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Silenzio sulla Luzio e Natale povero,
il centro destra incalza il sindaco

SAN SEVERINO - Massimo Panicari: «A luglio ci era stato detto che per la nuova scuola era stata trovata l'area, ma da allora non sappiamo più niente. Sulle 103 sae siamo in alto mare». Poi è critico sull'austerity natalizia: «L'anno scorso il bosco urbano, ora invece quasi nulla»
giovedì 7 dicembre 2017 - Ore 21:22 - caricamento letture
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«Siamo stati convocati lo scorso luglio, ci era stato detto che per la nuova scuola Luzio, per cui sono stati previsti sei milioni di euro, era stata trovata l’area, ma da allora non sappiamo più nulla, nonostante siamo consiglieri comunali, ne sappiano quanto gli stessi cittadini. Per questo abbiamo preparato un’interrogazione, per conoscere il cronoprogramma degli interventi previsti, per la Luzio e gli altri edifici scolastici». Così Massimo Panicari, del gruppo consiliare “Centro destra per San Severino”, che punta il dito sulla scarsità di consigli comunali convocati: «Sinora come opposizione siamo rimasti a guardare la situazione, tenendo sotto controllo i vari aspetti, ma al momento non sembra che la situazione amministrativa possa pervenire a buoni auspici – prosegue il consigliere -, prima si convocava un consiglio comunale al mese, adesso se va bene uno a quadrimestre». L’attenzione del consigliere di minoranza si sposta sull’allestimento natalizio di piazza del Popolo, già di recente oggetto di osservazione del consigliere Mauro Bompadre del Movimento 5 Stelle. «Siamo passati dallo splendore del bosco urbano, al quasi nulla dell’austerità di quest’anno, con il motivo che siamo in emergenza e si deve risparmiare – rileva Panicari –, anzi proprio perchè siamo in emergenza è bene accendere i riflettori. La popolazione, già esasperata da tanti problemi, non deve scontare il chiudersi ulteriormente a riccio». Per il consigliere di minoranza «sul Natale a basso profilo offerto dall’amministrazione Piermattei sono personalmente contrariato. Questa città pur avendo delle ferite aperte nei quartieri, ha conservato quasi intatto il centro storico e la sua capacità produttiva. Addobbare oggi il nostro salotto, avrebbe voluto significare due cose: accoglienza e rinascita. Purtroppo ha vinto l’austerità con la sua coreografia del buio e della rassegnazione».

Il bosco urbano allestito nel 2015 a San Severino

Panicari poi passa in rassegna altre questioni amministrative: «La costruzione dell’Itis e della Luzio è in alto mare, le 103 Sae da 10 milioni di euro non sono ancora pronte, quasi tutta la ricostruzione privata è ferma al palo e mentre nessuna luce accende il Natale cittadino un prolungato silenzio cristallizza l’aula consiliare. Ci sarebbero altri aspetti forse meno importanti, ma ugualmente significativi, come la rivolta di via Salimbeni, le contraddizioni sulla pista di atletica, il caos delle bollette, lo scoramento diffuso tra i dipendenti, la svolta “Tafazzi” sulle dimissioni del presidente del Consiglio per tratteggiare i contorni di un mandato poco incisivo, che al netto delle demolizioni delle rimozioni e sopralluoghi “Fast” si sta infilando in un vicolo cieco. Di tempo per recuperare ne avete a sufficienza, non sprecatelo».

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