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Pensierino di Natale

SACRA FAMIGLIA - "Non so come sia giustificabile quella dirigente scolastica che ha avuto l’idea di eliminare la parola Natale, sostituendola con una perifrasi per non turbare le coscienze laiche o di altre religioni"
lunedì 25 dicembre 2017 - Ore 12:50 - caricamento letture
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Donatella Donati

 

di Donatella Donati

In tutto il mondo e nella comunità internazionale orientata dagli scienziati e dagli storici, i secoli che trascorrono hanno un unico inizio, il giorno della nascita dell’innocente bambino sfuggito con la sua famiglia alla rabbia di Erode, una famiglia profuga che si rifugia in una misera stalla, dove Maria dà alla luce il suo bambino e che poi riesce a raggiungere il luogo dove essere salva, l’Egitto. Da quel giorno incomincia il conteggio del tempo che passa e degli anni che scorrono, da lì si conta il tempo dell’umanità e dell’universo. Una cosa eccezionale che tutta la comunità dei viventi forniti di ragione e volontà abbia accettato, con poche eccezioni, questo conteggio matematico unico e uguale per tutti per stabilire il procedere della storia. Questa è già cosa miracolosa, perché mentre i ritmi circadiani sono obbligati ad essere valutati in base ad un criterio oggettivo, quello dell’alternarsi della luce e del buio, il trascorrere della nostra vita e di quella di tutte le cose umane e celesti ha un solo inizio, il giorno della nascita di Gesù. Con questa riflessione si dà giustificazione di tutto quello che in occasione di questo giorno si fa nei modi più vari su tutta la terra. Nelle nostre scuole ad esempio tra dicembre e gennaio ci sono le vacanze di Natale e non so come sia giustificabile quella dirigente scolastica che ha avuto l’idea di eliminare la parola Natale, sostituendola con una perifrasi per non turbare le coscienze laiche o di altre religioni, quando lo stesso calendario scolastico usa i termini tradizionali, le vacanze natalizie e in seguito le vacanze pasquali .

Molto si è scritto in questi ultimi anni sull’evoluzione della lingua italiana e sicuramente la nostra ministra dell’istruzione saprà farsi consigliare per le prossime disposizioni da dare alle scuole a proposito della interruzione delle lezioni . Alla nostra ministra si possono suggerire le formule più varie per definire i giorni di chiusura della scuola: periodo di riposo, di riflessione, di divertimento, di gioco, di gratta e vinci e così via, eliminando drasticamente le parole ‘vacanze natalizie’ e ‘vacanze pasquali’ . Resta il fatto che agli studenti fa molto piacere avere dei giorni di vacanza e mi sembra simpatico riportare quello che alcuni giorni fa un professore di religione ha detto loro salutandoli il 7 dicembre : «Potete essere atei, agnostici o musulmani, il fatto è che se c’è il ‘ponte dell’Immacolata’ dovete tutti ringraziare la Madonna!». Anche se le nostre tradizioni cristiane affiorano ogni tanto non consideriamole turbative ma consolatorie soprattutto di tutti quanti oggi hanno bisogno di conforto, di amicizia e di solidarietà.

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