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Libro su Donna Rachele,
Aries: «Reagiremo ad ogni azione,
e non c’è stata apologia»

CIVITANOVA - L'associazione chiarisce che l'amministrazione comunale non ha espresso alcuna vicinanza. Poi critica la manifestazione antifascista che ha preceduto la presentazione del testo di Edda Negri Mussolini e aggiunge: «Ci difenderemo, se ce ne sarà bisogno, nelle sedi competenti»
giovedì 7 dicembre 2017 - Ore 19:00 - caricamento letture
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Il presidente di Aries insieme con il presentatore della serata Mario Consoli e con Edda Negri Mussolini e alcuni simpatizzanti

 

L’associazione Aries svincola l’amministrazione da responsabilità e minaccia azioni (anche se non viene specificato di che natura) contro Anpi e comitato antifascista. Con una nota l’Officina nazional popolare, che ha organizzato sabato la presentazione del libro su Donna Rachele e che è stata fortemente criticata per le parole dette prima del racconto dell’ospite, Edda Negri Mussolini, torna a parlare di quella prolusione riferendo di aver citato Dante e Leopardi e che non vi sarebbero riferimenti di apologia del fascismo. La frase più contestata è stata quella legata alla «fresca e rossa rosa stretta tra i denti degli eroi caduti con la camicia nera». Aries su questo non puntualizza, ma parla di accuse sterili e deliranti: «vogliamo chiarire che nessuna vicinanza, da parte dell’amministrazione, sia stata mai espressa nei nostri confronti. Semplicemente, un assessore ha ritenuto di affermare che un libro possa e debba essere serenamente presentato. La concessione della sala, in realtà, rientra nell’ottica di gestione della cosa pubblica, posto che la biblioteca è stata regolarmente pagata e l’amministratore l’ha concessa, evidentemente, nell’ottica del maggior profitto». In merito invece alle parole del presidente di Aries l’associazione afferma: «nessun proclama, nessuna esaltazione, men che meno nessuna apologia. Tutto si è risolto sul piano ideale. Abbiamo detto ciò che sentiamo e proviamo al cospetto della realtà presente e quali siano le nostre radici, i nostri riferimenti culturali. Si tratta di una polemica montata ad arte per muovere un’accusa ad una amministrazione da chi, evidentemente, non ha altri mezzi se non i soliti spauracchi, la consueta chincaglieria ideologica, ormai ammuffita. Così come di muffa emanava il clima di violenza che si respirava in una città letteralmente cinta d’assedio da chi si fa ben pochi scrupoli a far ricorso ad intimidazioni e minacce. Proprio a tal ultimo proposito intendiamo dire, in maniera assolutamente serena, che ci difenderemo, laddove ve ne fosse bisogno, presso le sedi competenti, essendo ben chiaro, tuttavia, che ad ogni minacciata azione da parte loro risponderemo con altrettante (e forse più) azioni da parte nostra, nessuna esclusa».

(l. b.)

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