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«Il quinto lato della Quadrilatero
per rilanciare un entroterra devastato»

SISMA - La proposta di Massimo Testa, Ad di Acqua Nerea: collegare i piccoli centri maggiormente colpiti come Visso, Castelsantangelo e Ussita con l'opera viaria più imponente delle Marche
giovedì 28 dicembre 2017 - Ore 21:01 - caricamento letture
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Quadrilatero, il tratto di Serravalle

 

Il terremoto ha cambiato la vita di migliaia di persone, forse per sempre. Abitudini, prospettive e progetti per il futuro spazzati via in un colpo solo. E oggi a più di un anno dalle prime scosse ci si interroga su come rilanciare i territori martoriati dalle scosse. Una proposta arriva da Massimo Testa, residente a Visso e Ad di Acqua Nerea: quella di creare un quinto lato della Quadrilatero per collegare i comuni dell’entroterra maggiormente colpiti. Ecco il suo intervento.

Le casette a Visso

«Devo dire che il progetto Quadrilatero, ideato diversi anni fa, è un’opera viaria che lascerà un segno indelebile nei territori. In Abruzzo è stata realizzata circa 50 anni fa. Comunque, viene da dire, meglio tardi che mai. Siamo tutti soddisfatti di ciò. L’opera sta giungendo al traguardo. Finalmente le Marche e l’Umbria potranno parlarsi più da vicino. Sono molteplici gli interessi che muove l’asse viario. Finalmente l’interscambio di ogni genere di attività nelle due regioni è molto semplificato (l’Umbria ha il porto marittimo). La realizzazione dell’infrastruttura, definitivamente completata, realizzata nella parte finale, in periodo di fortissima crisi economica aiuterà a superare il difficile momento. Tutto il mondo imprenditoriale e la società civile avranno un miglioramento dello standard di vita nei territori interessati. E’ opinione di tutti che i benefici siano reali. Non possiamo disconoscerlo. La classe politica, di qualunque colore essa sia stata nei governi locali negli anni in cui l’opera è stata realizzata, è stata impegnata nel seguire le varie fasi della costruzione. Tutto bene quindi. Poi, il terremoto del 2016 e tutto è cambiato nella parte a monte dei territori interessati dall’asse viario, tanto che, oggi si intravvede la mancanza del “quinto lato” dell’opera.

Castelsantangelo

Vi domanderete cosa possa entrarci il quinto lato su un quadrilatero, in geometria si dovrebbe parlare di pentagono. Ebbene, proprio di questo voglio parlare, di un pentagono e non più di un quadrilatero, perché il sisma del 2016 , ha fatto sorgere l’esigenza del quinto lato da aggiungere, per il collegamento delle zone del vero cratere: Visso, Ussita e Castelsantangelo. Oggi più che mai l’esigenza è di estendere l’asse viario per costruire il quinto lato che abbracci queste località, che oltre ad essere state completamente distrutte, non avranno nessuna possibilità di rinascita al di fuori di un collegamento viario moderno. Questi territori, ricchi di storia, di monumenti, di cultura, di paesaggi unici al mondo per come i nostri avi li hanno saputi tramandare ai nostri giorni, intatti come madre natura li ha fatti, dovranno tornare ad essere fruiti da visitatori di tutto il mondo. Vedi le vallate di Ussita, Visso, Castelsantangelo, fino ad arrivare agli altipiani di Castelluccio di Norcia, dove la natura, ogni anno si manifesta ai visitatori con uno spettacolo floreale unico al mondo, che nessuno mai potrà copiare o portare via. Tutto questo, avrà un futuro se, come dicevo, ci sarà la possibilità concreta di realizzare un asse viario che faciliti l’accesso ai luoghi. Non è difficile trovare la soluzione. Esiste già l’asse viario Civitanova-Foligno via Colfiorito? Sì esiste. Bene. Allora costruiamo una bretella che da Visso si collega con Colfiorito, attraverso un breve tratto di galleria, ed ecco il quinto lato della quadrilatero che unisce in modo semplice ed in piena sicurezza i territori del cratere che altrimenti resteranno per sempre spopolati».

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