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Corradini, l’uomo di Renzi per il restyling
«Non mi interessano le correnti
ma chi lavora a testa bassa»

POLITICHE 2018 - L'ex rettore Unicam accoglie con entusiasmo l'ufficializzazione della sua candidatura: «Sono un uomo operativo, quando Renzi mi ha detto di voler dare dei messaggi positivi al Paese, far crescere il movimento progressista, allora ho accettato». Sara Giannini, la grande esclusa, commenta: «Il partito ha scelto altri, m'inchino al partito»
sabato 27 gennaio 2018 - Ore 17:23 - caricamento letture
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Flavio Corradini scende in campo

 

di Federica Nardi

«Mi impegnerò con tutte le forze e la passione e la determinazione del caso». Passata la lunga notte delle liste del Pd Flavio Corradini, ex rettore Unicam, scioglie così riserve e tensioni sulla sua candidatura, ormai ufficiale. Inizialmente fatta fuori per far tornare i conti degli appetiti locali e regionali, Renzi ha gettato all’aria il manuale Cencelli e ha riservato per Corradini un posto in prima fila nella battaglia politica: il collegio uninominale alla Camera Macerata-Osimo. Stanotte, alle 4,30, sono state confermate tutte le anticipazioni date ieri da Cronache Macerates sui candidati dem in regione. Data per favorita, poi esclusa, Sara Giannini, che su Facebook risponde così a un commentatore in calce all’articolo di Cronache: «Gli elettori non mi hanno mai scartato. In ogni elezione con le preferenze sono arrivata prima nella mia provincia e nel centro sinistra regionale. In quanto alla mia candidatura ho risposto alla richiesta di molti a dare la mia disponibilità. Il partito ha scelto altri, m’ inchino al partito». 

Mentre percorre la strada per andare a firmare l’accettazione, ad Ancona, Corradini, maceratese e docente di informatica, svela a Cm la gioia, le tensioni degli ultimi giorni, le aspettative e gli obiettivi condivisi con lo stesso segretario nazionale Matteo Renzi. «Sono contento – dice l’ex rettore – di essere figura trasversale che può rappresentare più sfaccettature della nostra società e lo farò per i nostri territori e per le nostre comunità».

Le sue impressioni a caldo?

«Sono felicissimo, abbiamo sciolto le riserve. Io sono sinceramente onorato di essere stato scelto per un ruolo così importante e come sempre nella mia vita mi impegnerò con tutte le forze e la passione e la determinazione del caso».

Si tratta di un segnale anche per la provincia colpita dal sisma?

«Penso che l’impegno che ho dedicato quando ero rettore a cercare di risolvere le questioni e trovare soluzioni efficaci per popolazioni colpite dal sisma sia stato determinante e apprezzato. In questo senso vorrei continuare a lavorare per accelerare l’impegno. Sono onorato di rappresentare il collegio dell’uninominale e sto predisponendo un’agenda fitta di impegni».

Renzi le ha telefonato?

«Con Renzi ci siamo sentiti più volte per cercare di ragionare sulla la mia disponibilità. Lui sa del mio impegno quando ero rettore sotto emergenza. Per un periodo è stato presidente del consiglio quindi avevamo avuto rapporti importanti. Ci eravamo incontrati di nuovo quando aveva fatto il giro con il treno Pd. Il feeling è piuttosto consolidato e si aspetta da me un lavoro impegnativo. Avendomi inserito in questo contesto dell’uninominale bisogna lavorare con tutte le forze della coalizione. Sono contento anche di essere figura trasversale che può rappresentare più sfaccettature della nostra società e lo farò per i nostri territori e per le nostre comunità».

Una candidatura che supera le correnti?

«Delle correnti, onestamente, non mi importa. Per questo dico spero di essere una figura trasversale. Proprio per superare questi ragionamenti qui. Non abbiamo bisogno della corrente, noi abbiamo bisogno di persone che si mettono lì a testa china a lavorare. Renzi stesso mi ha definito un uomo della società civile».

La sua candidatura è stata in ballo per diversi giorni

«Stanotte è stata lunga. Hanno deliberato alle 4,30. Io ero in attesa di sapere non solo sulla mia persona. Io volevo capire se il Partito democratico aveva intenzione di fare qualcosa di nuovo oppure no. Se si fosse trattato di accontentare tutti non mi sarebbe interessata la candidatura. Invece Renzi mi ha fatto capire di voler fare una cosa interessante, fresca, di rinnovamento. Io sono un uomo operativo, quindi quando lui mi ha detto voglio dare dei messaggi positivi al Paese, far crescere il movimento progressista, allora ho accettato. Sono contento di far parte di questo rinnovamento. Sono sicuro che, indipendentemente da come andranno le elezioni, sarà qualcosa che andrà oltre le politiche del 2018. In altro modo non mi sarebbe interessata la questione».

IL QUADRO  DELLE CANDIDATURE – Per il Senato saranno in lista all’uninominale Camilla Fabbri (Senato Marche 3), Piergiorgio Carrescia (Senato Marche 2) e Antimo Di Francesco (Senato Marche 1), mentre al collegio unico plurinominale capolista Francesco Verducci seguito da Irene Manzi e dallo stesso Piergiorgio Carrescia. Alla Camera i 6 collegi uninominali dovrebbero assegnati al ministro Marco Minniti (6 Pesaro-Urbino) al verde Angelo Bonelli (5 Fano-Senigallia), Emanuele Lodolini (4 Ancona), l’ex rettore di Camerino Flavio Corradini (3 Macerata-Osimo), Paolo Petrini (2 Civitanova-Fermo) eD Emanuela Di Cintio (1 Ascoli) mentre al plurinominale il premier Paolo Gentiloni sarà capolista a Marche sud e Alessia Morani capolista a Marche nord. Dietro Gentiloni Marianna Madia e poi il renziano Mario Morgoni (che avrebbe dunque possibilità di essere rieletto essendo il primo nome marchigiano) e Margherita Sorge, mentre dietro la vicecapogruppo dem Alessia Morani trovano posto il segretario regionale Francesco Comi, Sabrina Sartini e Cristian Fanesi.

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