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Consegna Sae a Caldarola,
sfollati entrano a denti stretti:
«Sfidiamo un politico a vivere qui»

SISMA - Sono 41 le casette inaugurate nell'area di fronte agli impianti sportivi, come aveva denunciato il Comune ieri sono tutt'altro che pronte: sporcizia, prese dell'elettricità che non vanno, elettrodomestici assenti. Ma per chi da un anno e mezzo vive in albergo l'importante è varcare quelle soglie, nonostante tutto. Istituzioni non pervenute, alla cerimonia non erano state invitate. Il sindaco Giuseppetti: «Se qualcosa non va siamo qui. Questo è comunque un giorno positivo perché almeno 100 persone tornano e io posso riabbracciarle»
mercoledì 27 dicembre 2017 - Ore 13:40 - caricamento letture
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da Caldarola Federica Nardi

«Sfido un parlamentare a vivere qui. Ma va bene lo stesso». Enrico Palmioli è appena entrato nella sua nuova casetta a Caldarola. Una delle 41 consegnate oggi nell’area di fronte agli impianti sportivi. Indica i chiodi che sporgono dai battiscopa montati male. «Per terra è sporco, non c’è problema – aggiunge – puliremo noi. Io dico solo che con tutti i soldi spesi le cose vanno fatte bene». In altre Sae manca il frigo, i copri prese, alcuni scarichi non vanno. I tecnici di Arcale (il consorzio che ha vinto l’appalto della Protezione civile per realizzare le casette), sistemano una a una tutte le situazioni. Ci vorrà tempo ma dopo oltre un anno fuori casa per chi entra l’importante è varcare quella soglia, chiave in mano. «Manca il frigo ma noi entriamo comunque – dicono Enrico Giuseppetti e Angela Pelati – è un anno e mezzo che stiamo fuori in albergo». Il sindaco Luca Maria Giuseppetti placa i toni rispetto alla denuncia di ieri, quando il sopralluogo del Comune ha rivelato che l’area era tutt’altro che pronta per essere consegnata (leggi l’articolo). «Questo è l’ostacolo più grande – ha detto Giuseppetti – ma ce la faremo perché siamo una comunità unita. Se qualcosa non va siamo qui. Questo è comunque un giorno positivo perché almeno 100 persone tornano e io posso riabbracciarle».

 

Accanto all’area consegnata i lavori sono in corso per un’altra sessantina di casette. Consegna prevista per questi lotti, due in tutto, tra metà gennaio e febbraio. Dopo la benedizione e la consegna delle chiavi c’è fastidio per le cose che non vanno, per i lavori da finire, ma tra i bambini che scorrazzano lungo il viale e le famiglie che ritrovano, dopo l’esodo sulla costa, di nuovo il vicino di casa, l’aria è comunque di festa. Nessun rappresentante delle istituzioni presente, per volontà del sindaco che ha voluto evitare passerelle. L’area doveva essere consegnata a metà ottobre e arriva quindi con grande ritardo. A chiamare anche stamattina, dice il sindaco, è stata il commissario alla Ricostruzione Paola De Micheli per chiedere conto della situazione dopo la denuncia a tre voci di ieri. Problemi sulle aree consegnate ci sono stati infatti anche a Visso (leggi l’articolo) e Sarnano (leggi l’articolo). Oggi anche il sindaco di Castelsantangelo Mauro Falcucci ha annunciato che nelle condizioni in cui versa l’area Sae di Nocria non consegnerà le casette (leggi l’articolo).

 

 

 

 

 

 

 

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