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Flop del villaggio di Natale
«Musica disco e nessun evento»
Una commerciante: «Incasso più a Visso»

CIVITANOVA - Gli espositori si accusano tra di loro: «Le casette chiuse all'origine dell'insuccesso». Manuela Aldrovandi: «E' andata male, sono abituata ad altri incassi, l'organizzazione e il Comune hanno mancato in qualcosa». L'organizzatore, Marinsaldi, chiama a rispondere delle proprie responsabilità l'assessorato di Borroni. Bocciato il luna park e pista sul ghiaccio relegata a intrattenimento secondario
venerdì 5 gennaio 2018 - Ore 18:20 - caricamento letture
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Il villaggio di Natale

 

 

di Laura Boccanera

 (foto di Federico De Marco)

Male gli incassi, male le presenze. Alla vigilia della chiusura il villaggio di Natale di Civitanova non ha riscosso il successo sperato. La nuova location al Lido Cluana, insieme all’assenza di intrattenimento (un luna park poco natalizio con musica disco e latino americana) e una pista di pattinaggio sul ghiaccio relegata di lato e quasi invisibile, hanno decretato la stroncatura di pubblico che si è tradotta in flop anche di incassi. Tanto che rispetto al contratto stipulato con le 15 bancarelle presenti l’organizzatore ha rivisto al ribasso, riducendo di oltre la metà, il costo delle casette per un totale di 300 euro invece che mille. Un modo per venire incontro all’insoddisfazione degli espositori che si è resa palese anche ieri tramite social con un post di una commerciante, Laura Sisti, che ha attribuito l’insuccesso del villaggio ai “colleghi” delle prime 4 bancarelle che si affacciano sul viale: «io sono stata qui sempre, con la pioggia e con il sole, non mi interessa la politica e non voglio fare polemica, ma se le prime 4 casette sono sempre chiuse è ovvio che la gente abbia pensato che qui non c’era nulla. Ho preso la casetta e sono venuta da L’Aquila appositamente – ha riferito la Sisti –  Noi qui non abbiamo avuto visibilità, eravamo stretti di là dal luna park che ha bloccato ogni visuale, di qua le casette chiuse e nessuna penale da contratto che li obbligasse a tenere aperto, hanno danneggiato tutto il villaggio. Alla fine ci abbiamo rimesso».

Emanuela Aldrovandi

Stesse valutazioni anche per Manuela Aldrovandi e Annalisa Rocco dirimpettaie di casetta: «noi abbiamo aperto sempre e tutte le mattine era tutto chiuso, abbiamo sollecitato tramite l’organizzatore gli altri espositori per tenere aperto, ma ognuno aveva la sua motivazione» spiega la Aldrovandi. «Io sono 7 anni che faccio mercatini – ha aggiunto Annalisa Rocco – qualcuno però qui l’ha preso come un gioco ed è andato anche a discapito nostro. Tante persone si sono lamentate di aver trovato chiuso. E’ andata male, sono abituata ad altri incassi, ma anche l’organizzazione e il Comune hanno mancato in qualcosa, non c’era la musica, non c’erano eventi. Ad Ascoli ad esempio ci sono tombole, spettacoli, animazione, befane».

Da parte sua l’organizzatore Alfio Marinsaldi ammette alcuni errori e lamenta l’assenza di coordinamento tra amministrazione e organizzazione del mercatino che ha prodotto un risultato d’insieme non efficace al clima natalizio. «Ho sbagliato a non prevedere una penale, era la prima volta che organizzavo una rassegna di mercatini che dura un mese e non c’ho pensato – dice Marinsaldi -. C’è stato qualcuno che ha avuto dei problemi e dopo il 24 non è potuto venire, altri che hanno ritenuto di rimanere a casa la mattina. Non è andata bene, ma non si può dire che i commercianti ci abbiano rimesso, capisco che si aspettavano molto di più, ma poi anche il maltempo non ci ha aiutato. E’ mancata un’organizzazione unanime da parte dell’assessorato, ci siamo ritrovati con il luna park e la pista di pattinaggio di lato. Ho dovuto organizzare e pagare io il Babbo Natale nella palazzina dove erano ospitati i presepi, così come la carrozza per l’inaugurazione. Sulla parte delle giostre non sono stato interpellato. Dal Comune mi aspettavo molto di più e invece ho dovuto fare tutto io e se non ci rimetto poco ci manca».

