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Carancini: «Spero che la città sia lucida
e non si lasci schiacciare dall’odio»

ORRORE A MACERATA - Sgomento, paura e inquietudine in via Spalato e non solo per l'efferato delitto di Pamela Mastropietro. Il sindaco si appella al senso di civiltà «che da sempre contraddistingue questa comunità». Fabio Pistarelli, vive nella palazzina accanto a quella dove è stato arrestato il presunto omicida: «Con grande rispetto per il dolore, chi stiamo facendo venire?»
giovedì 1 febbraio 2018 - Ore 20:47 - caricamento letture
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Gli accertamenti nella palazzina di via Spalato

 

Omicidio di Pamela Mastropietro, il sindaco di Macerata Romano Carancini invita la città a non farsi schiacciare dall’odio. Una tragedia come quella che ha interessato la nostra provincia e il capoluogo in particolare, dove un intero quartiere ha scoperto che i segreti di un efferato delitto probabilmente sono nascosti nell’appartamento di un insospettabile palazzo, non può lasciare indifferenti. Inevitabile lo sgomento e la sorpresa di chi è nato e cresciuto in via Spalato (guarda le interviste ai residenti), dove vive il ragazzo arrestato con l’accusa di omicidio e dove probabilmente la 18enne ha passato le sue ultime ore di vita prima di essere barbaramente fatta a pezzi. Normale anche che la tranquillità lasci il passo a una sorta di inquietudine generalizzata. E’ in questo contesto che il primo cittadino si appella al senso di civiltà.

Romano Carancini

«Ora sento solo l’esigenza di esprimere e manifestare pubblicamente la vicinanza alla famiglia di Pamela personalmente e a nome della comunità di Macerata – ha commentato Carancini -. Il rispetto per la tragedia, il dolore della famiglia e l’orrore per la crudeltà del fatto mi inducono al silenzio. Spero tanto però che la nostra città sappia essere in questo momento allo stesso modo discreta, equilibrata, lucida e che mai perda il senso di civiltà e cittadinanza che da sempre la contraddistingue piuttosto che lasciarsi schiacciare dall’odio».

Torna invece sul problema dell’accoglienza Fabio Pistarelli, ex candidato sindaco, che vive proprio in via Spalato, proprio nella palazzina accanto dove è stato arrestato il 29enne. «Premesso che è una vicenda tristissima, dolorosissima e assurda –  ha detto –  la questione è grossa, una storia di droga e di disagio personale e sociale. Con grande rispetto per il dolore, due riflessioni le dobbiamo fare: chi stiamo facendo venire qui in Italia?»

 

Fabio Pistarelli

 «Questa – continua Fabio Pistarelli – è l’ennesima riprova che l’immigrazione è incontrollata. Uno spacciatore, già arrestato e con permesso di soggiorno scaduto, che stava a fare ancora in Italia? Domande che ci dobbiamo porre perché tutto questo è avvenuto in una cittadina ritenuta tranquilla, in un quartiere che conosco bene perché ci abito ed è assolutamente fuori dal degrado. E’ avvenuto a Macerata quello che sta accadendo nelle grandi città e anche lungo la costa come a Porto Recanati e Civitanova. Sarà compito di consiglieri comunali e dell’amministrazione controllare i soggetti che si stanno occupando di accoglienza. Abito nella palazzina a fianco e non avevo mai visto quest’uomo. Mai visti strani movimenti. Ma mi chiedo come sia possibile che fosse ancora qui. Di sicuro negli ultimi tempi  in città si è vista una presenza più evidente di gruppetti di extracomunitari, soprattutto nella zona dei Giardini Diaz, dove tra l’altro da quanto leggo il nigeriano era già stato arrestato – conclude Pistarelli -. In tutto ciò un grazie alle forze dell’ordine che in meno di una giornata sono riusciti a individuare questa persona».

(redazione CM)

 

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