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Camerino, il valzer delle aree sae:
oltre 300 famiglie ancora in attesa

SISMA - A quindici mesi dalle scosse di terremoto che hanno reso un deserto il centro storico, nessuna casetta è stata consegnata. Tra ordinanze emesse e revocate e cantieri abbandonati, ecco il cronoprogramma degli atti comunali. Il sindaco incontra la cittadinanza per fornire le risposte
giovedì 25 gennaio 2018 - Ore 14:57 - caricamento letture
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Alcune Sae a Vallicelle

 

di Monia Orazi

A quindici mesi dalle scosse di terremoto che hanno reso un deserto il centro storico di Camerino, nessuna casetta è stata consegnata alle oltre trecento famiglie in attesa. Il sindaco ha reso noto che 118 sono pronte, ma che mancano i lavori di urbanizzazione. In altre zone come Vallicelle il cantiere era fermo da dieci giorni, ad inizio gennaio risultava fermo il cantiere di Piegusciano, mentre a Sant’Erasmo i lavori non sono mai partiti. Questa sera alle 21 il sindaco Gianluca Pasqui, nell’incontro pubblico al polo scolastico, risponderà ai cittadini, che si chiedono quando saranno consegnate le casette. Ecco il cronoprogramma degli atti con cui il Comune ha individuato ed occupato le aree.

 

Una recente riunione a Camerino

INDIVIDUAZIONE DELLE AREE –  Il Comune ha individuato ben 34 aree dove poter mettere le sae e due zone per le attività produttive, quelle già esitenti e pronte a Vallicelle e San Paolo, la prima in cui sono già state delocalizzate le attività commerciali del Vallicenter, la seconda con gli esercizi commerciali del City Park, nella tensostruttura provvisoria in una zona adiacente. Nella delibera di giunta, risalente al 10 marzo 2017, ma pubblicata soltanto il 24 agosto 2017, sono indicate due possibili aree sae a Rio per un totale di 35mila metri quadrati, una a I Ponti da 80.918 metri quadrati, una in via Le Mosse da 2.300 metri quadrati, due le aree individuate in zona le Cortine per 16mila metri una e 69mila l’altra, cinque le aree individuate a Vallicelle per complessivi 54mila metri quadrati, oltre ad una da 10.300 metri quadrati per l’area container. Doppia la zona individuata a Camerino 2, una da 23.400 metri quadrati e l’altra la lottizzazione Laricini da 32mila metri quadrati. Due le aree in zona Le Caselle per oltre 64mila metri quadrati complessivi, a cui aggiungere le tre aree di San Paolo per 76.300 metri quadrati, oltre agli 8.400 metri per la viabilità di accesso alla zona delle casette, sempre a San Paolo. Disponibili 81mila metri quadrati a Montagnano, tre le zone molto estese disponibili in zona Le Calvie, una da oltre 119mila metri quadrati, 11.200 nella zona accanto alla piscina e 41.700 metri nella zona adiacente gli impianti universitari. Poi seguono le aree delle frazioni ad Arcofiato un migliaio di metri quadrati, Pozzuolo 2.100 metri quadrati, 5.300 metri a Sant’Erasmo, 2.200 a Mergnano San Savino, cifra simile a Mistrano, tre aree a Piegusciano per circa 8mila metri quadrati, 5.200 a Varano e 3.400 a Morro. Le aree proposte dal Comune sono state poi sottoposte alla valutazione di idoneità della Regione.