Alfio Marinsaldi

Il Comune ha stanziato 8mila euro per gli organizzatori del villaggio a fronte di un pagamento di 2.500 euro di tasse di occupazione di suolo pubblico. Non ci stanno però a passare da capro espiatorio i commercianti delle prime 4 casette di legno: «Il flop colpa nostra, scherziamo? – dice Marco Cervellini – Quando abbiamo stipulato il contratto ho spiegato che sarei rimasto fino al 24, poi mio cugino si era reso disponibile ad aprire la casetta nelle altre giornate, ma ha avuto un serio problema familiare e non ha potuto essere presente. Io personalmente sono stato sempre presente fino al 24 quindi ciò che dicono gli altri non è vero. Anche se ho incassato poco sono rimasto presente, non credo che due casette chiuse siano la causa di un insuccesso. Alcuni se è per questo erano chiusi anche prima di Natale. E poi che villaggio è con le giostre? Era il primo anno che partecipavo visto che gli anni precedenti godevo del via vai in corso Dalmazia (il laboratorio delle candele si trova proprio lì, ndr). Appreso che quest’anno lì non ci sarebbe stato il mercatino abbiamo preso la casetta. Abbiamo fatto di più come incassi a Montecosaro nel rapporto tra giorni lavorati e incasso. Cosa non ha funzionato secondo me? La gente non è abituata ad acquistare ai mercatini e poi mancava la musica natalizia».

Raman Maiznur

Bilancio negativo anche per Rosaria del Caffè Sibilla: «io ho fatto di più a Visso che qua – dice -, dire che è colpa di chi ha tenuto chiuso se non si è incassato mi sembra una scusa, la verità è che la gente non c’era e le bancarelle hanno preferito tenere chiuso. Io oltretutto dovevo fare cento chilometri al giorno e incastrare vari impegni. E’ il primo anno che lo faccio qui, lo scorso anno, forse complice anche la solidarietà per il terremoto, a Porto Sant’Elpidio ho lavorato sempre, una domenica in piazza qui a Civitanova che ci è stata offerta è stata strepitosa per cui le aspettative erano alte, sono molto delusa. E poi non è vero che sono stata sempre chiusa, di mattina non c’era nessuno, venivo di pomeriggio e il sabato mattina». Ha venduto bene i panettoni fino alla vigilia di Natale, ma non come sperato Giuseppina Enei da Corridonia: «Non mi dovrei arrabbiare perché era il primo anno, ma il movimento non c’è stato. La gente magari passava per passeggio, ma non comprava. Le cause non le so, i primi giorni è andato bene, ma poi tutto è scemato, nessuna attrazione, quelle due volte che c’era qualcosa la gente un po’ girava per un’oretta e poi il vuoto. Di fatto però non sembrava proprio un villaggio natalizio». Sempre presente anche Raman Maiznur, ha una bancarella di cover, la sua è l’ultima bancarella prima del luna park: «meglio di niente, ma ci abbiamo rimesso – sostiene -. L’anno scorso in corso Dalmazia è andato meglio, forse il prossimo anno migliorerà, la prima settimana abbiamo lavorato, poi tutto si è fermato».  Una stagione natalizia che è stata sottotono in tutto il centro nonostante l’eccitazione creata dalle palme osè che hanno infiammato i social, ma non si sono tradotte in un’attrazione tale da far arrivare gente.

ll villaggio di Natale

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