facebook twitter rss

I vicini di Peppina:
«La nostra stalla abusiva,
dateci tempo o gli animali moriranno»

SISMA - L’appello di Anja Kinsky e Claude Wegmann, denunciati per aver costruito un riparo provvisorio nella loro azienda agricola a San Martino di Fiastra. «Cavalli e capre non possono dormire in albergo, preferiamo andare in galera che vederli morire»
giovedì 7 dicembre 2017 - Ore 13:39 - caricamento letture
Print Friendly, PDF & Email

I cavalli nella stalla abusiva

 

La stalla della Regione ancora da montare

 

di Federica Nardi

«I nostri cavalli e capre non possono andare in albergo. Non fateci abbattere la stalla provvisoria, almeno aspettate che la Regione monti una struttura. Preferiamo andare in galera che veder morire gli animali». Questo l’appello di Anja Kinsky e del marito Claude Wegmann, lei tedesca e lui svizzero, che hanno l’azienda agricola Due Sorelle a San Martino di Fiastra. Non distante dal container dove Peppina sta aspettando di poter tornare nella sua casetta di legno. Anche loro, come Giuseppa Fattori, la 95enne che per restare in paese aveva costruito un’abitazione abusiva, sono stati denunciati . In questo caso per aver tirato su un riparo per gli animali senza permessi a costruire dopo che il sisma aveva reso inagibile la stalla. E ora «ci sono arrivate due ordinanze comunali – dice Kinsky – l’ultima per abbattere le stalle entro febbraio». Il loro caso infatti non rientra nella recente legge approvata in Parlamento per sanare le costruzioni fatte in emergenza, dato che si tratta non di abitazioni ma di stalle.

La neve dell’inverno scorso

La vicenda nasce l’inverno scorso, quando «abbiamo deciso di fare velocemente la stalla provvisoria – racconta Kinsky – così da far sopravvivere gli animali». Sette cavalli e 17 capre. «La stalla era inagibile, quella delle capre ha un buco sul tetto che peggiora a ogni pioggia», spiega l’allevatrice. Il loro problema nasce dal fatto che «inizialmente avevamo deciso di usare la procedura per fare la stalla da soli, ma ci avevano detto che il terreno che avevamo scelto non andava bene perché franoso. Era diventato veramente complicato così intanto abbiamo costruito le stalle provvisorie e poi abbiamo chiesto alla Regione di provvedere». E qui altri problemi e lungaggini perché «il fienile è arrivato ma la stalla è ancora lì da montare. Serve prima fare alcuni lavori, aprire una strada e inoltre per lavorare il tempo deve essere buono. Non abbiamo certezze su quanto ci vorrà e inoltre, siccome ai tempi della richiesta le capre non erano registrate, la stalla che verrà montata sarà solo per i cavalli. Non c’è spazio per tutti gli animali. Quello che chiediamo – conclude Kinsky – è di poter lasciare in piedi le stalle fatte da noi finché abbiamo questo problema. Se quella della Regione non viene montata in tempo che facciamo? Lasciamo morire gli animali?».

Claude Wegmann lo scorso inverno sul tetto della stalla

Le stalle abusive

La stalla delle capre inagibile

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page



Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Matteo Zallocco Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons
X