VALLICELLE PRIMA AD ESSERE OCCUPATA – E’ Vallicelle, di recente salita alla ribalta perché il cantiere risulta abbandonato, la prima area sae ad essere occupata con il decreto firmato dal sindaco e pubblicato all’Albo pretorio comunale, il 15 marzo 2017, una zona di 8.475 metri quadrati, di proprietà di due diverse famiglie, Balsametti e Balzametti. La zona più grande, quella delle Cortine, viene occupata il 4 aprile, si tratta di 69.343 metri quadrati di proprietà delle società immobiliari Riano 74, Eled, Boldrini costruzioni e famiglia Bottega. A Vallicelle, dove l’area individuata per le sae è la stessa destinata alla costruzione del centro socio sanitario per anziani donato dalla Croce Rossa, si occupano a metà maggio 2017, due nuove aree. Il 15 maggio 4.200 metri della Tramoter appalti a Vallicelle 3, il 17 maggio a Vallicelle 4 3.239 metri della famiglia Martella.

LE AREE SCELTE PER LE FRAZIONI –  A giugno partono i decreti di occupazione di urgenza per le frazioni. Il sei giugno prima ordinanza per Arcofiato, poco più di mille metri quadrati a proprietà Strappaveccia. Il sei giugno prima ordinanza per Mergnano San Savino, 2.200 metri quadrati a proprietà Tavoloni e in parte dell’Istituto diocesano sostentamento clero. Altre due ordinanze il sei giugno: la prima per Piegusciano, la zona interessata da una frana della strada, dove ad inizio gennaio i lavori erano fermi, 2.600 metri quadrati di proprietà Conforti, Grasselli, Micozzi. I 5.300 metri di Sant’Erasmo sono di proprietà della famiglia Gentili. Il primo luglio si decreta l’occupazione di San Paolo, per 38.100 metri quadrati, area della Provincia di Macerata, famiglie Carradori, Cingolani, Marchetti, Pelagaggi, Giacchetti e Stramacci e di 8.410 metri quadrati per la viabilità d’accesso alla zona delle casette, zone della Provincia, famiglie Moriconi e Carradori.

Gianluca Pasqui

IL VALZER DELLE ORDINANZE – In ben quattro occasioni, l’amministrazione comunale revoca alcune ordinanze già emesse, emanando altri decreti di occupazione d’urgenza. Il 10 agosto il Comune revoca l’ordinanza già emessa per Arcofiato, perché serve una zona più ampia, in quanto sono aumentate le sae, dunque si occupano 10mila metri quadrati di proprietà Strappaveccia. L’11 agosto si revoca Mergnano San Savino, per la necessità di riposizionare le sae più a monte, rispetto alla zona prima individuata, allontanandole dalla scarpata sopra la viabilità comunale, si occupano 5mila metri, di proprietà Tavoloni e Claudi. Il 30 agosto si occupa la zona Varano per 2.380metri quadrati, di proprietà Nalli, Marchionni, Buldorini. Soltanto sei giorni dopo, il 6 settembre si revoca Varano, perché uno dei proprietari chiede di lasciare libero l’accesso ad un fondo agricolo, dunque l’area da occupare si sposta più a monte e diventa di 2.917 metri quadrati, proprietà Nalli e Buldorini. Seconda revoca, venti giorni dopo, il 25 settembre, per la zona di Mergnano San Savino, per le osservazioni di uno dei proprietari, si prende una zona unica di proprietà Tavoloni, di 6.100 metri quadrati. Il 16 ottobre c’è l’integrazione al decreto di occupazione di Piegusciano, perché il layout delle sae approvato dalla Regione, fa capire che serve una zona più ampia, si prendono 4.910metri quadrati. Nel tempo aumentano le richieste delle sae, così si prevede una zona di ampliamento in località Le Cortine, occupata con decreto il 16 novembre scorso, si prendono 22.500 metri quadrati, per la quasi totalità delle famiglie Malasisi, Bartocci, in piccola parte Boldrini costruzioni. Ultima occupazione poco più di venti giorni fa, il 2 gennaio, il Comune decreta di occupare altri 9.183 metri quadrati, nella zona Le Cortine ampliamento, con la motivazione che in prossimità a servizio della zona sae manca un comune spazio di aggregazione, per cui si possa usare l’eventuale spazio per eventuali attrezzature collettive in donazione.

 

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