, davanti a Flavio Corradini per il Pd con il 30% e Daniela Tisi per i 5Stelle con il 28%. Non sono evidenziati gli altri candidati a cui rimarrebbe un 9% residuo. Nel collegio di Civitanova ancora la lega al comando con il candidato Giuseppe Cognigni al 33%, Paolo Petrini per il Pd al 28% alla pari con Mirella Emiliozzi del M5s. Ad Ancona in testa con il maggior margine il deputato uscente del Pd Emanuele Lodolini  al 33% contro il 28% di Laura Schiavo di Fdi e il 27% di Patrizia Terzoni dei 5Stelle. A Fano Camilla Fabbri (Pd) al 32% con Elisabetta Foschi (Forza Italia) al 29% e Maurizio Cattoi (M5s) al 28%. Ad Ascoli Marco Fioravanti (Fratelli d’Italia) al 33%, Antimo Di Francesco (Pd) al 29% e Roberto Cataldi (M5s) al 27%. Non è “blindato” neanche il ministro Marco Minniti a Pesaro al 33% seguito da Anna Maria Renzoni Bezziccheri (Forza Italia) con il 29%  ed Andrea Cecconi (M5s) con il 28%.

Situazione dunque fluida alla partenza ufficiale della campagna elettorale secondo la simulazione fatta per “Repubblica”  da Salvatore Vassallo, ordinario di Scienza politica all’università di Bologna. Sondaggi che vanno presi come sempre con beneficio di inventario anche perchè il margine di errore si eleva su un campione che non è nazionale ma riferito ai singoli collegi. Il trend segnala comunque una battaglia all’ultimo voto che coinvolge anche il risultato generale delle liste dei singoli partiti agganciati nei collegi plurinominali. Ricordiamo infatti che la scheda è unica e non è ammesso il voto disgiunto.

 

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